X
<
>

Alessandro Giuli

3 minuti per la lettura

È caos al dicastero della Cultura, il ministro Giuli revoca l’incarico a due suoi stretti collaboratori. Un terremoto politico che vede i lucani interessati, vista l’apertura dell’anno di Matera come Capitale della Cultura e del Dialogo, tra tensioni politiche e dossier aperti


È caos al Ministero della Cultura, dove Alessandro Giuli avrebbe pronti due decreti di revoca dell’incarico nei confronti di due tra i più stretti collaboratori. Un terremoto politico che vede la Basilicata spettatrice interessata, vista l’apertura dell’anno di Matera come Capitale della Cultura e del Dialogo. Un’investitura che, ora come ora, non potrà non tener conto delle evoluzioni in seno al dicastero anche se, al momento, l’ondata sembra ancora battente su altri lidi.
Nel mirino del ministro, infatti, sarebbero finiti il capo della segreteria tecnica, Emanuele Merlino, ritenuto vicino al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, e la sua segretaria particolare Elena Proietti Trotti, responsabile umbra del dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia.

CAOS AL MINISTERO DELLA CULTURA, LUCANI ALLA FINESTRA PER MATERA 2026

Il primo pagherebbe per il caso dei mancati finanziamenti al docufilm su Giulio Regeni, definito “inaccettabile” nei giorni scorsi dallo stesso Giuli. Mentre Proietti sarebbe stata penalizzata – stando a quanto riferito dal Corriere della sera che ha anticipato la notizia – per non essersi presentata in aeroporto, mancando una missione del ministro a New York.
Il quotidiano parla di licenziamenti partiti. Ma, stando a quanto riferiscono fonti del Mic, «allo stato non risultano decreti firmati». Mentre, ufficialmente, dal ministero, non si commenta la notizia.
Il sospetto di alcuni all’interno della maggioranza è che potrebbe anche essere stata diffusa per “bloccare” i provvedimenti.

LE REAZIONI

«L’elenco delle dimissioni e delle uscite nel governo Meloni ormai è lungo -, commenta, per il Pd, il responsabile Cultura della segreteria, Sandro Ruotolo -. Non è più una somma di episodi isolati. È il segno di una maggioranza attraversata da guerre interne, regolamenti di conti, scontri tra correnti e leadership in competizione – sostiene l’esponente dem -. Tutto questo dentro Fratelli d’Italia, ma anche negli altri partiti della coalizione: nella Lega con l’uscita del generale Roberto Vannacci e dentro Forza Italia con tensioni e fronde contro Antonio Tajani». Per il deputato M5s Gaetano Amato, «al Ministero della Cultura va in scena l’ennesimo capitolo del regolamento di conti interno alla maggioranza: il ministro commissariato commissaria a sua volta la lunga mano del commissario Fazzolari. Una resa dei conti – sostiene – che certifica il livello di caos e di conflittualita’ che attraversa il governo Meloni».

Durissimo, infine, Matteo Renzi. «Nelle ultime settimane il ministro Giuli ha dimostrato tutta la propria arrogante incompetenza – scrive il leader di Iv sui social -. E dopo essere riuscito a farsi dare dell’assenteista persino da uno come Salvini, dopo aver dichiarato guerra al cinema e agli intellettuali, dopo aver mandato i commissari ovunque a cominciare da Venezia, Giuli oggi licenzia i suoi collaboratori. Che peraltro lui stesso aveva scelto. In questa furia distruttiva a Giuli, cavallo scosso di un palio inutile, rimane solo un ultimo gesto da compiere: licenziare se stesso, non gli altri».

NUOVO SCOSSONE AL MIC

Se le due revoche fossero effettive, ci si troverebbe di fronte a un nuovo scossone negli uffici del Mic guidato da Giuli dal 6 settembre del 2024. Anche se, per il ministro Francesco Lollobrigida, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Governo. Giuli «ha ritenuto, come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria. Non è né la prima volta che accade in questo come nei Governi che ci hanno preceduto. Il Gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal Ministro, a un rapporto di totale sintonia. Anche per questo la legge consente modifiche basate esclusivamente sul rapporto fiduciario nell’incarico specifico. Sono certo che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee a ricoprire i ruoli in linea con il presupposto fiduciario, oltre che di competenza».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA