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Salta il Consiglio dopo lo strappo sul bilancio dell’esponente FdI, Carmine Cicala. Azione ne chiede le dimissioni. Ma l’assessore meloniano tira dritto: posta video con Lollobrigida e vola a Hong Kong
POTENZA – Lui, Carmine Cicala, l’assessore meloniano che ha osato votare “no” al bilancio, ostenta sicurezza. Posta un video con gli elogi del ministro Francesco Lollobrigida, e vola a Hong Kong per promuovere l’agricoltura lucana. Così al governatore Vito Bardi non resta che abbozzare, rinfrancato soltanto dalle dichiarazioni di sostegno della sua maggioranza.
CASO CICALA, LA POLEMICA NON SI PLACA
È trascorsa così la terza giornata dal clamoroso strappo consumatosi nella seduta di sabato, 11 aprile 2026, della giunta regionale. All’insegna dell’elaborazione dell’affronto subito da parte del generale forzista, e del silenzioso compiacimento dell’assessore FdI per il calcolo politico riuscito. Scaricando sull’assenza delle necessarie risorse in bilancio, quindi sul governatore forzista, le responsabilità per le persistenti difficoltà del comparto agricolo lucano.
L’EVOLUZIONE DELLA CRISI DOPO IL NO AL BILANCIO
Che l’evoluzione della crisi fosse destinata ad arrestarsi per ragioni superiori era apparso chiaro fin da subito. Fonti del Quotidiano, però, confermano che soltanto lunedì sera, 13 aprile 2026, dalle interlocuzioni romane di Bardi, sarebbe emersa in maniera chiara l’indisponibilità dei vertici di Fratelli d’Italia a mettere in discussione uno dei “loro” due assessori. Tanto più che da tempo i meloniani, forti di 4 voti in Consiglio sui 13 di maggioranza, avrebbero chiesto un terzo assessore in ragione della possibilità, introdotta la scorsa estate a livello nazionale, di allargare da 6 a 8 i componenti delle giunte delle piccole regioni.
CASO CICALA, BARDI PRENDE TEMPO
Piuttosto che avviare “al buio” un rimpasto dall’esito tutt’altro che scontato, quindi, il governatore avrebbe deciso di prendere tempo. Annunciando la convocazione di una riunione di maggioranza al più tardi per l’inizio della prossima settimana. E placando le ambizioni di chi vorrebbe sostituirsi a Cicala, da una parte, e di chi punta all’allargamento della giunta per ricavarne uno strapuntino per sé.
AZIONE CHIEDE LE DIMISSIONI DI CICALA
Non a caso il più duro con l’assessore ribelle, ieri, martedì 14 aprile 2026, è stato il consigliere regionale calendiano Nicola Morea, esponente dell’unico gruppo di maggioranza privo di rappresentanza nell’esecutivo, che si è spinto a chiedere le dimissioni dell’assessore meloniano.
«Rieniamo che una scelta di contrarietà su un atto fondamentale come il bilancio debba essere accompagnata da conseguenti e chiare assunzioni di responsabilità». Queste le parole del consigliere di Azione.
SALTA A FINE MESE LA SEDUTA DEL CONSIGLIO REGIONALE
Slittata a fine mese, poi, la seduta del parlamentino lucano prevista per ieri pomeriggio, martedì 14 aprile 2026.
Sarà quella l’occasione in cui Bardi potrebbe tornare sull’accaduto, riscontrando le richieste di chiarimenti arrivati dall’opposizione.
All’esame dell’aula, però, sono in arrivo anche lo stesso bilancio, e una questione particolarmente delicata come la legge attuativa dei referendum abrogativi regionali previsti dallo Statuto. Una legge molto attesa dai promotori del referendum per l’abrogazione dei mini-vitalizi introdotti a dicembre per gli ex consiglieri regionali. Altro provvedimento, quest’ultimo, da cui Cicala ha preso pubblicamente le distanze dalla maggioranza, senza i vertici di Fratelli d’Italia intervenissero per sconfessare la sua posizione.
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