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Alessia Araneo e Viviana Verri consiglieri regionali del M5s:«La Basilicata terra di conquista energetica» in relazione ai progetti di eolico e agrivoltaico.


«Prendiamo atto della decisione del Consiglio dei ministri di esprimere giudizio positivo di compatibilità ambientale su sette progetti da realizzare in Basilicata, tra impianti eolici e agrivoltaici. Ancora una volta la Basilicata viene considerata come una piattaforma energetica al servizio di altri, un luogo dove si concentrano impianti, infrastrutture e servitù, mentre alle comunità locali restano dubbi, impatti e pochissime certezze sui reali benefici». Lo scrivono, in una nota, le consigliere regionali del M5S Alessia Araneo e Viviana Verri.

LE CONSIGLIERI REGIONALI DI M5S SULLA CONQUISTA ENERGETICA: LA TRASFORMAZIONE DEL PAESAGGIO E IL CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO

«Parliamo di progetti che insistono su diversi comuni lucani, da Marsicovetere a Ferrandina, da Grottole a Montemilone, da Craco a Irsina, e che riguardano impianti di grandi dimensioni, alcuni dei quali integrati anche con sistemi di accumulo. Una trasformazione profonda del paesaggio rurale e produttivo lucano che non può essere affrontata come una semplice somma di procedimenti tecnici o autorizzativi». E poi: «Ricordiamo che ad oggi la Basilicata è la regione con il più alto numero di aerogeneratori.  Noi non siamo certo contro le energie rinnovabili, anzi. La transizione energetica è necessaria e fa parte della nostra visione di sviluppo, ma non può diventare l’alibi per consumare suolo agricolo, alterare ecosistemi, comprimere il ruolo delle comunità locali e continuare a scaricare sulla Basilicata il peso delle politiche energetiche nazionali senza una visione complessiva e senza alcun ritorno per i cittadini lucani».

LA MANCANZA DI UNA PIANIFICAZIONE SERIA E DEL PIANO PAESAGGISTICO

Per le consigliere «il punto politico è proprio questo: manca una strategia regionale degna di questo nome. Manca una pianificazione seria che dica con chiarezza dove si può intervenire, dove non si deve intervenire, quali aree vanno tutelate, come si garantisce l’equilibrio tra produzione energetica, vocazione agricola, tutela ambientale e diritti delle comunità. Manca il Piano Paesaggistico Regionale che pure denunciamo da anni. E soprattutto manca una posizione forte del Presidente Bardi, che continua a subire decisioni dall’alto senza esercitare fino in fondo il proprio ruolo».

«Diciamoci la verità», scrivono: «Il nostro territorio viene  trattato come uno spazio vuoto da riempire di impianti e non solo e infatti tra poco tornerà lo spettro del deposito unico di Scorie. Ma di questo ne parleremo in altro momento».

LE CONSIGLIERI REGIONALI DI M5S SULLA CONQUISTA ENERGETICA: IL RISCHIO DI UNA NUOVA COLONIZZAZIONE TERRITORIALE

E poi: «La Basilicata è già una regione che ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo in termini ambientali e sociali, a partire dalle estrazioni petrolifere. Oggi rischiamo di assistere allo stesso schema anche sul fronte delle rinnovabili: grandi investimenti, grandi interessi, ma scarsa trasparenza, poca partecipazione e zero benefici per le popolazioni residenti».  Per questo «chiediamo al Presidente Bardi e alla Giunta regionale di uscire dal silenzio e dire con chiarezza quale modello energetico intendano perseguire per la Basilicata. Non basta inseguire i procedimenti o limitarsi a prendere atto delle decisioni del Governo.

Serve una linea politica netta, serve difendere il territorio, serve pretendere compensazioni reali, regole stringenti, criteri localizzativi rigorosi e soprattutto un coinvolgimento vero delle amministrazioni locali e dei cittadini». La transizione ecologica «non può trasformarsi in una nuova forma di colonizzazione territoriale. La Basilicata – concludono le due consigliere del M5S – non può essere sacrificata in nome di una sostenibilità proclamata a parole ma calata dall’alto nei fatti».

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