Vincenzo Telesca
3 minuti per la letturaVertenza Miccolis: incontro tra sindaco di Potenza, Regione e Azienda, spiraglio per la firma del contratto e proroga di due mesi
POTENZA – «Insieme alla Regione e all’azienda Miccolis stiamo lavorando per procedere alla sottoscrizione del contratto. Tra la varie ipotesi, nelle more del prossimo 30 giugno, con gli uffici legali stiamo valutando di ricorrere a una proroga tecnica che concederebbe maggior tempo per vagliare le modalità migliori per procedere con la firma del nuovo contratto». Così il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca al termine dell’incontro che si è tenuto ieri mattina in Comune con il dirigente generale dell’assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità, Antonio Altomonte e i rappresentati dell’azienda Miccolis. Presenti anche i legali di Comune, Regione e azienda.
Insomma fino al prossimo 31 agosto – il contratto doveva essere firmato entro il 30 giugno – i 150 lavoratori della Miccolis potranno tirare un sospiro di sollievo. E così anche i cittadini.
Stando ai bene informati – e anche alla luce della ritrovata serenità tra Comune e Regione – ci sarebbero tutti presupposti per un esito felice della vertenza che ha tenuto per mesi tutti con il fiato sospeso.
Nei primi mesi del 2026, ricordiamo, il Comune di Potenza ha riscontrato un forte squilibrio finanziario nel proprio bilancio, che ha costretto l’amministrazione a prevedere un taglio totale di 5 milioni di euro.
Di questi 5 circa 2,5 milioni di euro sulla mobilità urbana.
GLI APPELLI DI TELESCA
Il sindaco Vincenzo Telesca ha lanciato appelli su appelli dichiarando l’impossibilità del Comune di coprire autonomamente la quota mancante – per la firma del contratto mancano 650.000 euro – senza rischiare il dissesto finanziario. Appelli a cui la Regione ha risposto picche anche alla luce dei fondi che stanzia annualmente come contributo e che sono passati dai 3 milioni e mezzo del passato agli oltre 5 di oggi.
La mancanza di fondi e l’impossibilità di procedere, pertanto, con la firma del contratto, ha innescato lo stato di agitazione proclamato dai sindacati, gli scioperi dei lavoratori e uno scontro tra Comune e Regione.
Quando tutto davvero sembrava perso, la svolta positiva.
Ieri l’incontro nel Palazzo di Città – incontro e pace ritrovata tra Comune e Regione – che di fatto ha aperto più di uno spiraglio sul futuro dei dipendenti della Miccolis e sul trasporto pubblico urbano che di certo non subirà uno “stop” come si temeva, che l’azienda Miccolis si è aggiudicata formalmente la gestione del servizio di trasporto pubblico a Potenza il 31 agosto 2022, subentrando ufficialmente al precedente gestore a partire dal primo ottobre dello stesso anno.
LE FASI DEL PERCORSO AMMINISTRATIVO
Il percorso amministrativo si è sviluppato attraverso due fasi principali: nel 2022 il Comune di Potenza ha inizialmente affidato il servizio a Miccolis tramite una procedura d’urgenza per garantire la continuità del servizio dopo l’esclusione del vecchio gestore.
Nel 2025 c’è stata la gara definitiva regionale. Nell’ambito del maxi-bando della Regione Basilicata per i lotti del Trasporto pubblico locale, il servizio a lungo termine per la città di Potenza è stato assegnato definitivamente a Miccolis il 13 marzo dello scorso anno. Dal primo subentro del 2022 e dopo la scadenza del primo affidamento biennale, Miccolis ha operato in regime di proroga.
Entro il 30 giugno doveva esserci la firma del contratto ma la mancanza di fondi – il presidente Bardi – a inizio anno aveva comunque rassicurato sullo stanziamento di 5 milioni di euro a favore del Comune – ha mandato in tilt tutto.
Da qui il pressing dei sindacati e gli incontri di questi ultimi mesi affinché si arrivasse alla firma del contratto vero e proprio.
Ma nei primi mesi del 2026 il Comune di Potenza ha riscontrato un forte squilibrio finanziario nel proprio bilancio, che ha costretto l’amministrazione a prevedere un taglio totale di 5 milioni di euro.
Di questi 5 circa 2,5 milioni di euro sulla mobilità urbana. Il sindaco Vincenzo Telesca ha lanciato appelli su appelli dichiarando l’impossibilità del Comune di coprire autonomamente la quota mancante – per la firma del contratto mancano 650.000 euro – senza rischiare il dissesto finanziario. Oggi finalmente il primo segnale positivo: proroga tecnica fino al prossimo 31 agosto e, come detto, firma del contratto che si fa sempre più vicina.
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