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Svolta nel processo Ambiente svenduto sull’ex Ilva di Taranto: la Corte d’Assise di Potenza dichiara la prescrizione per Nichi Vendola e altri 14 imputati. Restano 19 a giudizio, prossima udienza il 5 giugno
POTENZA – Arrivano le prime svolte dalle udienze di Potenza sulle acciaierie di Taranto. L’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è fuori dal processo “Ambiente svenduto”, sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto, all’epoca della gestione Riva. La Corte d’Assise del Tribunale di Potenza, presieduta da Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del processo in corso nel capoluogo lucano, ha decretato l’intervenuta prescrizione per l’ex governatore – che era accusato di concussione – e per altri reati contestati ad altri 14 indagati.
EX ILVA, NICHI VENDOLA FUORI DAL PROCESSO
E così il processo sulla gestione dello stabilimento tarantino perde sempre più forza.
Con Vendola esce di scena anche Francesco Perli, accusato sia di concussione che del reato associativo, e alla sbarra restano attualmente 16 persone fisiche e tre società.
Vendola, lo scorso 6 febbraio, fu rinviato a giudizio dal gip del Tribunale di Potenza, Francesco Valente, con l’accusa di aver fatto pressioni – tra il mese di giugno del 2010 e marzo 2011 – sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, al fine di ammorbidire la linea dei controlli sulla fabbrica.
IL CODACONS STA PENSANDO ALLA CAUSA CIVILE CONTRO VENDOLA
Il Codacons sta valutando la possibilità di proporre causa civile contro l’ex governatore, dicendosi comunque «certo che la Procura di Potenza proporrà appello contro la decisione».
La prossima udienza è in calendario il prossimo 5 giugno.
Il processo è ricominciato dall’udienza preliminare, a Potenza, il 21 marzo 2025, dopo l’annullamento pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce) della sentenza di primo grado, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili. Il 31 maggio del 2021 emesse 26 condanne per 270 anni complessivi di carcere. A Vendola toccò una sentenza di condanna a tre anni e mezzo di reclusione.
EX ILVA, IL PRESTITO PONTE
Intanto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sullo stabilimento di Taranto ha confermato il “prestito ponte” deciso dal Consiglio dei Ministri per la fabbrica tarantina, «per andare avanti man mano in attesa che si possa concludere un negoziato di cessione».
«Abbiamo ottenuto – ha aggiunto – qualche mese fa la possibilità di concedere un sostegno pubblico all’amministrazione straordinaria fine un limite massimo di 390 milioni di euro. Quindi abbiamo già fatto un primo provvedimento qualche mese fa che consentisse di utilizzare una prima tranche da 139 milioni di euro e le altre risorse saranno messe a disposizione nei prossimi mesi, man mano che ce ne saranno la necessità fino a un limite concordato con la commissione di 390 milioni».
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