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Vitalizi, slitta il voto sulla legge regionale per indire il referendum. I promotori scrivono alla Consulta: «Di fatto siamo in presenza di un atto di sospensione della democrazia».


POTENZA – Il comitato promotore per il referendum abrogativo della legge regionale sui vitalizi ha scritto alla Consulta regionale per le garanzie statutarie e all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Basilicata «affinché diano immediate indicazioni permettendo così al comitato promotore di presentare un nuovo quesito per procedere all’abrogazione dei vitalizi in considerazione della rimodulazione fatta con legge regionale numero 3 del 25 febbraio del 2026 e nel pieno rispetto dello spirito delle nuove disposizioni statutarie».

LA MANCATA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO REGIONALE SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA

L’annuncio dell’ennesima iniziativa dei referendari è arrivato all’indomani della convocazione della seduta di martedì 14 aprile del Consiglio regionale. Seduta che ancora una volta, nonostante gli impegni assunti, non vedrà all’ordine del giorno la discussione sul disegno di legge che dovrebbe disciplinare gli istituti di democrazia diretta previsti dallo Statuto regionale approvato nel 2016. A partire proprio dal referendum. Disegno di legge sollecitato nelle scorse settimane proprio dalla Consulta statutaria per colmare alcuni vuoti  presenti nelle normative ereditate dal vecchio ordinamento regionale.  

SLITTA ANCORA IL REFERENDUM SUI VITALIZI, LE ACCUSE DEL COMITATO: ATTO DI SOSPENSIONE DELLA DEMOCRAZIA

«Il Consiglio regionale non può continuare ad impedire l’attivazione del referendum abrogativo previsto dall’articolo 17 dello Statuto regionale».  Così il composto da una pattuglia di sindacalisti della Cgil, Michele Sannazzaro, Angelo Summa, Eustachio Nicoletti e Giovanna Galeone e Nunzia Armento, esponenti della società civile come il referente di Libera Basilicata Rosario Gigliotti, il presidente di Arci Basilicata Paolo Pesacane, e l’attore-regista Ascanio Donadio, più i coordinatori regionali di Verdi e Sinistra Italiana , Gianni Rondinone e Donato Lettieri.

«Di fatto siamo in presenza di un atto di sospensione della democrazia». Proseguono i referendari. «Auspichiamo che nelle prossime settimane si chiariscano gli aspetti formali per poter avviare formale raccolta di firme necessaria all’indizione del referendum abrogativo».

IL QUESITO REFERENDARIO E IL NUOVO SISTEMA PREVIDENZIALE PER GLI ELETTI

Il comitato intende sottoporre ai cittadini un quesito per l’abrogazione totale del nuovo sistema previdenziale per gli eletti di via Verrastro, che prevede l’elargizione di un assegno da 600 euro al mese, al compimento del 65simo anno d’età, a fronte del versamento di 30mila euro di contributi a quinquennio, integrati dalle casse del Consiglio regionale con una cifra di 3 volte superiore.

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