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Noemi accanto al suo chitarrista

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Potenza, festa di San Gerardo, molte le segnalazioni di persone con disabilità al concerto di Noemi. La Garante Marika Padula parla di “grave disservizio”, poche sedie, né visuale e invia nota formale al Comune chiedendo chiarimenti sull’organizzazione. «L’inclusione è nei fatti, non negli slogan».


POTENZA – Un concerto che sembra essere piaciuto a tutti, quello di Noemi nella notte di San Gerardo. Quasi a tutti. Perché diversi portatori di disabilità pare non abbiano avuto l’opportunità di trovare posto in piazza né di avere una buona visuale per seguire lo spettacolo.
Lo segnala la Garante regionale per le persone con disabilità, Marika Padula, in una nota dai toni netti diffusa ieri, domenica 31 maggio 2026.
«Sono pervenute all’Ufficio – afferma Padula – diverse segnalazioni relative a gravi criticità nella gestione dell’accoglienza delle persone con disabilità presenti all’evento. Quanto rappresentato desta forte preoccupazione. Secondo le segnalazioni pervenute, l’organizzazione dell’evento non si sarebbe fatta trovare pronta ad accogliere le persone con disabilità in modo adeguato, dignitoso e rispettoso delle loro esigenze».

CONCERTO DI NOEMI, IL MONITO DEL GARANTE ALLA DISABILITÀ

La Garante entra poi nel dettaglio dei problemi che le sono stati riportati dai diretti interessati: «In particolare, non sarebbero stati predisposti posti a sedere sufficienti né un’area realmente idonea per consentire alle persone con disabilità di assistere al concerto in condizioni decorose, sicure e accessibili. Una situazione che, se confermata, rappresenterebbe un grave disservizio e una evidente mancanza di programmazione».

Il commento della Garante regionale per le persone con disabilità non è tenero con l’amministrazione comunale: «L’inclusione – dichiara – non può essere raccontata solo attraverso slogan, dichiarazioni o immagini di circostanza. L’inclusione si misura nei fatti, nella capacità di prevedere i bisogni delle persone, di organizzare gli spazi, di garantire sicurezza, visibilità, sedute adeguate e piena partecipazione. Lasciare persone con disabilità senza un’accoglienza dignitosa significa tradire il senso stesso della parola inclusione».

IL COMMENTO DELLA GARANTE REGIONALE

E c’è anche un altro punto particolare che Padula intende sottolineare nel suo comunicato stampa: «Gli eventi pubblici, soprattutto quelli ad alta affluenza, devono essere programmati tenendo conto sin dall’inizio della presenza delle persone con disabilità. Non è accettabile che tali esigenze vengano affrontate all’ultimo momento, attraverso soluzioni improvvisate o grazie alla disponibilità di terzi».

Insomma, l’inclusione è sostanza e non forma: «Non basta – afferma ancora la garante regionale – consentire formalmente la presenza delle persone con disabilità a un evento pubblico. Bisogna garantire loro il diritto di assistere all’evento, viverlo in sicurezza e con pari dignità rispetto agli altri cittadini. In caso contrario, non si parla di inclusione, ma di mancata tutela».

La Garante regionale non si è limitata a sollevare il caso davanti all’opinione pubblica: comunica infatti di aver già provveduto «a istruire una nota formale indirizzata all’Amministrazione del Comune di Potenza, al fine di chiedere chiarimenti su quanto accaduto e sollecitare l’adozione di misure organizzative adeguate per i prossimi eventi pubblici».

CONCERTO DI NOEMI, PADULA: «GARANTIRE A TUTTI PARTECIPAZIONE E DIGNITÀ»

«Per il futuro – è scritto ancora nella nota – la Garante regionale ritiene indispensabile che l’Amministrazione e gli organizzatori predispongano preventivamente un piano serio di accessibilità, accoglienza e assistenza, attraverso il coinvolgimento dell’Ufficio del Garante regionale, delle associazioni e dei soggetti competenti».
La frase finale della Garante regionale per i disabili, Padula, è un monito per l’avvenire: «Una città realmente inclusiva non si misura dalla visibilità degli eventi, ma dalla capacità di garantire a tutti, senza esclusioni, condizioni concrete di partecipazione, sicurezza e dignità».

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