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Rocco Petrone sullo sfondo del “Crawler-transporter” che sposta il Saturn V

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Omaggio dei lucani al sogno di Rocco Anthony Petrone nel suo centenario. Una figura leonardesca di cui la terra d’origine va fiera. Da martedì 31 marzo 2026 al via varie iniziative per ricordare
l’ingegnere di Sasso che portò l’uomo sulla Luna


Nel segno di una storia che attraversa due continenti e un’intera epoca, la Basilicata si prepara a celebrare il centenario della nascita di Rocco Anthony Petrone con un calendario di eventi che, lungi dall’essere rituale, intende restituire alla contemporaneità il valore di una vicenda umana e professionale che ha inciso profondamente nella storia dello spazio e della scienza.

ROCCO ANTHONY PETRONE E IL SOGNO DELLA LUNA


Nato il 31 marzo 1926 da genitori emigrati da Sasso di Castalda verso gli Stati Uniti, Petrone emerge come figura centrale nelle operazioni di lancio del programma Apollo e, più in generale, nell’epopea che portò l’uomo sulla Luna nel luglio del 1969.
Domani, martedì 31 marzo 2026, il piccolo borgo appenninico di Sasso di Castalda si trasformerà in epicentro di una memoria che non vuole essere confinata al locale né esaurirsi nel gesto simbolico.

UNO SPECIALE ANNULLO FILATELICO

Nell’ufficio postale sarà apposto uno speciale annullo filatelico commemorativo: una pratica che, nel linguaggio degli eventi culturali, richiama la concretezza dei segni materiali che l’umanità lascia a testimonianza del proprio percorso storico. Il timbro, che potrà essere richiesto anche nei giorni successivi, non è un mero souvenir ma un punto di connessione tra il borgo lucano che ha visto partire la famiglia Petrone e il complesso di controllo di Cape Canaveral dove, molti anni dopo, la traiettoria professionale di Rocco si dispiegò fino alla Luna stessa.

LE INIZIATIVE IN MEMORIA DI PETRONE NELLA SUA LUCANIA


Se Neil Armstrong è stato il volto visibile della missione Apollo 11, Petrone fu l’architetto silenzioso delle sue infrastrutture. Come ricorda la documentazione della Nasa, Petrone fu responsabile della pianificazione, dello sviluppo e dell’attivazione di tutte le strutture di lancio per il programma Apollo, inclusi gli avanzatissimi Launch Complex 39 e il Vehicle Assembly Building, facendo di quelle installazioni il cuore pulsante delle prime spedizioni umane verso lo spazio.

L’ARCHITETTO SILENZIOSO DELLA MISSIONE APOLLO 11


Parallelamente alla filatelia della memoria, Potenza accoglie l’altro aspetto delle celebrazioni: l’Aula Magna dell’Università della Basilicata ospita alle 9:30 il simposio intitolato “La Luna di Rocco”, un momento di riflessione scientifica e culturale che mira a collocare la figura di Petrone all’interno di una più ampia narrazione storica della corsa allo spazio. In questo contesto, i contributi previsti – da “Quanto è distante la Luna” di Franco Vespe ad “Apollo e Artemide, gemelli diversi” di Guido Masiello – non sono semplici temi accademici, ma tappe di un percorso concettuale che combina scienza, storia e immaginario culturale. Nel dialogo con gli studenti, coordinato da Angela Tannoia del Rotary D2120 per le nuove generazioni, una trasmissione non solo di sapere, ma di esperienza viva, curiosità, responsabilità.

LE ALTRE CELEBRAZIONI


Tra i relatori anche Renato Cantore, giornalista e scrittore il cui volume “Dalla terra alla luna. Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11” ha contribuito alla riscoperta internazionale di un protagonista spesso rimasto nell’ombra. La biografia di Cantore restituisce a Petrone i meriti tecnici ma anche l’intensità di una traiettoria esistenziale che affonda le sue radici nella diaspora lucana.
L’iniziativa accademica è solo una delle manifestazioni previste in una serie di eventi sostenuti dalle istituzioni regionali.
Il sindaco di Sasso di Castalda, Rocchino Nardo, ha voluto ringraziare in una nota la Regione, il presidente Vito Bardi, il presidente del Distretto Tecnologico TeRn Antonio Colangelo e il Cluster Aerospazio.

LA DISTANZA CHE HA COLMATO ROCCO PETRONE TRA TERRA E LUNA


Nel guardare alla vita di Petrone, sembra di sentire riecheggiare Sant’Agostino quando scriveva che «Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina»: ogni accelerazione verso l’ignoto ha in sé una lezione, non solo tecnica, ma umana. E anche T. S. Eliot: «La conclusione di tutte le nostre ricerche sarà di arrivare dove eravamo partiti e di conoscere il posto per la prima volta». L’esperienza non si esaurisce nell’evento cronologico, ma si riflette nella trasformazione di chi la vive e di chi la trasmette.

TRA IL FARE E IL SAPERE


Ogni timbro, ogni parola, ogni incontro lascia un segno. Non serve altisonanza. Chi parte porta con sé il borgo; chi torna, porta con sé il cielo. La distanza che Petrone ha colmato non era tra la terra e la Luna, ma tra il fare e il sapere. E chi sa trasmettere, lascia eterno ciò che ha imparato. Il piccolo passo di Petrone nella sala controllo è stato un passo gigantesco per tutti.

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