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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – E’ stato grazie alla tempestività e alla collaborazione tra le diverse strutture ospedaliere, come quella di Soveria Mannelli, Lamezia Terme e Palermo, che ha consentito, il 19 gennaio scorso, di salvare una mano completamente staccata dal polso di un 40enne di origine indiana, attraverso un complicato intervento di chirurgia.

Il 19 gennaio scorso, infatti, al Policlinico di Palermo è stata riattaccata con successo la mano a un uomo di origine indiana al quale gli era stata recisa di netto con una accetta durante una rissa (sono in corso indagini dei carabinieri di Soveria Mannelli). Prima c’è stata la corsa contro il tempo per trasportare il paziente e la sua mano messa sotto ghiaccio da Catanzaro a Palermo in elisoccorso, poi l’intervento durato circa sette ore. L’uomo ormai sta bene e la sua mano è fuori pericolo. Salvare la mano completamente staccata all’uomo, vittima di una rissa, mostra anche una sanità che funziona e tutta l’equipe del pronto soccorso di Lamezia e il primario, Ferruccio Lucchino, intendono esprimere i propri complimenti alla equipe del Policlinico di Palermo per il brillante risultato.

Tutto è accaduto quando nel turno di domenica mattina 19 gennaio, veniva allertato il Pronto Soccorso di Lamezia dalla centrale operativa del 118 che era in arrivo codice rosso con il 118 di Soveria Mannelli. Il personale del 118 è intervenuto sul luogo dell’incidente (a soccorrere per primi il ferito e chiamare il 118 sono stati 4 capi scout lametini che campeggiavano nelle vicinanze del luogo del ferimento e che, chiamati, sono intervenuti e ciò ha fatto sì che l’uomo non perdesse molto sangue e che la mano staccata si mantenesse integra) e i medici accortisi della gravità della situazione, decidevano con tempestività di trasportare il paziente con l’amputazione traumatica della mano, comunicando che avevano provveduto a conservare la mano e che la stavano portando a Lamezia.

Scatta così la prima decisiva fase della collaborazione e si organizzano i medici di turno in pronto soccorso a Lamezia Terme (Renata Tropea e Teresa Buccinà, gli infermieri Salvatore Palazzo, Francesca Paonessa, Antonio Gulli, Carlo Vescio e gli operatori sanitati Alfonso Sammarco, Paolo Sottile), pronti all’accoglienza, alla preparazione del paziente e all’attivazione dell’elisoccorso, mentre la centrale operativa del 118 comunicava di aver allertato la Chirurgia plastica di Palermo. Quando giunge in pronto soccorso il paziente, i medici di turno constatano la gravità del caso e oltre all’’elisoccorso allertavano tutta l’equipe in turno in Ortopedia a Lamezia, il dottore reperibile è Federico Chiodi che fa l’emostasi e prepara adeguatamente il moncone dell’arto al fine di tutelarne la predisposizione al successivo intervento.

Nel contempo la mano del paziente è sistemata nel contenitore adatto al trasporto e consegnata al medico dell’elisoccorso (a seguire tutte queste fasi anche la chirurga Cinzia Molizzi). Dopo una rapida ma esaustiva anamnesi resa più complicata dal fatto che il paziente è straniero, quindi vi è una difficoltà linguistica, si riesce a capire che è stato aggredito per cui vengono allertate anche le forze dell’ordine per le indagini del caso. Completati gli accertamenti nella maniera più esaustiva e veloce il paziente parte con l’elisoccorso accompagnato da rianimatore lametino a bordo, il dottor Antonio Andricciola. Dopo sette ore di intervento al Policlinico di Palermo l’uomo è stato poi dichiarato fuori pericolo e già da qualche giorno riesce a muovere le dita e sta riacquistando la mobilità.

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