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L'arrivo di Colosimo in tribunale

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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Sono iniziati oggi gli interrogatori per i vertici della Sacal coinvolti nell’operazione della guardia di finanza. Davanti al giudice per indagini preliminari Valentina Gallo si sono presentati Massimo Colosimo, Pierluigi Mancuso ed Ester Michienzi, travolti dall’inchiesta nelle rispettive qualità di presidente, direttore generale e responsabile dell’area legale, tutti detenuti agli arresti domiciliari, su richiesta della Procura di Lamezia Terme. I tre sono stati affiancati dagli avvocati Nicola Cantafora, Enzo Ioppoli, Saverio Loiero e Massimo Scuteri.

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Davanti al tribunale di Lamezia, Colosimo si è limitato a dire al Quotidiano: “Chiarirò tutto”, mentre un gruppetto di dipendenti della Sacal ha contestato il management dell’azienda.

Michienzi Sacal

I tre indagati potranno fornire nell’interrogatorio la propria versione dei fatti sul vorticoso giro di assunzioni a discrezione e sulle “spese pazze”, a sfondo anche privato, che i magistrati gli hanno contestato, sulla scia degli elementi raccolti dai finanzieri, che, nel corso delle perquisizioni a tappeto, hanno messo le mani su un “tesoretto” di 150 mila euro, rinvenuto in una cassetta di sicurezza e ritenuto il provento dei presunti reati contestati a Colosimo, che vanno dal peculato alla corruzione, al falso e all’abuso d’ufficio. Anche su questo il professionista potrà difendersi, salvo avvalersi della facoltà di non rispondere.

Il difensore di Colosimo, l’avvocato Cantafora, ha reso noto al termine dell’interrogatorio, durato circa un’ora e mezza, che il suo assisistito ha risposto alle domande del giudice. Due ore è durato, invece, l’interrogatorio di Michienzi; anche lei ha risposto alle domande del giudice. 

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Dopo questa prima tranche toccherà agli altri 12 indagati per i quali la Procura ha sollecitato la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio: i componenti Cda Enzo Bruno, presidente della Provincia, Floriano Noto, in rappresentanza della Camera di commercio, Emanuele Ionà, imprenditore in rappresentanza del Comune di Lamezia, e per pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio legati alla gestione Sacal (l’ex vice presidente, Gianpaolo Bevilacqua, il membro Cda Roberto Mignucci, il dipendente Enav Vincenzo Bruno Scalzo, il dirigente regionale Giuseppe Mancini, il funzionario della Provincia Floriano Siniscalco, il vice sindaco di San Mango d’Aquino Pasquale Torquato, la dipendente Sabina Mileto, la direttrice del centro per l’impiego di Lamezia Angelina Astorino e il maresciallo dei carabinieri Marcello Mendicino, che avrebbe millantato il potere di fornire notizie sulle indagini avviate dalla finanza in cambio dell’assunzione del figlio).

Anche l’interrogatorio di Pierluigi Mancuso è durato oltre un’ora e mezza e durante il colloquio con il giudice per le indagini preliminari Mancuso ha chiarito a suo modo la sua posizione, in particolare il suo legale Saverio Loiero ha affermato: «il mio assistito ha chiarito tutti i punti che gli vengono contestati, anche relativamente alla nomina di direttore generale presentando anche documentazione che prova come tutto si sia svolto nel rispetto delle regole».

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