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Un'operazione della polizia

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CATANZARO – Sequestrati undici immobili e conti correnti per un valore superiore ai due milioni di euro a un imprenditore di origini calabresi, affiliato alla ‘ndrangheta. Gli agenti della Divisione Anticrimine della questura di Milano, tra Motta Visconti (Milano) e altre località della provincia sud di Milano, ieri, hanno sequestrato le case e il patrimonio dell’uomo, 43 anni, organico alla cosca di Gallace-Ruga, attiva nel Catanzarese.

L’imprenditore è Orlando Demasi, condannato in via definitiva per associazione per delinquere di stampo mafioso. Durante l’esecuzione del provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano, su proposta del Questore Marcello Cardona, sono stati trovati anche 60 mila euro in contanti custoditi in buste sottovuoto dentro una cassetta di sicurezza, oggetti di pregio, e una macchina conta soldi.

Demasi, 43 anni, nato a Santa Caterina dello Ionio (CZ) e al quale venne conferita la dote di “camorrista” (è un affiliato di ‘ndrangheta di particolare importanza), in una cerimonia di affiliazione che si è tenuta in Calabria su un terreno di proprietà dei suoi genitori, secondo quanto ricostruito, avrebbe cominciato la sua ‘carrierà criminale fin dalla giovane età. 

Da quanto ricostruito, Demasi, appena diciannovenne, nel 1994, si è reso responsabile di una tentata estorsione a un imprenditore nel campo delle costruzioni aereonautiche. E mentre riceveva materialmente l’assegno, il prezzo del “pizzo”, il giovane disse alla sua vittima: «con questo qui non saltate più in aria, guardi bene questa faccia e se la ricordi bene». Nel 2012 è stato poi coinvolto nell’operazione chiamata “Itaca” con cui è stata sgominata un’associazione di tipo mafioso riconducibile alla ‘ndrangheta, costituita e organizzata nell’ambito della «locale» di Guardavalle.

Lo stesso anno, nell’ambito dell’operazione “Ulisse”, è stato arrestato per il reato di associazione mafiosa a causa dei suoi costanti contatti con i vertici calabresi della cosca Gallace-Ruga-Leotta. Cosca alla quale è stato ritualmente affiliato, con una cerimonia di iniziazione che si è svolta in Calabria, assumendo poi un ruolo nella «locale» di Giussano, occupandosi della custodia delle potenti armi del clan, tra cui bombe a mano, mitragliette Uzi e Ak 47 kalashnikov. Demasi ha inoltre mantenuto contatti con i familiari degli affiliati arrestati, elargendo denaro alle loro famiglie, procurandogli avvocati di fiducia e provvedendo a liquidare le loro parcelle. E poi avrebbe organizzato in un capannone ubicato a Zelo Surrigone (MI) nella propria disponibilità e nella cascina nella disponibilità del fratello, riunioni e summit nel corso delle quali si conferiscono «doti» e si stabiliscono strategie in merito alla vita della «locale».

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