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Il tribunale di Lamezia Terme

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LAMEZIA TERME – Sei condanne (tra cui l’ex vicepresidente del Consiglio comunale condannato a sei anni) e cinque assoluzioni. Questo il verdetto emesso dal collegio giudicante del tribunale di Lamezia (presidente Luca Nania) nei confronti di undici imputati per i quali il pm Andrea Buzzelli aveva chiesto da un massimo di 14 anni di carcere a un minimo di 2 anni e mezzo.

Per l’ex vicepresidente del Consiglio comunale Giuseppe Paladino il pm aveva chiesto 6 anni e 8 mesi (chiedendo invece l’assoluzione, confermata, per l’ipotesi di corruzione elettorale). Paladino è stato condannato in relazione all’accusa di aver chiesto l’appoggio elettorale alla cosca Torcasio alle comunali del 2015 (fu uno dei motivi dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiose decretato a novembre 2017 e confermato definitivamente dal Consiglio di Stato a ottobre scorso).

La sentenza riguarda il processo di primo grado “Crisalide” nei confronti di 11 imputati che scelsero il dibattimento (per altri 52 imputati si è già celebrato il processo con il rito abbreviato).

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Oltre a Paladino, le condanne riguardano: 3 anni e 6 mesi per Francesca Antonia De Biase, 14 anni nei confronti di Giuseppe Costanzo; 9 anni per Flavio Bevilacqua, 15 anni per Piero De Sarro e 14 anni nei confronti di Danilo Fiumara.

Assolti: Vincenzo Strangis, Alex Morelli detto “ciba”, Antonio Torcasio, Ivan Di Cello, alias “Ivanuzzu” e Alfonso Calfa, alias “paparacchiu”.

In relazione all’accusa di associazione mafiosa finalizzata al narcotraffico sono stati assolti anche De Biase, Costanzo, Bevilacqua, De Sarro e Fiumara.

Alcuni imputati sono stati condannati anche a risarcire le parti civili (Comune di Lamezia Terme, presidenza del Consiglio di ministri, ministero dell’Interno e associazione antiracket Lamezia).

Gli imputati (a parte Paladino) a vario titolo, erano accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga, armi, esplosivi, estorsione, danneggiamento aggravato e rapina.

Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Lucio Canzoniere (difensore di Paladino e Torcasio), Salvatore Cerra (difensore di Strangis) Antonio Larussa (difensore di Morelli, Strangis e Costanzo), Aldo Ferraro(difensore di De Biase), Tiziana D’Agosto (difensore di Costanzo) Francesco Amantea (difensore di Bevilacqua), Nicola Veneziano (difensore di Calfa e Fiumara), Giuseppe Di Renzo (difensore di De Sarro), Diego Brancia (difensore di Fiumara).

A maggio 2019, come si ricorderà, fu emessa la sentenza di primo grado nel processo “Crisalide” (LEGGI) celebratosi con il rito abbreviato davanti al gup di Catanzaro, Pietro Carè che su 52 imputati ne condannò 43 mentre 9 furono assolti fra i quali due imputati eccellenti, assolti “perché il fatto non sussiste”. Pasqualino Ruberto, ex consigliere comunale e il medico Giovanni Paladino (padre di Giuseppe) entrambi accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.

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