X
<
>

Marco Petrini

2 minuti per la lettura

La decisione della Corte d’Appello di Napoli su Petrini e Santoro in un troncone del processo Genesi sulla corruzione giudiziaria


CATANZARO – La Corte d’Appello bis di Napoli ha condannato a 4 anni di reclusione il giudice sospeso Marco Petrini e a 2 anni e 11 mesi l’ex dirigente medico dell’Asp di Cosenza Emilio Santoro, di Cariati. L’accusa per gli imputati, entrambi massoni, è quella di corruzione in atti d’ufficio.

Si tratta di un troncone del processo “Genesi”, scaturito dall’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza di Crotone che nel gennaio 2020 fece luce su un vasto giro di corruzione giudiziaria al centro del quale figurava proprio l’ex presidente della Corte d’Appello di Catanzaro.

Si tratta di un troncone del processo “Genesi”, scaturito dall’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza di Crotone che nel gennaio 2020 fece luce su un vasto giro di corruzione giudiziaria al centro del quale figurava proprio l’ex presidente della Corte d’Appello di Catanzaro.

GENESI, L’ACCUSA

Secondo l’accusa, sarebbe stato favorito il coimputato Vincenzo Arcuri (per cui si procede a parte) in una causa intentata contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e definita dal Tribunale di Catanzaro, con cui veniva dichiarato il difetto di legittimazione del convenuto, e appellata dall’attore che chiedeva il pagamento di 580mila euro per prestazioni professionali.

Nel filone del rito ordinario Arcuri, imprenditore di Cariati, è stato condannato, in primo grado, a 4 anni.

PROCESSO BIS

Il nuovo processo a carico di Petrini e Santoro si è celebrato a Napoli dopo che la Corte di Cassazione aveva riqualificato uno dei tre capi d’imputazione di cui doveva rispondere il giudice sospeso da corruzione giudiziaria a corruzione in atti d’ufficio.

Ormai definitiva la condanna per altri due capi d’imputazione nei confronti dell’ex presidente di Sezione della Corte d’Appello di Catanzaro. Petrini è difeso dagli avvocati Francesco Calderaro e Vincenzo Maiello, Santoro dall’avvocato Michele Gigliotti. La Corte ha anche ordinato, a carico di Petrini e Santoro, la confisca per equivalente di una somma di 250mila euro relativa agli importi ritrovati nel corso dell’inchiesta che scoperchiò un sistema in cui i processi venivano aggiustati in cambio di regalìe di varia natura.
Per tutti già in primo grado era stata esclusa l’aggravante mafiosa.

LEGGI ANCHE: Genesi, condannato l’ex consigliere regionale Tursi Prato

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA