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Il Comune di Lamezia Terme

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LAMEZIA TERME – A gennaio scorso è scattato l’avvio del procedimento sanzionatorio (LEGGI).

Ora l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha irrogato una sanzione da 1000 euro ciascuno nei confronti del responsabile del Piano prevenzione e corruzione del Comune di Lamezia, Pasquale Pupo (attuale segretario generale del Comune, mentre ha accolto la difesa del predecessore Carmela Chiellino, unica “assolta” dall’Anac), nonché del sindaco Paolo Mascaro, del vice Antonello Bevilacqua e di tutti gli assessori (Teresa Bambara, Francesco Dattilo, Giorgia Gargano, Giovanni Francesco Luzzo, Luisa Vaccaro e Sandro Zaffina) tutti in carica fino al 15 dicembre scorso.

La sanzione è stata causata dal mancato aggiornamento del Piano triennale prevenzione e corruzione (Ptpc), aggiornamento obbligatorio per tutti i comuni.

L’Anac, che fin da dicembre scorso aveva chiesto informazioni al Comune (LEGGI), avviando poi il procedimento sanzionatorio per l’omessa adozione del Piano triennale prevenzione e corruzione (Ptpc) la cui adozione è obbligatoria ogni anno, non ha ritenuto sufficienti le ragioni contenute nelle memorie difensive del segretario comunale nonché del sindaco Mascaro (primo cittadino all’epoca dei fatti).

Il Piano del Comune di Lamezia è fermo a gennaio del 2018 quando fu adottato dalla commissione straordinaria il Piano 2018/2020. La Giunta Mascaro e poi il consiglio comunale con delibera del 19 febbraio 2020 aveva approvato la definizione delle linee guida per la predisposizione degli obiettivi strategici e di promozione di nuovi livelli di trasparenza per il triennio 2020/2022. Tutto poi si è fermato e da qui è stato avviato il procedimento sanzionatorio.

In particolare, l’Anac ha ritenuto «insufficienti» le osservazioni presentate nella memoria difensiva dall’attuale responsabile del Piano triennale prevenzione e corruzione, Pasquale Pupo, avallate dal sindaco e dalla Giunta, in merito alla grave carenza di personale dell’ente e alle problematiche scaturite dall’emergenza sanitaria nazionale per la diffusione del Covid-19.

Osservazioni che «se pur comprensibili, appaiono tuttavia insufficienti – si legge nella delibera della sanzione dell’Anac – a giustificare l’inadempienza in relazione ai principali obblighi sanciti dalla normativa vigente in materia di prevenzione della corruzione».

E ancora: «Si rappresenta che ad un anno dalla scadenza prevista dalla legge, il Ptpct relativo al triennio 2020 -2022 non è stato approvato. Il segretario comunale e tutto l’organo politico erano consapevoli dell’inadempimento che si reiterava per il secondo anno consecutivo. L’organo di indirizzo politico non può esimersi dalle proprie responsabilità, in quanto la legge gli riconosce, altresì, l’obbligo di controllo generalizzato affinché le disposizioni normative e regolamentari siano attuate, con ciò delineandosi anche la cosiddetta culpa in vigilando».

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