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Vaccini al personale sanitario

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CATANZARO – Il “mal di statistica” e di “trasmissione dei dati” della Calabria sembrano non volersi fermare più. Sono giorni ormai che i dati sulle vaccinazioni riportati sul portale nazionale non si schiodano da quota 20.553 dosi somministrate che è un un dato pari al 52,3% delle dosi ricevute.

L’immobilismo statistico potrebbe indurre a credere che le vaccinazioni siano ferme da giorni. Ed invece è tutt’altro che così. Le vaccinazioni vanno avanti a buoni ritmi e sarebbero almeno oltre 33.000 le dosi somministrate a fronte delle 39.280 consegnate.

A comunicare questi dati al Quotidiano del Sud è la dottoressa Emanuela De Francesco, direttrice della Farmacia Ospedaliera del Policlinico Universitario “Mater Domini”. Un dato che porterebbe la percentuale ben oltre l’impietoso 52,3%, fissandola attorno all’80%. Un dato, questo, che farebbe balzare la Calabria davanti ad altre nove regioni italiane. Altro che fanalino di coda. Ciò che non è emerso, tuttavia, sono le ragioni di questa ennesima carenza di trasmissione dei dati. Un malanno che si è impadronito della Calabria già in altri non onorevoli precedenti nel corso di questa pandemia.

Il caso più eclatante, lo si ricorda, è il “buco” di dati che determinò la permanenza in zona rossa a metà novembre e l’implacabile “inaffidabile” apposto dall’Istituto Superiore di Sanità sull’indice Rt e l’impossibilità di determinare la valutazione complessiva del rischio (“alta perché non valutabile”).

Ad inizio anno invece era toccato ancora una volta alle vaccinazioni, con gli errori di compilazione delle schede inviate Ministero, che le aveva prontamente rispedite indietro. Non sono emerse dalla Regione le motivazioni su questo ennesimo “blackout statistico”.

Eppure le vaccinazioni vanno avanti. E lo racconta la dottoressa De Francesco. «Sono convinta che in questa fase sia fondamentale veicolare una buona e corretta informazione sulla somministrazione dei vaccini – spiega De Francesco – perché questa è una sfida che dobbiamo vincere. Vaccinarsi è l’azione civica per fare del bene al mondo ed al prossimo. Ed in Calabria le vaccinazioni stanno proseguendo. In questi giorni sono partite le vaccinazioni anche sugli operatori sanitari delle Rsa. So che sono partite sicuramente l’Asp di Crotone e l’Asp di Catanzaro».

Ed è un fatto quest’ultimo che viene confermato anche da fonti interne all’Asp del capoluogo. L’organizzazione prevede tre punti di somministrazione nei tre Spoke di Lamezia Terme, Soverato e Soveria Mannelli. In questi tre centri è partita già da lunedì la vaccinazione del personale delle Rsa del territorio provinciale che ha aderito alla campagna.

Un’adesione che si è confermata altissima anche nell’ambito degli operatori sanitari dell’Asp, in linea con quanto avvenuto anche nelle strutture ospedaliere di tutta la Regione. E non solo. Sono state inoculate le prime dosi anche su tutti i medici di base e pediatri della provincia di Catanzaro. E proprio qui si impone un’ulteriore riflessione, che è quella relativa al richiamo. Il vaccino Pfizer, lo si ricorda, richiede la somministrazione della seconda dose a ventuno giorni di distanza dalla prima.

«Un’importante scelta che è stata fatta – ha spiegato ancora De Francesco – è quella di “conservare” le seconde dosi da somministrare al personale delle strutture ospedaliere nei prossimi giorni. Questo è un fattore determinante perchè così si è scongiurato il rischio di interrompere e far ripartire il ciclo vaccinale qualora non si fosse stati pronti a somministrare in tempo la seconda dose. Proprio da questo punto di vista il Mater Domini è pronto entro la fine della prossima settimana a coprire fino all’80% dei richiami. Questa attività di conservazione è stata resa necessaria anche dai tagli generali che la Pfizer ha imposto sulle consegne».

Una programmazione oculata ed un dato certo: le vaccinazioni continuano. L’unico a non saperlo è il Portale del Ministero.

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