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Palazzo De Nobili sede dell'amministrazione comunale di Catanzaro al centro di una intensa battaglia elettorale

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Nel capoluogo di regione si deciderà tutto al ballottaggio tra due docenti universitari. Aspiranti sindaci Valerio Donato docente di Diritto privato e avvocato, ex Ds, dall’altra parte Nicola Fiorita docente di Diritto Canonico.

Il primo ha suonato in una band “molto impegnata in tutto il Sud d’Italia”, l’altro ha scritto romanzi impegnati e di un certo successo firmati dal collettivo Lou Palanca ammiccante nel nome alla più celebre leggenda del calcio locale, che ha seguito come canone l’esempio degli eretici Wu Ming. Fiorita proviene da esperienze come Slow Food e Libera. Ma non v’ingannate. Non è un derby tra intellighenzie di sinistra all’ombra del Ponte.

Il professor Donato ha liste civiche che vanno da destra all’estrema sinistra senza simboli di partito, ma con Lega e Forza Italia mascherate da civismo. Un progetto che ha come spin doctor il notabilato locale dei poteri forti economici locali alle prese con il dopo Abramo.

L’ex sindaco si tiene fuori con dichiarazioni del tipo “vinca il migliore” ma i prossimi 15 giorni possono produrre qualsiasi accordo. E Sergio il sindaco di lungo corso per ragioni diverse si potrebbe ritrovare con l’ex suo alleato Mimmo Tallini che è il mossiere di un ago della bilancia della partita: Antonello Talerico, centrista di destra giunto terzo con un goloso 13 per cento da mettere sul piatto.

Paradosso vuole che Talerico possa diventare consigliere regionale di Forza Italia causa un ricorso elettorale pendente. Ma con il partito di Berlusconi non va molto di pelo se ieri a scrutinio in corso affermava: “Se il centrodestra mi dice che abbandona Mangialavori (Senatore e coordinatore regionale di Forza Italia) e alcuni personaggi che non avranno alcun ruolo nell’esecutivo tutto può succedere”. Auguri a chi deve trattare. Anche perché non finisce qui.

Va aggiunta Wanda Ferro di nome e di fatto, generalessa meloniana costretta da Roma a correre da sola con il simbolo di partito per non sostenere un candidato sindaco ex Pd. Risultato lusinghiero con una sola lista di partito e al momento dalla sua parte c’è una sola certezza: “Mai con il Pd e Cinque stelle”. Quindi non resta che l’ex Pd Donato o liberi tutti.

Nicola Fiorita è rappresentante di campo largo nel campo larghissimo del ballottaggio arrivato secondo e dice : “In questi 15 giorni ci giochiamo tutta la partita che ci volevamo giocare. Sono 15 giorni che aspettavamo da cinque anni”. Un lustro fa, il professore Fiorita, figlio di un sindaco Dc di Catanzaro, era arrivato terzo con buoni risultati con il suo movimento “Controvento” contro Abramo e il Pd. In occasione di quella sconfitta disse: “Se non ce l’abbiamo fatta, non significa che non ce la faremo. La prossima volta saremo più bravi, certamente più esperti, sicuramente avremo la maledetta voglia di vivere in una città migliore”.

Il professor Fiorita da candidato del campo largo è bene che tenga in mente il pensiero di un grande intellettuale catanzarese di sinistra, Mario Alcaro, che in un suo libro ha scritto: “Lo scambio di doni e favori tra amici è uno scambio in cui la convenienza è al servizio del rapporto sociale, mentre nel clientelismo si ha un rapporto sociale che è adoperato ai fini della convenienza”.

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