Nadia Paone nel selfie con i Manetti bros

Tempo di lettura 3 Minuti

DAVID di Donatello 2018: pioggia di premi sul musical partenopeo “Ammore e malavita”. Il film dei Manetti Bros che aveva incassato il più alto numero di nomination (15) si è aggiudica non solo il David più ambito, quello per il miglior film, ma anche il premio alla miglior attrice non protagonista andato a un’inedita Claudia Gerini napoletana; quello per la musica con Pivio e Aldo de Scalzi; per i costumi con Daniela Salernitano. Non solo, un premio lo incassa anche la canzone originale Bang bang.

In questo trionfo partenopeo, c’è anche la Calabria.

C’è la storia e lo sguardo giovane e entusiasta di Nadia Paone. Classe 1986, Nadia arriva da Gagliano quartiere di Catanzaro. Il suo nome tra quelli dei candidati al David nella sezione “Miglior suono”. Niente male per una ragazza partita da un quartiere del capoluogo calabrese, studi all’istituto per geometra Petrucci di Catanzaro, poi al Politecnico di Vibo Valentia. Tutto primo di «essere rapita dal Cinema», dice il giorno dopo la cerimonia dei David che l’ha vista emozionata partecipare sia alla cerimonia al Quirinale con Mattarella, sia alla serata di premiazione su Rai Uno. La scommessa di Nadia fonico di mix (se non l’unica donna in Italia una delle poche) inizia con l’accesso al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Tenace, innamorata del suono in presa diretta, degli effetti e della musica che per mestiere mette insieme. Ma torniamo ai David. «É stata un’emozione incredibile – racconta lasciando per qualche minuto lo studio di registrazione a Roma dove sta lavorando per un nuovo lavoro al momento “top secret” – Non capita tutti i giorni di partecipare ai David e non capita tutti i giorni di essere alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Pensare poi che tutto questo sia accaduto a me che son partita dalla Calabria, beh…Per me anche l’accesso al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma era un sogno. Ed è bello sapere che una delle mie passioni sia poi diventata il mio lavoro». «“Ammore e malavita” è stato un bel lavoro di squadra anche molto tecnico essendo un musical. Ai David poi la bandiera calabrese è stata tenuta alta».

E già! Quest’anno insieme a Nadia conducono alla Calabria le otto nomination a “La tenerezza” di Gianni Amelio con in più il David come miglior attore protagonista a Renato Carpentieri; le sette candidature per “A Ciambra” con l’aggiunta della statuetta come miglior regia a Jonas Carpignano (LEGGI) e quella per il miglior montaggio andata ad Alfonso Goncalves. E ancora il miglior cortometraggio vinto dal catanzarese Alessandro Grande con il suo “Bismillah” e la candidatura, nella stessa sezione, del corto di un altro giovane regista di origini calabresi, ovvero “L’Amore bambino” di Giulio Donato.

LEGGI LE CANDIDATURE CALABRESI AL DAVID

Ma torniamo al film da podio. «Stiamo per iniziare le riprese della settima stagione di Coliandro, e ne siamo contenti, è una serie che ha tanti fan. Ci prendiamo questo periodo anche per capire cosa fare dopo». Parola di Antonio Manetti, regista con il fratello Marco di Ammore e malavita. Essere protagonisti ai David «ci rende felici, ma ci sentiamo sempre gli stessi – ha commentato Marco Manetti – facciamo i film che amiamo, a volte li amano anche gli altri, a volte meno. Non è detto che ora arrivino grandi cambiamenti, restiamo noi». Molti credevano che Ammore e malavita, essendo un musical fosse svantaggiato, invece «noi pensiamo che quell’elemento abbia funzionato da calamita», hanno spiegato i Manetti Bros. Per loro «il riconoscimento del pubblico resta il più importante, fa parte del sogno di diventare regista, ma emoziona molto anche avere quello dei colleghi in un sistema come i David».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •