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I ragazzi entrano a scuola al &amp;amp;quot;Valentini&amp;amp;quot;

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CASTROLIBERO (COSENZA) – Un nuovo inizio. Deve essere così, anche se «è difficile dimenticare». I ragazzi del liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero si accalcano davanti al cancello d’ingresso della loro scuola. Alle 9,30 entrano “quelli delle quarte e delle quinte”, insomma i più grandi, coloro che le vicende dello scorso anno, legate ai casi di presunte molestie all’interno dell’istituto, le hanno vissute con maggiore consapevolezza. «Sono successe delle cose, ora però vogliamo solo stare tranquilli», dicono Alessandro Stocchetti e Luigi Libonati del VB Sportivo. «La nostra scuola – aggiungono Antonio Riggio, Giulia Caraffa e Chiara Dodaro della VD – non è solo quel “caso”, non possiamo dimenticare, certo, però è ora di voltare pagina e dare luce al “Valentini-Majorana” che ha già subito un calo delle iscrizioni e questo non è affatto giusto considerando la validità dei docenti e di tutto il personale scolastico».

Alessandro Stocchetti e Luigi Libonati (VB Sportivo)

Motorini parcheggiati lungo la strada, tagli di capelli all’ultima moda e leggings fluorescenti: c’è realmente voglia di leggerezza, di godere del primo giorno di scuola così come impone l’età che si ha. Senza sottovalutare – si spera -, ma andandone fieri, del fatto che da quel polo scolastico, nella periferia più profonda, loro, semplici ragazzi, abbiano contribuito ad aprire il vaso di Pandora, sollecitando gli organi preposti a ricercare la verità. Fa forse ancora troppo male ricordare: ecco perché la ritrosia nel parlare, nel ritornare su quel punto. «Non è stato bello quello che abbiamo passato. L’argomento è stato importantissimo, ma tutto quello che dopo si è scatenato un po’ meno: ora vogliamo viverci quest’anno in serenità», dicono Giuseppe Bartucci, Marta Lopez, Luciana Barbieri, Federico Bilotto, Alessandro Cuconato ed Elia Emilio della VA.

Giuseppe Bartucci

«No comment», chiosa Giosuè Aquara. «Andiamo avanti, questo sarà l’anno giusto per tutti», prosegue il 19enne che, «dopo due bocciature», si augura, anzi se «lo sente», che stavolta sarà «la volta buona per diplomarsi». L’anno, insomma, del cambiamento non solo per lo studente “ripetente”, ma per tutti quanti.

Giosuè Aquara

A scuola, di fatti, c’è una nuova dirigente. È Maria Gabriella Greco, già ex del “Gioacchino da Fiore” e del “Fermi”. Quando la campanella suona, Greco, i suoi nuovi allievi, li accoglie davanti all’ingresso. Fa strano che una preside, una persona che ricopre un ruolo apicale, scenda tra i ragazzi per salutarli, quasi proteggerli. Un atto materno. «È un qualcosa – afferma la dirigente scolastica – che faccio sempre, mi piace instaurare un rapporto di comunicazione diretta con gli studenti, mi piace dialogare con loro e in questo caso ho già avuto contatti con i rappresentanti della Consulta e del Consiglio d’istituto». A Greco si sottolinea che il suo non sarà un compito facile: fare ingresso in una scuola che sulle prime pagine dei giornali nazionali è stata denominata “scuola degli orrori” non lo sarebbe per nessuno. «Non entro – commenta – nel merito della vicenda, non ho gli elementi oggettivi per farlo e per esprimere un giudizio. Sicuramente – continua – attiveremo tutte quelle normali attività, dalla presenza del consigliere di fiducia a quella del referente contro il bullismo, che in una scuola servono a far capire che il nostro compito non è esclusivamente quello di istruire, ma pure quello di educare. E non è vero – conclude – che questa scuola abbia perso appeal: il calo d’iscrizioni è ormai intrinseco a tutti gli istituti del territorio, considerando il calo demografico: anzi, qui sono stati moltissimi i nulla osta in entrata».

Istruire, dunque, educare e anche mettere al sicuro. Qualcuno ha già scritto che un educatore senza stile, coraggio ed educazione non possa svolgere il suo ruolo. Alla presenza di una figura di questo tipo puntano, d’altronde, i ragazzi diplomati l’anno scorso al “Valentini-Majorana”, oggi iscritti all’università, tra Catanzaro e Arcavacata, che stamattina hanno deciso di presentarsi davanti alla loro ex scuola per conoscere la nuova preside, visto che la ex dirigente è in pensione e il prof “accusato” delle presunte molestie nei confronti di alcune studentesse è stato trasferito in un liceo dell’hinterland cosentino. «Siamo reduci dall’occupazione, dalle manifestazioni, da un anno turbolento – dicono Carla Metallo e Luigia Mazzuca – Siamo stati spezzati e oggi volevamo soltanto conoscere la nuova preside, quasi un atto di consegna di quei nostri amici che adesso meritano di rinascere». E di andare incontro al futuro fregandosene delle tristezze, vivendo appieno l’età che si ha. Giorno per giorno.

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