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Presentata a Palazzo dei Bruzi la pace fiscale. Ecco com’è strutturata la misura, come inoltrare la domanda, quali debiti possono essere “definiti” e quali sono le modalità di pagamento.


COSENZA – “Facciamo la pace”. È da questo claim che ha preso avvio la presentazione della “pace fiscale” del Comune di Cosenza, la misura di definizione agevolata delle posizioni debitorie dei contribuenti. Un’iniziativa che punta a ricucire il rapporto tra ente pubblico e cittadini, favorendo la regolarizzazione delle pendenze tributarie senza il peso di sanzioni e interessi.

La conferenza stampa si è svolta nel Salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, alla presenza del sindaco Franz Caruso, affiancato dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, dall’assessore al ramo Raffaele Fuorivia, dal presidente della Commissione Bilancio Gianfranco Tinto e dal dirigente del settore Carmelo Misiti. A moderare l’incontro, il capoufficio stampa Giuseppe Di Donna.

Sindaco Franz Caruso: «Oggi siamo arrivati a circa il 60% di contribuzione volontaria»

Il cuore del messaggio del sindaco Caruso è nei numeri: «Quando ci siamo insediati, solo il 19,1% dei cittadini pagava i tributi comunali. Oggi siamo arrivati a circa il 60% di contribuzione volontaria». Un balzo significativo che ha permesso di rafforzare le casse comunali e rispettare gli impegni assunti con il Ministero dell’Interno nell’ambito della procedura di riequilibrio finanziario prevista dal TUEL. In questo quadro si inserisce la “pace fiscale”, uno strumento normativo già previsto a livello nazionale e recepito dal Comune con un regolamento approvato lo scorso marzo.

Pace fiscale: com’è strutturata la misura?

La misura si articola su due direttrici principali: la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse a seguito di accertamenti esecutivi, nonché la definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento emesse entro il 31 dicembre 2025. Il contribuente potrà estinguere il debito versando solo il capitale e le spese per le procedure esecutive e cautelari e di notificazione degli atti, senza sanzioni né interessi. La seconda è la rateizzazione degli avvisi bonari: per gli avvisi emessi fino al 31 dicembre 2025 non è prevista una riduzione dell’importo, ma una maggiore flessibilità nei pagamenti. Le posizioni definibili coprono un ampio arco temporale, dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2025. Il contribuente potrà scegliere se sanare singoli debiti o l’intera posizione. Il termine per presentare la domanda è fissato in 60 giorni dall’apertura della procedura che, come evidenziato dal primo cittadino, coincide con la data dello scorso venerdì.

Quali debiti è possibile definire?

Possono essere “definiti” (cioè regolarizzati con la procedura agevolata) i debiti verso il Comune, anche di natura tributaria, che non sono stati pagati e derivano da:

  • ingiunzioni di pagamento (Regio Decreto 14 aprile 1910, n. 639);
  • accertamenti esecutivi (art. 1, comma 792, Legge n. 160/2019);
  • avvisi bonari.

Questi debiti devono riferirsi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2025. Il contribuente può decidere di definire solo un singolo debito contenuto in un atto (ingiunzione, accertamento o avviso bonario) oppure definire tutta la propria posizione debitoria complessiva.

Non rientrano nella definizione agevolata:

  • i debiti già affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che seguono regole diverse (art. 1, commi 82–101, Legge n. 199/2025);
  • l’IRAP, le compartecipazioni e le addizionali ai tributi erariali;
  • i debiti derivanti da condanne della Corte dei Conti.

Pace fiscale: come presentare la domanda?

L’istanza potrà essere presentata direttamente dal contribuente oppure tramite intermediari abilitati (CAF, commercialisti o patronati) via PEC (pacefiscale@pec.comune.cosenza.it) o accedendo al portale online tramite SPID. Previsto anche un supporto diretto presso gli uffici comunali di Palazzo Ferrari (settore tributi).

Le modalità di pagamento

Il versamento delle somme dovute potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure attraverso un piano rateale. In quest’ultimo caso, l’importo oggetto dell’istanza non potrà essere inferiore a 100 euro. La rateizzazione rappresenta uno degli elementi centrali della misura: sarà possibile diluire il pagamento fino a un massimo di 72 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 50 euro. Una soluzione che consente di adattare l’impegno economico alle reali possibilità del contribuente.

La pace fiscale come patto sociale tra amministrazione comunale e cittadini

Più che una misura tecnica, l’operazione punta a intercettare una difficoltà diffusa e trasformarla in adesione volontaria. È, nelle intenzioni dell’amministrazione, costruire un patto sociale con i cittadini. «Sappiamo quanto sia difficile, in alcuni momenti, adempiere ai propri obblighi fiscali – ha aggiunto il sindaco Franz Caruso–. Per questo abbiamo voluto offrire la possibilità di sanare la propria posizione nel modo più agevole possibile». L’obiettivo è avvicinarsi alla media nazionale del 70% di contribuzione volontaria, soglia che permetterebbe di consolidare i conti e investire in nuovi servizi per la collettività.

A confermare l’interesse per la misura sono i dati forniti dal dirigente Misiti: nei primi cinque giorni sono arrivate 289 istanze, di cui 83 già assegnate e circa 40 evase. Un segnale incoraggiante che, secondo il presidente della Commissione Bilancio Tinto, dimostra come la “pace fiscale” possa rappresentare «uno strumento efficace per accompagnare il contribuente verso una regolarizzazione dolce». Sulla stessa linea l’assessore Fuorivia: «Non abbiamo mai perso occasione per stare dalla parte dei cittadini che vogliono contribuire. Le risorse raccolte sono fondamentali per garantire i servizi».

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