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CASSANO ALLO IONIO (CS) – È giunto l’esito dell’autopsia sul corpo di Pietro Armentano, il sessantenne deceduto mercoledì scorso dopo essere stato scoperto a rubare gasolio dal camion di una ditta di movimento terra fermo al parcheggio, e la causa delle morte, stando a quanto trapelato rispetto agli esami clinici eseguiti sarebbe dovuta proprio ai numerosi traumi cranici e addominali, provocati dalle botte subite.

L’autopsia è stata effettuata presso l’obitorio del cimitero di Cassano su disposizione della Procura della Repubblica di Castrovillari che, poche ore dopo la scoperta del cadavere, ha disposto il fermo per omicidio preterintenzionale di due cugini, Andrea e Bruno Falbo, rispettivamente di 26 e 24 anni, figlio e nipote del titolare della ditta proprietaria del mezzo. All’esame autoptico, eseguito dal perito nominato dalla Procura, Walter Caruso, hanno partecipato anche tre consulenti di parte, due per gli indagati ed uno per i familiari della vittima. Domani, intanto, nel carcere di Castrovillari, è in programma l’udienza di convalida per i due giovani difesi dagli avvocati Mauro Cordasco e Marisa Zuccarelli (Andrea Falbo) e Maria Rosa Di Mare (Bruno Falbo). 

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