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PAOLA – Nella rete della Distrettuale antimafia di Reggio Calabria (blitz “Crypto”, 57 arresti) sono finiti anche 13 presunti “narcos” della costa tirrenica cosentina, riconducibili al cosiddetto “Gruppo Suriano” di Amantea, capeggiato da Francesco Suriano, nipote dello storico boss amanteano Tommaso Gentile.

Un gruppo criminale ramificato in varie nazioni europee e all’estero, operativo anche nei centri di Paola e di Fuscaldo, tramite la cellula capeggiata da Alessio Martello, figlio del defunto capomafia fuscaldese Luciano. Droga a fiumi per tutti, soprattutto eroina.

Ed a Paola affiora anche un nome eccellente, un insospettabile: una sorta di “gancio” tra Suriano ed un presunto acquirente di eroina di Paola (un chilo) e poi anche tra Martello e lo stesso soggetto intermediario (identificato ma non indagato). Ma andiamo ai dettagli. Il gruppo Suriano: Francesco Suriano, di Amantea – arresto in carcere -, considerato “promotore, organizzatore e finanziatore dell’associazione”.

Avrebbe operato a livello verticistico e direttivo, mantenendo personalmente i contatti con il gruppo rosarnese dal quale acquistava stupefacente che veniva poi ceduto al dettaglio sulla piazza di spaccio di Amantea e zone limitrofe, che lui stesso gestiva; Alessandro Scalise, di Lamezia Terme – arresto in carcere – ma domiciliato ad Amantea, partecipe all’associazione ed organizzatore della stessa, nonché stretto collaboratore e persona di fiducia del cognato, Francesco Suriano, assieme al quale e/o per conto del quale intratteneva contatti con acquirenti e venditori, e dallo stesso incaricato come corriere e fornitore al dettaglio di sostanza stupefacente; Alessandro Marigliano – arresto in carcere – di Amantea, stretto collaboratore e persona di fiducia di Suriano, per il quale si prodigava fattivamente aiutandolo ad intrattenere i contatti con gli altri associati ed assieme al quale e/o per conto del quale si occupava della vendita e della cessione della sostanza stupefacente.

William Pati – arresto in carcere – di Amantea, partecipe e stretto collaboratore del capobanda, per conto del quale trattava la cessione della sostanza stupefacente, occupandosi in via del tutto esclusiva della marijuana all’interno dell’organizzazione; Giampiero Pati – arresto in carcere – di Amantea, promotore con ruolo di subordinazione rispetto a Suriano, del quale era collaboratore e persona di fiducia; per quest’ultimo si prodigava fattivamente, aiutandolo ad intrattenere i contatti con gli altri associati, si occupava della vendita e della cessione della sostanza stupefacente, di cui risultava essere il custode all’interno dell’organizzazione; Andrea Mazzei – arresto in carcere – Lamezia Terme, stretto collaboratore e persona di fiducia di Suriano, intratteneva in prima persona i contatti nella penisola Iberica e fungeva da referente ed intermediario con gli altri associati in territorio calabrese e laziale; Antonio Gullace – arresto in carcere – di Polistena, operando a livello verticistico e direttivo, in posizione subordinata rispetto a Suriano, forniva fattiva collaborazione sia come fornitore sia come corriere della sostanza stupefacente; Antonio Paletta, – arresto in carcere – di Roggiano Gravina, fungeva da corriere di droga nonché di denaro necessario per l’acquisto della stessa, avvalendosi della propria attività di autotrasportatore e facendo spola tra Calabria, Germania e Spagna; lo stesso si occupava, anche per conto di altri soggetti dell’approvvigionamento dalla Germania e successiva cessione a terzi in territorio nazionale.

Gennaro Paletta – arresto in carcere – di Roggiano Gravina, fungeva da corriere di droga e di denaro necessario per l’acquisto della stessa, avvalendosi dell’attività di autotrasportatore del fratello Antonio, e facendo spola tra Calabria, Germania e Spagna (si occupava anche per conto di altri soggetti dell’approvvigionamento dalla Germania e successiva cessione a terzi in territorio nazionale); Pasquale Giovinazzo – arresti domiciliari – di Malvito, stretto collaboratore dei fratelli Paletta, assieme ai quali fungeva da corriere di droga e di denaro per conto di Suriano; Roberto Porcaro – arresto in carcere – di Cosenza, operando a livello verticistico e direttivo, acquistava droga da Suriano che veniva poi ceduto al dettaglio sulla piazza di spaccio di Cosenza e zone limitrofe, che lui stesso gestiva;  Alessio Martello – arresto in carcere – di Fuscaldo, smistava la droga nel comprensorio di Paola; Giuseppe Trombetta – arresto in carcere – di Fuscaldo, smistava droga nel paolano.

Ci sono, infine, due indagati a piede libero del gruppo Suriano: E.M., di Marano Principato, persona di fiducia di Porcaro, metteva a disposizione i locali della propria attività commerciale, presso i quali si svolgevano gli incontri tra Suriano e Porcaro; C.S. di Lamezia Terme, manteneva personalmente i contatti con Suriano e Scalise, dei quale seguiva le direttive, fornendo supporto logistico all’organizzazione.

Le indagini hanno accertato l’esistenza di legami tra gli indagati di Rosarno, costituenti il fulcro centrale dell’intero procedimento penale, e Francesco Suriano, nipote di Tommaso Gentile. Il Suriano vedeva accresciuto il suo spessore criminale e, oltre ad acquistare partite di droga dai rosarnesi, era stato in grado di creare una propria rete di approvvigionamento di stupefacente. Le modalità comunicative utilizzate dal suo gruppo per i contatti con la frangia rosarnese sono quelle usuali: l’invio di sms tramite schede sim ricaricabili di origine tedesca. Immediatamente riconducibile al gruppo del Suriano l’importazione dei 22 panetti di cocaina (per un peso complessivo di 26 kg circa) sequestrati in data 13 dicembre 2017, presso la barriera autostradale di Vipiteno, a Salvatore Fedele.

Precedentemente, in data 25 ottobre 2017, Suriano inviava alcuni emissari in Olanda, al cospetto dei rosarnesi che li stavano aspettando, per ritirare un imprecisato quantitativo di cocaina. Ma v’è dell’altro. Grazie, infatti, alle conoscenze in Spagna del sodale Andrea Mazzei ed avvalendosi dell’attività di autotrasportatori svolta dai fratelli Paletta, l’8 maggio 2018, importava oltre 50 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, che venivano sequestrati. Numerosi gli episodi delittuosi documentati dagli uomini della Guardia di Finanza di Catanzaro e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata delle Fiamme Gialle.

Il 16 marzo 2018, ad esempio, Giampiero Pati cedeva mezzo chilo di eroina ad una terza persona, dopo aver avuto il benestare da Suriano il giorno prima, mentre il successivo 20 marzo, lo stesso Pati comunicava a Suriano che una nuova cessione era stata portata a termine. Il 21 marzo, invece, Suriano si recava da Giampiero Pati al fine di far provare della sostanza stupefacente a soggetti interessati all’acquisto ed il 23 marzo 2018, Suriano faceva provare due campioni di qualità diversa di marijuana a soggetti di Lamezia Terme, gli stessi soggetti ai quali l’organizzazione, il precedente 12 febbraio, aveva ceduto un altro imprecisato quantitativo di stupefacente. A trattare con gli acquirenti erano William Pati e Alessandro Scalise mentre la merce era nella disponibilità di Giampiero Pati.

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