X
<
>

Una veduta di Rossano

Tempo di lettura < 1 minuto

CORIGLIANO ROSSANO – Potrebbe esser stato un atto ritrosivo mirato a spaventare il fratello, neo collaboratore di giustizia, o più semplicemente un gesto per far arrivare a lui direttamente il messaggio di aver perso ormai ogni privilegio.

È ancora presto per dire con certezza cosa si celi dietro l’aggressione a Gennarino Acri, adesso ricoverato al nosocomio dell’area urbana di Rossano, dove è sotto osservazione per un serie di contusioni gravi, che avrebbero potuto provocare dei traumi.

L’uomo è stato pestato a pochi metri dal lungomare Sant’Angelo, in pieno giorno e davanti a diverse persone, molte delle quali adesso saranno sentite dai carabinieri della Compagnia di Rossano.

La vittima, fratello di Nicola Acri, da qualche settimana collaboratore di giustizia, potrebbe essere stato malmenato per far tacere il familiare.

Non è, però, l’unica pista investigativa: dietro il pestaggio non si esclude che possano esserci questioni private, legate a degli screzi con persone del posto, dove ormai – dopo il pentimento del fratello – potrebbe essere considerato uno qualunque.

Lui, intanto, non avrebbe saputo fornire alcun elemento sui suoi aggressori.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA