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La protesta ad Amantea

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AMANTEA (COSENZA) – Cittadini di Amantea in rivolta per l’arrivo di un pullman di 28 immigrati, di cui 13 positivi al Covid-19. I cittadini del Bangladesh sono stati trasferiti da Roccella Jonica (LEGGI) a Bova e poi dirottati nella località tirrenica.

Un fatto ritenuto gravissimo da politici, comitati, associazioni e liberi cittadini che da stanotte hanno presidiato le due strutture dove sono stati allocati gli stranieri. In merito è già stato costituito un Comitato che nelle prossime ore farà giungere una raccolta firme al premier Conte per trasferire gli immigrati presso altra zona, più idonea del centro città amanteano.

Pesanti critiche all’onorevole Jole Santelli che solo pochi minuti fa è intervenuta sull’accoglienza degli stranieri (LEGGI). «Hanno dichiarato il lockdown in alcuni paesi per pochi positivi – ha dichiarato l’ex assessore comunale Catarina Ciccia – e adesso ne portano 13 da noi, e un altro pullman è in arrivo. È una vergogna. Noi non ci stiamo. Dobbiamo ancora riprenderci psicologicamente e economicamente da quanto accaduto dall’inizio dell’emergenza Covid-19».

«La situazione mi preoccupa – dichiara il consigliere regionale Graziano Di Natale – perché la Calabria, in generale, non è in condizioni di fronteggiare tali emergenze. È impensabile che il Governo Regionale possa consentire tutto ciò. Ma anche la scelta di trasferirli nella Città di Amantea credo sia infelice perché si tratta di una cittadina meta, in questo periodo, di tanti turisti. Nutro dubbi circa l’adeguatezza sia della struttura (al centro della Città) che dell’assistenza. Chiedo quindi un intervento immediato del Presidente della Regione Calabria. È impensabile che si possa gestire l’emergenza sanitaria in questo modo ed ho deciso che domani mattina mi recherò personalmente ad Amantea».

«Una volta sbarcati è chiaro che andavano assistiti – ha commentato Fratelli d’Italia Amantea – ma la scelta sul come e dove andava meglio ponderata, Amantea è una città che vive di turismo e commercio, ospitare qui migranti affetti da covid significa mettere in pericolo non solo la salute di una popolazione che ha già fatto tanti sacrifici per preservarsi dalla pandemia, ma anche creare un danno economico irrimediabile, è una decisione che va rivista con immediatezza!».

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