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I posti letto di terapia semintensiva dell'ospedale da campo di Cosenza

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COSENZA – Calano i tamponi, diminuiscono i casi positivi riscontrati. Accade anche per la provincia di Cosenza dove, dopo i picchi registrati nei giorni scorsi, i nuovi casi scendono a 63. Non c’è tregua, invece, sul fronte dei decessi: ieri in provincia sono stati cinque, tutti in ospedale. Né cambia di molto il numero dei ricoveri, che ultimamente si assesta sotto la decina. Quelli di ieri sono stati 6, quattro dei quali in verità ancora fermi in Pronto Soccorso.

E anche questo è un dato che non cambia molto, ormai, da qualche settimana a questa parte: nonostante l’incremento di posti letto (il nuovo reparto all’Annunziata, le undici degenze in più aggiunte a Cetraro) e le dimissioni (4, nella giornata di ieri) non si riesce a garantire un immediato ricovero in reparto, senza code al Pronto Soccorso. La commissaria dell’Azienda Ospedaliera Giuseppina Panizzoli assicura però che al momento la situazione è sotto controllo. «I posti letto che abbiamo creato sono saturi, ma ci sono meno persone in attesa in Pronto Soccorso rispetto ai giorni scorsi» dice all’Ansa.

L’OSPEDALE DA CAMPO

L’analisi dei tamponi è partita subito, i ricoveri – benché la struttura e l’esercito siano pronti – ancora no. «Solo sabato la Regione Calabria ha inviato una nuova determina del presidente ff Nino Spirlì, che chiarisce le modalità di gestione e utilizzo dell’ospedale da campo da parte dell’Annunziata di Cosenza», dice la commissaria Panizzoli sempre all’Ansa. E poi aggiunge: «Devo capire cosa c’è già nell’ospedale da campo, la gestione del personale e rendermi conto come avviare fattivamente, cosa dobbiamo fare noi e cosa loro».

Il sindaco Mario Occhiuto legge e salta sulla sedia. Si dice meravigliato e un po’ sconcertato dalle dichiarazioni della commissaria dell’Ao. «Praticamente sembra che non abbia ancora capito e fatto nulla, mentre invece si tratta di attività (il collegamento al sistema informativo nazionale, il servizio mensa, la raccolta rifiuti, etc, ndr) che il Comune aveva già sollecitato all’Azienda Ospedaliera dal 15 novembre scorso con una lettera a cui il Commissario aveva risposto scaricando tutte le responsabilità su Asp e Regione (che poi è stata costretta ad emanare ordinanza specifica) – scrive Occhiuto in serata – Stamattina (ieri, ndr) ho avvisato il ministro Boccia di tali irresponsabili ritardi, e lo ringrazio di cuore perché è immediatamente intervenuto su chi di dovere. Devo ringraziare anche il dottor Antonio Belcastro, dirigente della Regione Calabria, che si è recato poi nel pomeriggio personalmente a Cosenza per sbloccare la situazione pur avendo già adottato una ordinanza».

NUOVA TERAPIA INTENSIVA

L’iter per attivare quattro nuovi posti di terapia intensiva a Paola procede «celermente», assicura in una nota l’Asp. Per ora ci sono i letti, consegnati ieri e acquisiti con la procedura indetta da Arcuri. Manca tutto il resto (monitor, emogas-analizzatori, elettrocardiografi, e così via), ma «sono stati già inviati agli operatori economici gli ordinativi per acquisire le restanti attrezzature mediche».

L’ASP CERCA ALTRO PERSONALE

I primi 25 infermieri, assunti con contratto a tempo indeterminato, sono stati reclutati nei giorni scorsi. Ora, però, serve altro personale in vista dell’apertura del reparto Covid di Acri. L’Asp non può bandire concorsi, ma può attingere dalle graduatorie dell’azienda ospedaliera ancora in vigore. Per questo motivo – riporta l’Ansa – l’Asp ha sollecitato «la richiesta di graduatoria concorsuale per l’assunzione a tempo indeterminato di almeno sei tecnici di laboratorio biomedico e ulteriori nominativi dalla graduatoria concorsuale per l’assunzione di infermieri» (LEGGI).

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