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L'elisoccorso fotografato al Gemelli con lo stesso codice identificativo del velivolo in servizio a Cosenza

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COSENZA – Ancora dubbi e pochissime certezze dietro la faccenda dell’elisoccorso di Cosenza, ritirato per manutenzione ad inizio agosto ma entrato in servizio nel Lazio (LEGGI) subito dopo con oltre quaranta voli di soccorso fino a due giorni fa.

L’intera attività dell’elicottero è stata monitorata seguendo il codice identificativo del velivolo. Così mentre un intero territorio resta totalmente scoperto, in “casa” dell’azienda Elitaliana (che incassa più di seicentomila euro al mese per mantenere in servizio la flotta calabrese) che ha sede proprio nel Lazio.

Anche la “promessa” dell’arrivo di un nuovo mezzo ieri si è infranta di fronte alle dichiarazioni dello stesso commissario dell’Asp di Cosenza. Un contrattempo legato alle autorizzazioni necessarie dall’Enac avrebbe rallentato la consegna. Ma di cosa?

Il Pegaso 50 ha effettuato un volo di soccorso in territorio laziale anche il giorno di Ferragosto, generando ulteriori dubbi sulla reale necessità di mettere in manutenzione il mezzo di soccorso. Il Pegaso infatti sarebbe stato riportato negli hangar dell’azienda Elitaliana dei fratelli Giancarlo e Alessandro Giulivi, quest’ultimo eletto sindaco di Tarquinia con la Lega e poi dimessosi dal partito.

Un rientro per delle necessarie procedure di manutenzione impossibili da fare in loco. La nota ufficiale intanto annuncia l’avvio dei controlli da parte dell’Ente nazionale. «Già nella mattinata di ieri – ha scritto l’Asp – era giunto il riscontro dalla Rti Elitaliana alla nota prodotta dal Commissario Straordinario Vincenzo La Regina che ribadiva alla società di ossequiare l’impegno al ripristino del servizio. La Rti Elitaliana scusandosi per l’ulteriore e imprevedibile contrattempo, evidenziava che, a causa di difficoltà burocratiche ad interagire con l’Enac, restavano ritardate le relative pratiche per l’inserimento dell’elicottero che pertanto non era possibile riprendere l’operatività sulla base di Cosenza per come formalmente precedentemente garantito per il 17 agosto. anche a seguito dell’incessante sollecitazione della Struttura Commissariale di Viale degli Alimena finalizzata a velocizzare al massimo le procedure, è giunta notizia che sono in corso i controlli operati dall’ Ente Nazionale per l’Aviazione Civile per le prescritte attività propedeutiche alla messa in servizio dell’elicottero».

Ma la questione è diventata ormai un caso politico dopo quanto scritto dal Quotidiano in relazione ai voli effettuati fuori regione. Dal dipartimento tutela della salute, che dovrebbe mettere in piedi un nuovo bando per i servizi di elisoccorso scaduto nel 2015, non arrivano segnali anche se la struttura commissariale si dice pronta a presentare un esposto in Procura. Il caso però potrebbe diventare un problema anche in termini economici. La Calabria sta pagando in questo momento per un servizio che non ha.

Nel frattempo la deputata Pd Enza Bruno Bossio accusa: «dalla Regione si registra quantomeno un atteggiamento omissivo che potrebbe essere fonte di gravi responsabilità penali ed amministrative di fronte ad eventuali gravi conseguenze sulla vita delle persone, per mancato o ritardato intervento di soccorso. In presenza di tali gravi inadempienze è giusto e necessario che si attivi ogni forma di potere sostitutivo dell’Ufficio del Commissario della sanità, se non altro per evitare che si prolunghi il disservizio, che pare sia stato, oltretutto, determinato in forme illegali da specifici interessi della impresa aggiudicataria del servizio di elisoccorso in Calabria».

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