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L&#039;area urbana di Cosenza

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Rifondazione comunista contesta la decisione del Consorzio Autolinee il costo dei biglietti per la tratta Cosenza–Rende–Unical nell’area urbana


COSENZA – L’Allarme arriva da Rifondazione comunista: il consorzio autolinee aumenterà i prezzi dei biglietti, creando non poca preoccupazione. Ecco cosa scrivono dal partito: «Apprendiamo con forte preoccupazione la decisione del Consorzio Autolinee di aumentare in maniera significativa il costo dei biglietti per la tratta Cosenza–Rende–Unical. Una scelta inaccettabile, che colpisce direttamente studenti, lavoratori e pendolari, già costretti a fare i conti con un servizio pubblico spesso inadeguato».

PENDOLARI PENALIZZATI, LA DENUNCIA DI RIFONDAZIONE

Per Rifondazione la questione si inserisce in una quadro più ampio di rincari che interessano i trasporti e che penalizzano sempre i lavoratori e in particolare i pendolari.
«Come se non bastasse, – scrivono – questo aumento si inserisce in un quadro più ampio di rincari che stanno interessando il trasporto su gomma in tutta la Calabria. Sulla fascia jonica, infatti, dopo le festività pasquali, si è registrato un ulteriore aumento dei prezzi sulle corse gestite da Intersaj. Parliamo di collegamenti fondamentali per unire Calabria, Basilicata e Puglia, dove nel giro di pochi mesi si è arrivati fino a rincari di 6 euro a biglietto, con ulteriori picchi registrati nei giorni a ridosso della Pasqua, quando i prezzi hanno subito aumenti fino a 4 euro in più rispetto a fine marzo».

LE CRITICHE AL TRASPORTO PUBBLICO IN CALABRIA

«Questi non sono servizi accessori, – spiegano ancora nella nota – ma collegamenti essenziali, spesso privi di valide alternative ferroviarie. In molte aree della regione, prendere il pullman non è una scelta, ma una necessità. Il sistema del trasporto pubblico locale in Calabria è da anni in condizioni indecenti. In alcune tratte, come lungo la costa jonica, l’assenza di collegamenti ferroviari efficienti ha di fatto consegnato il servizio su gomma a una situazione di monopolio, scaricando sui cittadini costi sempre più alti senza alcun miglioramento della qualità. Il declino di Amaco a Cosenza è il simbolo di una gestione del servizio pubblico che ha fallito su tutti i fronti, lasciando dietro di sé solo pesanti ripercussioni per l’utenza e gravi incertezze per le lavoratrici e i lavoratori».

L’APPELLO ALLA REGIONE SULL’AUMENTO DEL COSTO DEI BIGLIETTI

Rifondazione Comunista denuncia con forza questa deriva: «è inaccettabile che un diritto fondamentale come la mobilità venga piegato a logiche di profitto, senza alcuna tutela per le fasce più deboli della popolazione. Chiediamo alla Regione Calabria di intervenire immediatamente per fermare gli aumenti, garantire tariffe accessibili e avviare un piano serio di rilancio del trasporto pubblico, che metta al centro i bisogni delle comunità e non gli interessi privati. La mobilità è un diritto, non un lusso».

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