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Franz Caruso

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Ha la forza della parola la erre francese e un raffinato buon senso. Disponibile a sorridere di gusto e arrabbiarsi con garbo. Qualcuno lo ha definito “sindaco gentiluomo” e noi ci vogliamo credere. 

FRANZ CARUSO

D. Una candidatura a sindaco che rappresenta il centrosinistra ufficiale 
R. Sono fiero di scendere in prima linea per la città che amo e felice di tanto entusiasmo riscontrato. Conoscendo le persone, sono sicuro che considereranno il panorama dei candidati a sindaco valutando con onestà chi appartiene alle solite “storie di famiglia”, o ai “giustizieri dei cattivi” che pur avendo ricevuto prebende dal “passato” indicano impropriamente me come il passato che torna, nulla di più falso. Io ho avuto un solo ideale politico che manterrò sempre. Il Partito Socialista. Mai fatto salto della quaglia. Mai scappato alla “mala parata”.  

D. Tre sole liste a sostegno della sua candidatura. Non la preoccupano?
R. Non mi preoccupa, le liste sono state composte con attenzione a tutto. La scelta di ognuno di loro deve essere non solo motivata ma soprattutto condivisa nelle linee guida di qualità, libertà di voto e scelta ecologica. Numericamente è vero siamo di meno. Ma chi lo ha detto che in politica vince il numero dei candidati? Mentre gli altri hanno mostrato i muscoli io ho lavorato con la testa e il cuore.

D. Cosa contesta al sindaco Occhiuto?
R. Con l’onestà che ha tanto distinto il mio percorso politico dico tranquillamente che  ho apprezzato Mario Occhiuto in alcune realizzazioni dei primi cinque anni anche se la progettualità e i fondi utilizzati arrivavano dalla fase politica di Giacomo Mancini. In questo ultimo periodo il mandato di Mario è stato un disastro sulla viabilità, sul welfare, sulla sanità, e non continuo, perché i problemi creati ai cittadini sono sotto gli occhi di tutti, compreso il dissesto. 

D. La sua è una storia familistica o elitaria? 
R. Non sono il  “figlio di..per fortuna. Élite… ne ho sentito parlare e credo sia una serie televisiva spagnola per giovanissimi. Ho solo una tessera, quella del Partito Socialista e desidero che la mia città possa respirare ancora quell’aria. Non ho nessuno dietro le spalle e comunque aperto a chi pensa al bene comune e vuole dare un suo contributo. Ho sempre svolto la professione di avvocato, non ho mai avuto consulenze nelle pubbliche amministrazioni e soprattutto non mi piacciono le autoreferenze. Sono onesto leale e corretto. Soprattutto in politica. L’io l’ho sempre sostituito con il noi. Suona pure meglio.

D. Il suo sogno per Cosenza? 
R. Renderla equa e solidale. Le periferie devono avere pari dignità del centro e nessun cittadino deve sentirsi emarginato. E ancora. Realizzare a Cosenza il centro di virologia e microbiologia regionale che deve svolgere attività di ricerca e diagnostica delle patologie da infezione virale. 

D. Il suo programma ha ottenuto il voto più alto nelle pagelle del Quotidiano del Sud. Una visione più da statista che da politico.
R. Siamo rimasti contenti di aver portato a casa un primo premio. Ottenere un risultato così importante dalla stampa mi ha inorgoglito. Sono una persona che gioisce consapevole che il buon impegno paga sempre. I cittadini di Cosenza devono stare tranquilli che il programma 2050 non rimane né un atto pubblico e soprattutto non sarà un libro dei sogni. Abbiamo le competenze giuste in lista che lavoreranno con professionalità, passione e competenza. 

D. I “papà politici” di un tempo seguono i figli che volontariamente hanno scelto di candidarsi con lei. Che ne pensa?
R. La disponibilità e la loro carica è humus per me che ho sempre avuto una grande stima della nuova generazione che paga gli errori di noi genitori che volevamo cambiare il mondo ma abbiamo fatto un disastro. Ora sono loro la vera è propria rivoluzione culturale per la città di Cosenza nel rispetto politico, umano e sociale di cui i ragazzi sono veri artefici. 

D. Perché la città di Cosenza la deve votare?
R. Per la mia riconosciuta lealtà, il rispetto, la dedizione, l’attaccamento alla mia Cosenza, al partito Socialista, al centro sinistra, all’aria cattolica progressista, ai miei elettori che spero siano tanti. Ma proprio tanti.



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