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Il comune di San Giovanni in Fiore

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Sono cinque gli aspiranti sindaci che si sfideranno alle elezioni a San Giovanni in Fiore per la guida del popoloso comune silano


SAN GIOVANNI IN FIORE – A mezzogiorno del 25 aprile è scaduto il termine per la presentazione delle liste per le candidature a sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale di San Giovanni in Fiore. Cinque i candidati per la poltrona di primo cittadino.

Marco Ambrogio, attuale assessore comunale, appoggiato da dieci liste e di conseguenza 160 candidati che aspirano ad un posto in consiglio comunale. Pino Belcastro, candidato del Comitato 18 Gennaio con una sola lista, composta da 16 aspiranti al consiglio comunale. Luigi Candalise, candidato di una coalizione, composta dal Partito Democratico, Rifondazione Comunista, AVS (Alleanza Verdi Sinistra) e dal Movimento “Spontaneamente”, appoggiato da due liste. Antonio Barile, candidato con una lista civica “San Giovanni in Fiore, Barile Sindaco” con una lista a suo sostegno. Stefania Fratto, candidata dall’Associazione “Donne e Diritti”, supportata da 4 liste.

Marco Ambrogio, 44 anni è candidato sindaco di San Giovanni in Fiore , sostenuto da una coalizione che conta ben 10 liste. L’ufficializzazione è arrivata al termine di un’apposita assemblea cittadina di Forza Italia, che ha approvato la proposta all’unanimità. Il crisma dell’ufficialità l’ha dato il coordinatore provinciale di Forza Italia, Gianluca Gallo, presente all’assemblea azzurra, presieduta da Rosaria Succurro, oggi commissario cittadino del partito e consigliera regionale della Calabria. L’indicazione di Ambrogio è nata in un quadro politico già delineato a partire dall’elezione di Succurro in Consiglio regionale. Rappresenta la scelta della continuità amministrativa e della coesione politica. Ambrogio è figura centrale dell’azione amministrativa degli ultimi anni. Perno di un’alleanza amplissima che punta a garantire la governabilità e a proseguire sulla strada del cambiamento avviato nell’autunno del 2020.

Nel corso dell’assemblea, Gallo ha definito Ambrogio “il miglior candidato sindaco possibile. Sottolineata la necessità di rafforzare la filiera istituzionale e di presentarsi agli elettori con una proposta di grande qualità e affidabilità. Ambrogio ha presentato ufficialmente la candidatura alla città giovedì 16 aprile, alle ore 18 al Polifunzionale di San Giovanni in Fiore. Nel corso dell’iniziativa illustrate le linee programmatiche e presentate le liste che sostengono Ambrogio.
Pino Belcastro 64 anni, già sindaco nel quinquennio 2015- 2020, scelto dal Comitato 18 gennaio ad essere il candidato sindaco. La decisione è giunta al termine della riunione, che si è tenuta presso la sede del Comitato di via Roma, alla presenza di tutti i componenti e del fondatore dello stesso Comitato, Mario Oliverio.

Alla fine, dunque, è stata scelta la linea soft, per evitare uno scontro imbarazzante con Marco Ambrogio, il candidato del centro destra. Infatti, Belcastro rappresenta la continuità con la precedente amministrazione, prima dell’avvento di Rosaria Succurro. Si ricorderà, infatti, che la ricandidatura di Pino Belcastro, che nelle amministrative 2015 aveva sbaragliato la concorrenza ottenendo il 94%, è stata ostacolata dallo stesso Partito Democratico che nelle Primarie del 2020 gli preferì Domenico Lacava.

Nella sua legislatura Belcastro ebbe il merito di far rientrare il Comune di San Giovanni in Fiore dal dissesto finanziario, dichiarato dal precedente sindaco Barile. E di aver riportato i conti in ordine.
Luigi Candalise 35 anni, presentato ufficialmente martedì 14 aprile presso la piazzetta “Frate Giuliano” a sindaco della coalizione, formata dal Partito Democratico, Asv, Rifondazione Comunista e dal Movimento civico “Spontaneamente”. All’ombra della storica Abbazia di Gioacchino, la sinistra unita si è presentata per proporre la candidatura ufficiale del giovane Candalise.

Al tavolo per un appello corale i dirigenti locali e provinciali della sinistra. Da Francesca Branchicella, presidente assemblea Partito Democratico Provinciale a Gianmaria Milicchio, segretario provinciale di Rifondazione Comunista; da Maria Pia Funaro, segretaria provinciale Avs a Flavio Stasi, sindaco del comune del Comune di Corigliano-Rossano. «Ho deciso di accettare questa sfida immane – ha dichiarato – solo ed esclusivamente se supportato da una squadra valida che mi appoggi e dai giovani, che hanno deciso di restare in questo territorio per far risorgere questa terra», ripercorrendo le tappe delle sue vicende professionali, che ha deciso di ritornare a San Giovanni in Fiore, di viverci e di sfruttare le opportunità che il territorio, specie con il turismo, facendo l’esempio del Colibrì, che salva la foresta dal fuoco».

Antonio Barile 66 anni, la sua candidatura ufficiale presentata mercoledì 22 aprile presso il Polifunzionale cittadino. L’ex sindaco degli anni 2010/2014, che fu il primo a scalzare la sinistra storica dal suo regno da cinquant’anni, accolto dai suoi seguaci e visibilmente commosso, ha ringraziato con la solita verve. Nel suo intervento, durato più di due ore a braccio, ha raccontato come questa volta la sua decisione a candidarsi a sindaco del più grosso centro della Sila è stata molto sofferta “sia per l’età non più giovane sia perché ha visto un clima piuttosto infuocato, ma la candidatura è frutto di una riflessione, in quanto non vuole lasciare un paese allo sbando».

Poi il suo attacco all’attuale amministrazione comunale, a guida Succurro/Ambrogio. Prima di tutto l’ex sindaco del centrodestra fa le pulci ad un bilancio, che «non esiste in realtà. Ma è pieno di buchi, perché sicuramente chi andrà ad amministrare il Comune troverà tanti di quei deficit da mettersi le mani nei capelli». Il suo intervento a gamba tesa tocca i punti cruciali: dalle opere pubbliche alla distribuzione degli alloggi popolari, dai locali dell’Abbazia Florense, dove è sparita la casa di riposo fino al modo di gestire il Comune.

Stefania Fratto 47 anni, alla prima esperienza politica, la presidente di “Donne e Diritti”, sostenuta da 4 liste di affiliate e di altre associazioni. In questi anni la presidente si è distinta per le sue battaglie per la sanità nel centro montano.

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