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Sede del Partito democratico

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Accolto dalla commissione regionale di garanzia il ricorso di Pino Le Fosse, il congresso del circolo del Pd di Rende rinviato al 16 gennaio


RENDE (COSENZA) – Non c’è pace per il congresso del circolo del Pd di Rende. E’ stata infatti sospesa per la seconda volta l’apertura delle urne. Stavolta con una delibera della commissione regionale di garanzia.

ACCOLTO IL RICORSO DI LE FOSSE

Quest’ultima ha accolto il ricorso presentato da Pino Le Fosse. Ha accertato che «la commissione provinciale di garanzia di Cosenza, in violazione dello Statuto regionale (articolo 17) mediante elezione è incompleta e non conforme». 

Ha quindi invitato «l’assemblea provinciale del PD di Cosenza a procedere, entro il termine perentorio di 30 giorni dalla comunicazione della presente deliberazione, alla elezione della Commissione Provinciale di Garanzia, nel numero di cinque componenti come richiesto dallo Statuto regionale, nel rispetto della parità di genere e secondo il metodo del voto limitato».

Contestualmente ha accertato «l’invalidità e l’inefficacia di tutti gli atti adottati dalla commissione provinciale di garanzia del PD di Cosenza nel periodo compreso tra il 15 luglio 2025 (data della incompleta elezione) e la nuova elezione conforme». 

NUOVA CONVOCAZIONE IL 16 GENNAIO

Infine ha rimesso alla commissione regionale di garanzia «l’esercizio delle funzioni di garanzia e di controllo che prevede il passaggio di competenze al livello superiore in caso di impossibilità di funzionamento della commissione provinciale e, conseguentemente, procedere a una nuova convocazione del congresso del circolo di Rende, secondo procedure conforme alle norme statutarie, fissandolo per il 16 gennaio 2026, alle ore 16».

Ricordiamo anche l’altro ricorso (alla commissione nazionale di garanzia) di Gianfranco De Franco.

Un ulteriore colpo per la Federazione provinciale che deve fare i conti anche con la mozione di sfiducia nei confronti del segretario Matteo Lettieri.

LE PAROLE DI LE FOSSE

«La decisione della Commissione Regionale di Garanzia di accogliere il ricorso presentato e di dichiarare illegittima la Commissione Provinciale di Garanzia di Cosenza non è una vittoria di parte, né la prova di una presunta litigiosità interna che qualcuno prova oggi a raccontare.

È, al contrario, un atto di responsabilità politica. Avremmo volentieri evitato il ricorso, ma quando le regole vengono forzate o applicate in modo selettivo, e quando gli organismi di garanzia risultano incompleti o impropriamente utilizzati, difenderle diventa un dovere verso il Partito», afferma Pino Le Fosse.

L’ATTACCO A MATTEO LETTIERI

«La Commissione Regionale ha affermato un principio semplice e decisivo: le regole non sono uno strumento da piegare a proprio vantaggio, ma il fondamento della democrazia interna.

Vanno rispettate e custodite con rigore, a partire da chi esercita ruoli di direzione.

Da questo punto di vista, la responsabilità politica del segretario provinciale Matteo Lettieri è evidente. Sin dal congresso ha prevalso una concezione autosufficiente e muscolare della guida del partito, in cui il richiamo formale alle regole ha spesso coinciso con un loro uso distorto, anziché con la loro tutela», aggiunge.

«MANCANZA DI UNA VISIONE POLITICA»

«Il nodo vero, però, non è solo procedurale. In questi mesi è mancato il lavoro politico: una visione, un’elaborazione collettiva, un’iniziativa continua nei circoli e sui territori.

Nessuno lo ha impedito. Anzi, se fosse avvenuto, saremmo stati i primi a riconoscerlo. Purtroppo non è stato così», si legge ancora.

«Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un partito fermo, senza slancio e senza iniziativa, incapace di svolgere fino in fondo il proprio ruolo in una fase politica delicata.

Le difficoltà di oggi non vengono da un passato indistinto: sono il frutto di questo immobilismo e di una gestione politicamente approssimativa», rileva.

LA PROPOSTA DI LE FOSSE

«Per questo l’accoglimento del ricorso va letto come un passaggio di verità che impone ora una svolta.

Come indicato chiaramente nella mozione di sfiducia sottoscritta dalla maggioranza assoluta dell’Assemblea provinciale, non basta sistemare gli organismi: serve rimettere in moto il Partito.

La proposta è chiara: avviare una Conferenza provinciale dell’Organizzazione e del Programma.

Per riaprire il confronto, ridare centralità ai circoli e ai territori, ricostruire un PD capace di iniziativa politica, ascolto e partecipazione».

L’AUSPICIO PER IL FUTURO

«Il Partito Democratico di Cosenza ha energie e risorse diffuse. Ora è il momento di metterle tutte al servizio di una vera ripartenza, senza chiusure, senza alibi, senza ulteriori rinvii», conclude Le Fosse.

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