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Dal Castello Normanno fino ai vicoli del centro storico di Rende, il 26 dicembre torna “Magnificat”, il presepe vivente che si trasforma in un musical itinerante tra fede, musica e tradizione.


RENDE (COSENZA) – Rende si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e suggestivi del Natale. Il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, il centro storico del borgo antico torna a illuminarsi con il “Magnificat”. Il presepe vivente quest’anno cambia passo e sorprende, trasformandosi in un emozionante musical itinerante. La rappresentazione si fa movimento, il racconto si fa cammino per un’esperienza immersiva che unisce tradizione, musica e spiritualità. Il “Magnificat” è interamente cantato e recitato dal vivo e coinvolge il pubblico in un percorso artistico e spirituale che si snoda tra i vicoli storici di Rende, trasformati per l’occasione in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Nel centro storico di Rende torna “Magnificat”, il presepe vivente si trasforma in musical itinerante

L’edizione 2025 si annuncia ancora più coinvolgente, con due repliche pensate per consentire a tutti di partecipare: alle 17.30 e alle 19.00. Ogni scena accompagnerà gli spettatori lungo le tappe fondamentali della Natività, in un crescendo di emozioni che fonde narrazione sacra e linguaggio teatrale contemporaneo.

L’itinerario

La realizzazione del “Magnificat” nasce dalla sinergia tra la Parrocchia SS. Trinità e la Parrocchia Santa Maria Maggiore di Rende, unite nel dare vita a un evento che è al tempo stesso testimonianza di fede e valorizzazione del territorio. Il viaggio prenderà il via dal suggestivo Castello Normanno Svevo di Rende Centro Storico, dove sarà rappresentata la scena dell’Annunciazione, punto di partenza di un cammino fatto di quadri viventi, musica e meditazione.

Il presepe vivente Magnificat

Nel tempo in cui tutto corre e il Natale rischia di consumarsi tra luci e rumori, il “Magnificat” sceglie la via opposta: quella del passo lento, dell’ascolto, della presenza. Camminare tra le scene della Natività diventa allora un gesto simbolico, un attraversamento interiore prima ancora che fisico. Ogni vicolo, ogni canto, ogni sguardo restituisce il senso di un’attesa che non appartiene solo al passato, ma continua a interrogare il presente.

Un invito alla riflessione e alla partecipazione, capace di parlare al cuore di chi vive il Natale come tempo di profondità e condivisione. Un richiamo a riconoscere il sacro nella fragilità, la luce nella notte, il divino che sceglie di abitare l’umano. In questo cammino condiviso, la comunità si ritrova e si riscopre, unita da un racconto di speranza e amore. E in quel silenzio ritrovato, il Natale torna a mostrarsi nella sua vera essenza. Un volto, una voce, un senso che continua a vivere dentro chi ha scelto di ascoltare.

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