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Foto di Denise Ubbriaco

INDICE DEI CONTENUTI

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Nel cuore di Rogliano, immerso nella Valle del Savuto, Daniel Cundari ci ha guidati alla scoperta della Piccola Biblioteca di Cuti. L’intervista al poeta. Un racconto dove arte e restanza si intrecciano senza retorica, con naturalezza radicale.


ROGLIANO, CUTI (COSENZA) – ยซNon a Brooklyn nรฉ a Manhattan, ma a Cutiยป. Il navigatore ci guida fin dove la tecnologia smette di avere importanza. Poi si arresta. Rogliano emerge come un respiro antico nella Valle del Savuto. Tra le sue vie silenziose, un piccolo rione si illumina con la Piccola Biblioteca di Cuti. Ad accoglierci, sulla soglia, cโ€™รจ Daniel Cundari. Poeta, scrittore, performer plurilingue. Uno di quegli artisti che il mondo ha conosciuto prima del suo stesso territorio. Dalla Cina al Messico, dalla Spagna a Cuba, dalla Francia alla Serbia, ha portato con sรฉ radici e lingue, frammenti di paesaggi e di memorie. Premi importanti costellano il suo percorso โ€“ Lerici Pea, Genil de Literatura, Pericle dโ€™Oro, Premio Metastasio, Premio Roublikon โ€“ eppure qui, in questo spazio raccolto e pulsante, nulla รจ celebrazione. Tutto รจ necessitร .

Abbiamo visto Daniel Cundari trasformare il palco in poesia: dal Capodanno “Vertigo” al Teatro Alfonso Rendano di Cosenza alla performance sinestetica โ€œVoci e poesieโ€ nel progetto “Calabria Radici” (firmato dal festival Moda Movie), dove la sua interpretazione intensa si fondeva con le note della chitarra di Giorgio Caporale. Di recente, lo abbiamo incontrato anche sul piccolo schermo: su Rai1, ospite di Linea Verde Italia, ha raccontato la storia del filosofo Bernardino Telesio, portando i suoi studi e il suo talento nelle case degli italiani.

La biblioteca รจ un ventre caldo. Varcarne la soglia รจ attraversare il tempo. Luci soffuse illuminano oggetti naufragati da ogni angolo del mondo: piccole mongolfiere sospese come sogni, specchi che restituiscono domande invece di riflessi e custodiscono motti e visioni, maschere, fotografie di Pier Paolo Pasolini, Alda Merini, Fabrizio De Andrรฉ, Marina Abramoviฤ‡. Il manifesto di “Un ragazzo di Calabria”. Una valigia traboccante di promesse regge una lavagna con una scritta che รจ giร  un invito: โ€œAscoltiamo storie dโ€™amore gratisโ€.

E poi i libri. Ovunque. Libri come ossa, come semi, come fondamenta. รˆ una biblioteca, sรฌ. Ma non solo. รˆ rifugio e soglia, laboratorio poetico e presidio culturale. Una fenditura luminosa nel quotidiano. Qui si ospitano performance, presentazioni, incontri. Piccola nelle dimensioni, enorme nella capacitร  di accogliere saperi, esperienze, ricordi. Una stanza del mondo, una casa della parola, dove artisti, viaggiatori e pensieri trovano dimora. Ci siamo immersi in questa magica atmosfera per ascoltare una storia che parla di talento e resilienza. Una storia di Calabria. Di quella Calabria che non chiede piรน il permesso di esistere, che non fugge, ma resta. E proprio restando si apre a geografie lontane.

La Piccola Biblioteca di Cuti opera ufficialmente come contenitore di libri e idee dal 2023, ma le sue pietre raccontano metamorfosi molto piรน antiche: vineria, filatoio di lane, ultima cellula clandestina del partito monarchico in Calabria, deposito di derrate alimentari durante la guerra. Ogni angolo รจ memoria. Ogni oggetto, un testimone silenzioso di passaggi, fatica, creativitร . Oggi, la biblioteca รจ spazio di cultura viva. Qui sono passati, tra gli altri, il percussionista Alfio Antico, il cantautore Peppe Voltarelli, il chitarrista Francesco Loccisano, lโ€™antropologo e scrittore Vito Teti, il violinista Rares Morarescu. Ognuno ha lasciato una traccia, una vibrazione, un racconto sospeso nellโ€™aria.

La Piccola Biblioteca di Cuti non รจ folklore, nรฉ curiositร  da cartolina. รˆ una visione concreta. Dimostra che la periferia puรฒ diventare centro, che la poesia puรฒ essere infrastruttura, che la Calabria โ€“ quando crede nelle proprie parole โ€“ non ha bisogno di partire per esistere. Basta fermarsi. Ascoltare. E, a volte, perdersi un poโ€™. Questa sera, al Calabrie Fes Fest di Reggio Calabria, Daniel Cundari presenterร  โ€œUna catastrofe psicocosmica e la parola telluricaโ€. Noi lo abbiamo intervistato qualche giorno fa, per entrare nel suo universo e scoprire una delle piรน piccole biblioteche del mondo, dove arte e restanza si intrecciano senza retorica, con naturalezza radicale.

Daniel Cundari, la Piccola Biblioteca di Cuti sembra una biografia in forma di spazio. Da dove nasce tutto questo?

ยซSono nato qui, a Cuti. Mi sono formato prevalentemente fuori, ma questo luogo รจ sempre stato una matrice. Da bambino, grazie a mio nonno, ai miei genitori, alla biblioteca di mia madre, a otto anni giร  recitavo in dialetto. Qui facevo le prime prove con gli amichetti. Questo posto รจ stato tante cose: nellโ€™Ottocento un filatoio di lane, poi una vineria, poi unโ€™enoteca, in cui lavoravo dโ€™estate. Ho sempre avuto una grande passione per lโ€™enogastronomia, anche allโ€™estero. Ma ovunque io sia stato โ€“ Granada, Barcellona, Valencia โ€“ ho sempre militato nelle riviste, frequentato intellettuali, ascoltato. Ho fatto da spugna. E quando sono tornato, ho riportato tutto quiยป.

Il dialetto รจ centrale nella sua poetica, รจ lingua universaleโ€ฆ

ยซIl dialetto che uso รจ quello di mia nonna. Ho annotato frasi, suoni, cadenze, reinventandoli come lingua universale. Quando recito nel mio dialetto, sto usando una lingua al pari del giapponese o dellโ€™inglese. La lingua, quando viene detta, diventa suono, vibrazione. รˆ questo che arriva al pubblico, ovunque nel mondoยป.

Al centro della stanza, una gabbia aperta che custodisce un libro cattura subito lo sguardo. Che relazione esiste tra libertร , memoria e letteratura?

ยซMio padre, da bambino, catturava fringuelli e canarini e registrava il loro canto. Quelle gabbie sono rimaste impresse nella mia memoria. Ne ho presa una, lโ€™ho pulita, lโ€™ho aperta e vi ho posto dentro il libro “Acerca de los pajaros” di Antรณnio Lobo Antunes. รˆ arte concettuale: aprire la gabbia significa liberare la letteratura. I fili che vedi sospesi intorno sono tracce di performance e mostre passate. Ogni settembre, durante il festival โ€œFuggire per restare, restare per fuggireโ€, questo luogo si trasforma in un kilim, un arazzo di opere, storie e biografie appeseยป.

La mongolfiera sospesa รจ un simbolo di evasione o, paradossalmente, di restanza consapevole?

ยซLโ€™ho realizzata io. รˆ il simbolo della libertร , ma anche dellโ€™ironia calabrese. Ci sono scritte frasi dei cosiddetti โ€œscoraggiatori militantiโ€: โ€œMa chi ta fa faโ€™?โ€. A un certo punto al calabrese devi dire โ€œtieni ragiuneโ€ e poi andare avanti. Cโ€™รจ scritto anche โ€œmo scinnoโ€, nel senso โ€œora scendoโ€. รˆ una presa in giro, ma anche una filosofiaยป.

Tra i suoi viaggi, quale esperienza l’ha segnata di piรน?

ยซHo vissuto a Siena, Roma, Granada, Shanghai, in Cina, e in Messico. Forse il Messico mi ha segnato piรน di tutti, anche perchรฉ lรฌ mi sono dedicato alla cucina oltre che alla scrittura e alla performanceยป.

Daniel Cundari, nei suoi testi le parole sembrano respirare, vibrare, a volte persino ferire. Cosa accade quando la parola va oltre il significato, diventando presenza, energia o canto interiore?

ยซDomanda difficile! La parola, per un poeta, รจ tutto. E allo stesso tempo puรฒ essere anche il nulla. Recitare รจ un atto primordiale, antico quanto lโ€™uomo. Attraverso la parola ci si smarrisce per ritrovarsi: รจ questo il cuore della recitazione, unโ€™arte fondamentale che oggi, travolta dalla pornografia dellโ€™immagine, rischiamo di percepire come artefatta. Ma nei secoli รจ stata basilare: pensiamo alla poesia greca, al canto arcaico.

Federico Garcรญa Lorca, nel “Gioco e teoria del duende”, dice che ogni parola possiede una forza intrinseca che il poeta deve saper trasmettere. E il duende, quello spiritello misterioso, si siede raramente sulla nostra spalla: porta con sรฉ qualcosa di demoniaco, unico, e allo stesso tempo vicino alla divinitร . Vive nella garganta, nella gola del cantante di flamenco o del poeta che recita. Oggi, purtroppo, abbiamo massacrato tutto con lโ€™omologazione dei linguaggi: unโ€™unica timbrica, unโ€™unica emozione. Ma ogni persona รจ custode delle proprie differenze. Se imponiamo un solo colore a tutto, la parola perde la sua ragion dโ€™essereยป.

Daniel Cundari, lei scrive in italiano, dialetto e spagnolo. Ogni lingua porta con sรฉ un universo emotivo unico. Quale parte di lei emerge in ciascuna?

ยซNel 2013 pubblicai un libro con Rubettino Editore dal titolo “Poesie contro me stesso”. รˆ un trittico scritto in dialetto, italiano e spagnolo con una bellissima prefazione di Juan Carlos Friebe che appunto identifica nella mia poetica tre elementi. Il dialetto รจ la lingua dei nonni: del restare, del difendere, del sognare lucido. Lโ€™italiano รจ la lingua dei genitori, della scuola, della consapevolezza intellettuale. Lo spagnolo รจ la lingua dei figli: del viaggio, del lavoro allโ€™estero, una lingua molto colorata, che si ricollega sempre agli altri due elementi. Negli ultimi anni mischio spesso queste tre lingue. Inoltre, utilizzo l’inglese, il francese, il greco e il latino, proprio per significare che la parola quando viene detta si disperde e diventa una cosa diversa, diventa suono, ma soprattutto melodiaยป.

Lโ€™improvvisazione come veritร : il suo โ€œrepentismo cutiseโ€ nasce dallโ€™improvvisazione totale. Cosa scopre di sรฉ stesso nei momenti in cui la parola sgorga senza rete, quasi come un atto involontario?

ยซDe repente, allโ€™improvviso. La poesia nasce, prende il volo, si dissolveโ€ฆ e smette di appartenere a chi lโ€™ha generata. Spesso ci rinchiudiamo in schemi rigidi: etichettiamo, incaselliamo, cataloghiamo persone, opere, generi. Ma la vita cambia, cambia lโ€™emozione, cambia il modo di dire, il modo di pensare. Anche le parole cambiano. Penso ad autori locali di straordinaria potenza, come Duonnu Pantu o alcuni scrittori della letteratura farsesca tra Settecento e Ottocento: i loro testi ci sono giunti attraverso lโ€™oralitร , spesso svincolati dallโ€™idea originale del poeta che li aveva concepiti. รˆ un esempio di come la parola viva, respiri e muta, senza mai fermarsiยป.

Daniel Cundari, ha tradotto anche numerosi testi, dico bene?

ยซEsatto! Ho tradotto tantissimo, da e verso lingue diverse. Nel mio primo libro, Cacagliรนsi (balbuzienti), pubblicato a Roma nel 2005-2006, si possono trovare alcune di queste traduzioniยป.

Nei suoi spettacoli scompare il confine tra palco e platea. Che lavoro cโ€™รจ dietro la capacitร  di trasformare ogni parola in esperienza condivisa?

ยซรˆ come una partita a ping pong o a tennis. Io lancio la parola, qualcuno la rimanda. Ma per giocare bisogna allenarsi. Cโ€™รจ un lavoro quotidiano immane: linguistico, diaframmatico. Cโ€™รจ anche una follia, ma sempre guidata dallo studio. Il repentista si aggrappa ai ricordi, come facciamo tutti nella vita. Spesso, ci perdiamo in elucubrazioni mentali quando dobbiamo parlare di teatro, di letteratura che non hanno senso di esistere. E invece tutto risulta semplice se stiamo nella parola. Comanda sempre il libro, comanda sempre la letturaยป.

La sua poesia รจ carezza e denuncia. Come tiene insieme la rabbia e la tenerezza nello stesso testo?

ยซRoberto Bolaรฑo scrive: โ€œCโ€™รจ un momento per fare a pugni e uno per fare poesiaโ€. Forse questa รจ la risposta perfetta per la tua domanda. La poesia รจ una lotta tra opposti. Rabbia e dolcezza, arroganza e umiltร  si mischiano fino quasi a non riconoscersi piรน. รˆ una danza sullโ€™orlo del cratere. Nel libro โ€œGeografia feroceโ€, scritto in Spagna, racconto la condizione di chi costruisce qualcosa di bello sullโ€™altra sponda del fiume, mentre dalla riva opposta un popolo con il martello in mano attende il momento di distruggere ciรฒ che sta nascendo. Unโ€™altra immagine che attraversa il libro รจ quella di una danza in equilibrio: corpi che si muovono sul filo, mentre mani invisibili cercano di afferrarti per farti cadere. รˆ un equilibrio instabile. Il poeta deve essere un funamboloยป.

Ha collaborato con musicisti, attori, artisti visivi. Tra questi, anche Gianna Nannini..

ยซEsatto! Ci siamo conosciuti a Barcellona. In studio le ho fatto ascoltare qualcosa di mio e mi ha fatto registrare โ€œTu ragazzo nellโ€™Europaโ€. รˆ stata generosissima. Non mi ha mai chiesto di snaturarmi. Ho condiviso il palco con Francesco Loccisano, Peppe Servillo, Sasร  Calabrese. Con Cesare Berlingeri ho un dialogo continuo. Dipingo molto, anche se non espongo. L’arte avvicina l’ego dell’artista sempre all’individualismo, alla solitudine, che sono importanti nel momento in cui si crea, perรฒ poi a un certo punto bisogna liberarsi anche da queste sovrastrutture e mettersi in contatto con gli altri affinchรฉ nasca qualcosa di creativo. A me piace dialogare persino con linguaggi come musica elettronica, musica tecno. รˆ un progetto a cui sto lavorandoยป.

Perchรฉ per gli artisti รจ cosรฌ difficile far sentire la propria voce in Calabria?

ยซIn Calabria bisognerebbe dare maggiore attenzione a scrittori e artisti, non solo dal punto di vista economico, ma anche offrendo spazi concreti. La programmazione culturale tende a privilegiare lโ€™intrattenimento, che va bene, ma dimentica chi creaยป.

Su uno degli specchi presente nella libreria, ha scritto: ยซNon a Brooklyn nรฉ a Manhattan, ma a Cutiยป. Come mai?

ยซDobbiamo capire che siamo in un paese, non a New York. Da qui, nasce la citazione. Quindi, occorre rispettare chi lo abita, rendendo lโ€™arte fruibile attraverso un linguaggio semplice, comprensibile a chi la vive ogni giorno. Poi, certo, qui arrivano persone da tutto il mondo, soprattutto nei periodi estivi o durante le festivitร  natalizieยป.

Nel mese di marzo, la Piccola Biblioteca di Cuti ospiterร  un nuovo incontro. Daniel Cundari, puรฒ anticipare qualcosa?

ยซSรฌ, presenteremo il libro di un grande artista. Ci sarร  Cesare Berlingeri, che considero il pittore piรน importante vivente della Calabria. Una persona di straordinaria umanitร , che ha esposto in tutto il mondo e ha una formazione internazionale, ma ha deciso di tornare nella sua Taurianova. Oltre a essere pittore, รจ stato anche un grande scenografoยป.

Prossimi progetti? Potremo leggere presto nuove pubblicazioni?

ยซProssimamente, pubblicherรฒ due libri su cui lavoro da tempo. Testi realizzati negli anni e ora in fase di rifinitura. Nel frattempo, porto avanti i laboratori teatrali e continuo a far vivere la Piccola Biblioteca di Cutiยป.

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