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COSENZA- “Si muove la città, Con le piazze e i giardini e la gente nei bar”. Solstizio d’estate, festa della musica, e Brunori inizia il tour all’aperto dalla sua Cosenza. Boomers e figli sono accorsi in massa a piazza Prefettura all’ombra della statua di Telesio, del teatro Rendano con vista Castello Svevo per acclamare il cantautore concittadino gloria della musica nazionale che molti di loro seguono da quando era un talentuoso sconosciuto.

Tutti in piedi nonostante qualche mugugno ma la formula è stata quella giusta per i 90 minuti di un concerto che è anche un ritorno alla vita dopo i tempi duri di chiusura del Covid su un palco stratosferico collocato dove i cosentini già ammirarono Patty Smith e Lou Reed quando erano di moda le Invasioni.

Organizzazione perfetta per governare afflusso e biglietti e il centro storico vivo accende il cuore. Alle 21,24 la base elettronica alterna luci rosse ed effetti strobo quando Brunori entra con la chitarra a tracolla e vestito casual black dice “Bona vinuta”. Ben trovato menestrello bruzio che da indie è diventato mainstream. Si inizia con quel “Andrà tutto bene” che nel bene e nel male ha segnato un’epoca della nostra memoria pandemica.

Brunori è frontman di mestiere, sulle pietre rese calde dal sole del giorno il venticello di solstizio rallegra la sera cosentina in un’esibizione che lievita di minuto in minuto. “Grazie di cuore” e lo dirà quasi ad ogni fine song, il cantautore che vive e compone tra San Fili e il mondo. Tutti sul volo “Lamezia-Milano”, la tratta aerea di questa provincia nel mondo della globalizzazione. I lupi della Sila all’ombra della Madonnina sono tanti. Un carillon stile Goblin “Profondo rosso” fa da tappeto sonoro. Ovviamente dice Brunori “È bellissimo tornare qui”, felice come un Et.

Brunori che mette in versi la società liquida di Bauman e tiene presente i pericoli dell’uomo nero. Tutto sommato siamo ancora figli delle stelle come ai tempi di Alan Sorrenti ma anche della Tv dove sempre più spesso Brunori si esibisce da special guest.

Autoironia su sciatica incombente ma non si sottrae ai balletti “Dariuzzu nuastru” che afferma: “Ma chinii ma fa fa?”. Valzerino di atmosfera e ode alla figliola Fiammetta con tanto di urlo da padre “MI SONO RIPRODOTTO” e giù applausi scroscianti. E poi è il momento di omaggiare i tanti “piccoli toreri” in piazza che rispetto a quelli di Carosone sono molto più resilienti e autoctoni. Da padre a padre l’omaggio al suo babbo non poteva mancare per il cantautore che fa leva sul sostegno della sua famiglia. E piazza Prefettura risponde al coro mentre un indovinato trombone crea la giusta atmosfera.

“Il calcio è la religione del mondo” è frase di Pasolini anche se molti non lo sanno. La piazza applaude, accetta il richiamo del capataz “vai con ste mani”. Le chitarre cambiano in continuazione come i live di Eric Clapton e Pino Daniele. Prima citazione per Sergio Crocco de “La terra di Piero” non più Canaletta nel fisico ma certamente nello spirito. Un flauto traverso in solitudine si solleva dalla musica variata ed eseguita da una band a larga maggioranza a chilometro zero. Bellissimo l’applauso corale al verso che dice “A che ci serve un prete o un messo comunale se c’è una cosa innaturale è doversi dare un bacio davanti a un pubblico ufficiale.” Secondo me, secondo Brunori e un secondo noi collettivo nella sua Cosenza.

Si sposta alle tastiere lo chanteur per chiedere il prezzo della sua celebrità a Kurt Cobain e Marylin Monroe, assolo di piatti, applausi prolungati. E il tempo di unire su “amore e innamoramento” di fregarsene se è sesso o amore e due amanti di piazza Prefettura decidono di immortalarsi in video con la colonna sonora in diretta pensando che è stata scritta per loro “Per due come noi”. Tra virtuosismi vocali alla Lucio Dalla, sorsate d’acqua e rifiatate in questo 21 giugno che è anche il compleanno del fratello di Dario, autoironie di cervicale legate alla tragica umidità estiva cosentina arriva il momento topico e toponimo.

Il capataz chiede la luci dei telefonini a far cornice, e ai cosentini lenti Dario rimprovera: “Chi vilianza a Milano li alzano subito”. Luci a Cosenza per Guardia ’82. La spiaggia dello Scoglio della Regina, romanzo di formazione di Dario in quel 1982. La sanno tutti. Canta il coro della piazza. Brividi indimenticabili, musica in crescendo, Brunori non può che ringraziare con un inchino.

Zaffate di marjiuana si confondono nel fumo degli effetti speciali, avvolgono sigarette Pal Mall, ricordi di Novella 2000, identificazione di amore solitario con Edvige Fenech, il suono del sax troneggia dal palco come la colonna sonora di un vecchio film indimenticabile.

Omaggio a Maruzzo che a Milano ha portato il dolce antico storico cosentino, la varchiglia, a questa band di altri tempi per come sono uniti da legame etnico e motivazionale. “Le 4 volte” ha l’arrangiamento country. Sono canzoni irriverenti, canzoni contro la paura. Mammarella di Brunori salutata, evocata, addirittura si chiede scusa. La famiglia è tutta in piazza.

È gia tempo di bis. “Quelli che arriveranno” struggente ballata di formazione da Cip! non di solito contemplata negli ultimi live al chiuso. Brunori torna a promuovere “La terra di Piero” con tanto di bandiera logata, il volontariato locale di Cosenza. Brunori che non teme di essere naif e retorico raccoglie applausi in questa osmosi solidale.

Luci blu elettriche per “La verità”. Omaggio ai musicisti evocati per nome e strumenti, tecnici, aiutanti, collaboratori. Ritorna la famiglia. Il nonno materno Giacomantonio, gloria locale di una tradizione ricordata anche dal locale conservatorio. Si chiude alla grande con l’hit song della città.

Un brano scritto e musicato per Claudio Villa, perpetuato da Mario Gualtieri e che Dario rende memorabile. Invita ad amarla questa citta da Corso Telesio, Radio Ciroma arrivando allo stadio San Vito Marulla. È il momento di “Buonanotte Cosenza” intermezzata a tarantella e “Lupi alè” con valzer di chiusura.

Dario Brunori questa notte d’inizio estate è per te e per tutti i cosentini. Una fiumana di spettatori felici torna a casa scendendo a piedi da Corso Telesio. In molti non rinunciano ad un gelato da Zorro fondato nel 1934. In molti nel calendario urbano di Cosenza non dimenticheranno il solstizio del 21 giugno del 2022. Primo concerto di massa dopo la pandemia orchestrato da Brunori. (Ha collaborato Rosa Leporace)

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