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Il presidente della Figc Gabriele Gravina

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COSENZA – La Figc ha preso tempo. Non se l’è sentita di riammettere il Cosenza in Serie B. Difficile comprendere il motivo di questa decisione. Difficile capire perché non rendere subito esecutiva la decisione del Collegio di Garanzia del Coni Il Chievo è stato bocciato dalla Covisoc, dalla Figc e dal massimo organo della giustizia sportiva: perché prendersi ancora del tempo?

L’altra domanda è: perché subordinare la decisione di una legislazione speciale (quella sportiva) alla decisione della legislazione ordinaria (il Tar)? Non si tratterebbe di auto-delegittimazione da parte della Figc? Evidentemente no, secondo il Palazzo del calcio italiano.

Riassumendo, la situazione che si sta vivendo in questo momento potrebbe essere descritta così: probabilmente (è questa la ricostruzione che gode di maggior credito) per non incorrere nel rischio che il Tar dia ragione al Chievo e, una volta ammesso il Cosenza, la riammissione dei veneti avrebbe portato la B a 21 squadre, scombussolando i piani della riforma disegnata dal presidente Gravina.

È evidente che questo interesse sembra abbastanza relativo di fronte all’interesse primario, che dovrebbe essere della stessa Figc, di rendere esecutiva la decisione di un organo di giustizia. Perché aspettare le motivazioni del Collegio di Garanzia sull’esclusione del Chievo? A che serve attendere le motivazioni? Non bastava la decisione in sé? E perché poi inserire nel comunicato quel riferimento al Tar?

Probabilmente si vogliono aspettare le motivazioni per un motivo semplice: se saranno belle consistenti, allora Gravina ammetterà il Cosenza, tanto poi non ci sarà più il rischio di ritrovarsi tra i piedi il Chievo e allora la B resterebbe a 20.

E se invece le motivazioni saranno “deboli” che si fa? Gravina vorrà aspettare il Tar? Ma qui la beffa sarebbe per il Cosenza. Se fosse così, infatti, il Tar potrebbe decidere per la sospensiva in attesa del giudizio e sarà il Chievo ad essere legittimato a partecipare alla Serie B. E a quel punto la Figc non correrebbe il rischio di trovarsi tra i piedi il Cosenza (che nel comunicato della Figc è “avente diritto” alla riammissione, non già riammesso, si badi bene).

Insomma, il club rossoblù rimarrebbe clamorosamente fuori. Con buona pace degli sforzi compiuti finora. Probabilmente, però, la battaglia non potrà essere considerata alle battute finali.

Gli avvocati del presidente Guarascio (che si è affidato allo studio Tonucci & Partners di Roma) stanno già analizzando tutti gli aspetti e non lasceranno nulla di intentato. La loro speranza, che poi è la speranza di tutti i tifosi del Cosenza, ma anche del calcio italiano, è che l’attesa del presidente Gravina (che, lo ricordiamo, si è fatto conferire dal Consiglio Federale il potere di decidere, insieme ai presidenti delle singole leghe se e chi riammettere in B), che finora, in quanto presidente Figc, si è sempre opposto e anche duramente contro il Chievo, sia finalizzata esclusivamente all’esigenza di essere garantista fino in fondo, ben sapendo però che sarà il Cosenza la società da riammettere.

Resterà la forzatura di non aver dato esecuzione alla decisione della giustizia sportiva, screditandola a favore di quella ordinaria. Di certo, dopo questa vicenda, qualcosa cambierà…

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