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La fiaccolata di ieri sera nell'area industriale di Vibo

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Circa millecinquecento persone, amministratori locali, imprenditori, esponenti del mondo sindacale, dell’associazionismo, hanno preso parte ieri sera alla fiaccolata organizzata dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi nell’area industriale tra Vibo Valentia e Vena di Jonadi, divenuta negli ultimi giorni teatro di numerosi attentati


VIBO VALENTIA – Circa millecinquecento persone hanno preso parte ieri sera alla fiaccolata organizzata dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi nell’area industriale tra Vibo Valentia e Vena di Jonadi, divenuta negli ultimi giorni il simbolo della nuova escalation criminale che sta interessando il territorio vibonese.

Presenti amministratori locali, sindaci con la fascia tricolore, esponenti politici, rappresentanti del mondo sindacale, imprenditoriale e dell’associazionismo, ma soprattutto centinaia di cittadini che hanno scelto di partecipare alla manifestazione attraversando con le fiaccole accese le strade del distretto produttivo colpito dagli ultimi raid intimidatori.

LA VICINANZA AGLI IMPRENDITORI VITTIMA DI ATTENTATI

A guidare il corteo è stato il vescovo Attilio Nostro, affiancato dagli imprenditori delle aziende finite nel mirino della criminalità e da numerosi rappresentanti istituzionali. La fiaccolata ha percorso i viali dell’area industriale accompagnando la statua della Madonna portata a spalla lungo le strade che nei giorni scorsi erano state teatro di attentati e azioni intimidatorie.

Davanti ai cancelli delle aziende colpite dai raid armati, il vescovo ha consegnato un fascio di fiori ai titolari delle attività come segno di vicinanza e solidarietà. L’iniziativa, nata come momento di preghiera, si è trasformata in una manifestazione pubblica di sostegno al tessuto produttivo locale e di condanna contro ogni forma di violenza e sopraffazione.

La fiaccolata dopo gli attentati è stata promossa con l’obiettivo di esprimere solidarietà alle realtà imprenditoriali dell’area industriale di Vibo finite nel mirino della criminalità, trasformando il momento religioso in una testimonianza collettiva di resistenza civile e partecipazione comunitaria.

L’IMPRESSIONANTE SEQUELA DI INTIMIDAZIONI ALLE AZIENDE

Negli ultimi mesi il territorio vibonese è interessato da una lunga serie di episodi intimidatori e attentati contro amministratori pubblici, dirigenti comunali, imprenditori e attività commerciali.

Tra gli episodi ricordati figurano l’incendio dell’auto della dirigente comunale Claudia Santoro nel 2025 e i cinque colpi di pistola esplosi contro l’abitazione del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello nel dicembre dello stesso anno.

Il 23 gennaio il ritrovamento di una bottiglia incendiaria davanti alla macelleria Chiarello, mentre nella stessa notte un attentato incendiario ha colpito il cantiere della ditta impegnata nei lavori della scuola Buccarelli. Il giorno successivo, a Vena di Ionadi, l’incendio di tre automobili: tra queste quelle appartenenti a un farmacista e a un imprenditore della ristorazione.

Il 28 gennaio la lettera con minacce di morte all’imprenditore Francesco Patania e il 30 aprile successivo la gravissima aggressione ai danni deil dirigente dell’Area Urbanistica del Comune di Vibo, Andrea Nocita, davanti alla stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo da un uomo armato di bastone.

L’escalation è proseguita la notte del 4 maggio con il raid armato contro cinque aziende della zona industriale: colpi di fucile hanno raggiunto le attività Metal Sud, Sud ed il Ferro, Colloca Agricola, Agricola Baldo e Kernel. Nei giorni successivi la lettera intimidatoria all’assessore comunale al Personale, Marco Talarico, contenente la scritta: “Il prossimo sarai tu”.

Nelle ultime ore, infine, ignoti hanno danneggiato a colpi di pistola l’auto del titolare di un salone di bellezza di Vena di Ionadi, provocando danni anche alle abitazioni vicine.

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