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VIBO VALENTIA – Nel Vibonese si comincia a parlare di “emergenza mare sporco”. La situazione più critica a Nicotera Marina dove gli operatori turistici hanno lanciato un drammatico allarme.

«Per me – è l’amaro sfogo di uno di loro – la stagione balneare, il mio lavoro, i miei introiti, è finito tutto ieri. E’ il 20 luglio, il mare è quello che è, i bagnati scappano via».

Il problema è sempre quello: il mare decisamente non fruibile, una situazione che definire semplicemente un problema è riduttivo, se non eufemistico: sarebbe più esatto dire che quello che si prospetta di fronte agli occhi di turisti e residenti è una situazione emergenziale che investe l’aspetto sanitario, oltre che quello economico. La questione mare sta infatti mettendo in ginocchio quel poco di turismo che ancora resiste. Si è toccato il fondo proprio domenica scorsa.

I bagnanti arrivavano in spiaggia, fittavano ombrellone e sdraio ma, resosi immediatamente conto di trovarsi di fronte a un lago melmoso, raccoglievano le loro cose e andavano via, non senza prima aver chiesto al proprietario del lido la restituzione dei soldi spesi per ombrellone e sdraio. Poi, in macchina e via da Nicotera Marina, diretti verso altri lidi, che non è una metafora, ma proprio in senso letterale. Mentre i lavoratori, il cui unico introito è l’attività sul lungomare, raccontano come la giornata di domenica sia stata puntellata da un sequenza desolante di episodi del genere.

Il sindaco di Nicotera Franco Pagano, dal canto suo, ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per “Disastro ambientale”: «Forte è il sospetto che il colore assunto dalle acque del mare sabato scorso sia da ricondurre all’azione dell’uomo, mediante sversamento di liquidi insalubri. Da più parti è stato segnalato che questo accadimento avesse origine dalla foce del fiume Mesima e dal territorio ricadente nel Comune di Joppolo».

Addirittura pare che in settimana Forza Italia presenterà sull’argomento un’iterrogazione al Governo. Stesso problema a Santa Maria di Ricadi. Qui nell’arco di tre giorni, a partire da venerdì scorso, i villeggianti non hanno potuto praticamente fare il bagno (e chi l’ha fatto ne ha patito le conseguenze) perché l’acqua era insozzata da sporcizia, mucchi di plastica, schiuma e, soprattutto, liquami di fogna.

A fare da contraltare le acque cristalline che si registrano a Tropea. Il sindaco della “Perla del Tirreno”, Giuseppe Rodolico, nell’ultimo consiglio comunale, ha affermato che le analisi effettuate, nonché i controlli di rito, hanno rivelato che le acque del mare tropeano sono a posto sotto tutti i punti di vista. Anche a Pizzo la condizione delle acque e ottimale. A testimoniarlo, oltre agli esiti negativi degli esami effettuati dall’Arpacal, i tantissimi di turisti che in questi giorni stanno letteralmente prendendo d’assalto le spiagge napitine.

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