X
<
>

Il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato (al centro) al sit-in a Crotone

Share
4 minuti per la lettura

Una serie di sit-in Cgil davanti gli ospedali calabresi per affrontare la questione della sanità. L’idea è quella che si stia lavorando per non avanzare nel pubblico e favorire così il privato


CROTONE – «STIAMO facendo una serie di sit-in davanti agli ospedali perché abbiamo deciso di portare la vertenza sanità calabrese sulle piazze. Abbiamo detto che in questi mesi c’è stata una regressione del sistema sanitario pubblico a partire dalla rete ospedaliera perché c’è un tentativo silente, da parte del Governo nazionale e del commissariamento alla sanità di fare azioni che di fatto non incentivano il ricorso alla sanità pubblica ma incentivano il privato.

Sembra quasi che stia facendo il gioco delle carte e nel frattempo c’è un avanzamento della sanità privata verso il pubblico sia nell’ambito di quelle che sono le prestazioni diagnostiche, sia per quanto riguarda i laboratori, sia per quanto riguarda tutte quelle attività che oggi il pubblico non riesce a dare. Io non vorrei che ci fosse un tentativo subdolo da parte del governo nazionale e regionale di non avanzare nella sanità pubblica con l’assunzione di medici e di bloccare il sistema della rete sanitaria pubblica per favorire a livello nazionale il sistema privato». Non poteva essere più esplicito Angelo Sposato segretario regionale della Cgil, presente ieri mattina per il sit in promosso davanti all’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone.

Non a caso, per il segretario della Cgil «si inizia anche a parlare di punti di primo soccorso, di pronto soccorso che potrebbero essere gestiti dai privati. Questa cosa sarebbe scandalosa. In Calabria non si possono abbattere le liste d’attesa con il ricorso ai privati. Le liste di attesa vanno sbloccate con il pubblico perché oggi ci sono persone che non hanno la possibilità di curarsi, perché rinunciano alle cure, perché non hanno la possibilità di spostarsi o non hanno la possibilità di pagarsi le cure.
Ecco – aggiunge Sposato – io vorrei che con il ricorso spinto alla sanità privata accreditata calabrese si faccia proprio un lavoro di profilo culturale verso la sanità privata, che possa in qualche modo far pensare che la gente pagando possa ottenere le prestazioni migliori. Così non va bene. Credo che su questo ci sia un tentativo culturale che sta mettendo in piedi il governo nazionale con la complicità del commissario alla sanità calabrese per orientare i cittadini verso la salita privata anziché quella pubblica».

Lo stesso segretario regionale della Cgil, poi, contesta anche la narrazioni sui presunti miglioramenti della sanità calabrese. «E’ – dice Sposato in merito – una falsa narrazione un po’ come ci raccontano sull’autonomia differenziata, sul ponte. Si tentano di dare false nazioni per sovvertire anche la realtà dei fatti, per cercare di dare un’idea di lavoro che si sta facendo ma di fatto noi abbiamo le prestazioni sanitarie che sono diminuite e la gente esasperata. Abbiamo gli indici di povertà che sono aumentati; la demografia che fa paura, perché si sta spopolando tutte le aree interne. Tutti gli indicatori economici indicano che c’è una povertà dilagante. Noi abbiamo detto nei giorni scorsi che il presidente della regione Calabria non è il governatore della California, ma è il presidente della Regione più povera d’Europa e, quindi, dovrebbe in questo caso anche capire le criticità del sistema, sia quello economico sia quello sanitario.

Abbiamo, invece, timore che questo ricorso alla sanità privata che stanno facendo i cittadini siano spinti ovviamente da un sistema anche di carattere culturale che da una parte si dice che si vuole risolvere magari anche con l’introduzione dei medici cubani così via ma dall’altro non si fa nulla né il governo fa fare le assunzioni alla Calabria e né ci sono le condizioni per incentivare i medici a rimanere nel sistema pubblico. Quindi -prosegue – si fa il gioco delle 3 carte: si dice una cosa ma se ne fa completamente l’opposto».

Sulle possibili ricette proposte dalla Cgil, Sposato rammenta che «se il Governo vuole fare seriamente e se il commissario alla sanità alza la voce il tono verso il governo, si dovrebbe sterilizzare il deficit, il debito, e procedere alle assunzioni di medici e infermieri nella sessione pubblica e creare quei sistemi di incentivazione, anche ambientale, così come avviene per altre questioni nel Sud, per fare sì che medici ed infermieri rimangono in Calabria, perché, altrimenti, si sta giocando con le parole e in questo momento i cittadini calabresi sono esasperati».

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE