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L'operazione dei carabinieri

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ALTRI due duri colpi alla ‘ndrangheta che in questi anni ha messo sempre più radici in Lombardia. Uno che è servito per smantellare con 17 misure cautelari eseguite dai carabinieri un traffico di droga, gestito in piazze di spaccio anche da affiliati all’ormai ben nota cosca dei Barbaro-Papalia, attiva da decenni in un’area a sud di Milano, tra Buccinasco, Cesano Boscone e Corsico (LEGGI LA NOTIZIA). L’altro che ha portato ad una maxi confisca di beni, tra cui numerosi immobili, terreni e boschi, ma anche cavalli tenuti in un ranch, a carico dello storico boss lombardo Bartolomeo Iaconis.

Già nel ’94 Iaconis, 61 anni e capo della “locale” di Fino Mornasco (Como), era stato arrestato nel maxi blitz contro la ‘ndrangheta al nord “Fiori della notte di San Vito”.

Nel ’98 era uscito dal carcere e ci è tornato lo scorso anno per l’omicidio del 2008 di Franco Mancuso nel Comasco, con indagini riaperte dopo le dichiarazioni di un collaboratore (il processo è in corso, chiesto l’ergastolo). Oggi, dopo una serie di sequestri sul suo patrimonio già disposti lo scorso anno, è arrivato il provvedimento dei giudici (Roia-Tallarida-Pontani) della Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese, su richiesta della Dda. Giudici che gli hanno applicato anche la sorveglianza speciale per 3 anni e 6 mesi.

Nel decreto vengono riportati anche atti di indagini che nel corso degli anni hanno visto coinvolto Iaconis (difeso dal legale Maurizio Gandolfi). E così si legge che «scritti che riportano le formule prescritte per l’affiliazione o per il conferimento delle “doti”» della ‘ndrangheta sono stati trovati in «possesso» del boss già «nel 1979», quando aveva 21 anni.

Il sequestro da oltre 1,2 milioni, trasformato in confisca, ha riguardato anche conti correnti e 55mila euro trovati in una “intercapedine” dentro un muro e i beni dell’azienda agricola “Bart-Ranch” di Appiano Gentile (Como), compresi stalloni, puledri, ma anche bovini, pecore e capre. I giudici parlano di «una evidente sperequazione fra redditi dichiarati e stile di vita» del boss e spiegano che dagli «anni ’70» ad oggi ha continuato «ad agire a favore dell’organizzazione mafiosa ‘ndrangheta, di cui ha continuato a far parte» con «ruoli decisionali e di potere».

La condanna all’ergastolo

In serata, lo stesso Iaconis è stato condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio del 2008 di Franco Mancuso. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Como, a seguito dell’inchiesta del pm della Dda di Milano Cecilia Vassena.

I giudici hanno anche condannato all’ergastolo Luciano Rullo, l’esecutore materiale dell’omicidio dell’autotrasportatore di 35 anni che venne ucciso a colpi di pistola in un bar di Cadorago (Como). Le indagini sull’omicidio di 12 anni fa erano state riaperte dopo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Luciano Nocera.

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