Il boss ergastolano Nicolino Grande Aracri
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 L’AGGUATO A COLPI DI KALASHNIKOV
- 2 MANDANTE E ORGANIZZATORE
- 3 LE NUOVE ACCUSE
- 4 DONNA UCCISA PER ERRORE
- 5 IL SILENZIO DEL KILLER
- 6 IL PROGETTO DI GRANDE ARACRI
- 7 NUOVA GEOGRAFIA MAFIOSA
- 8 LA TITUBANZA DI BRUNO
- 9 FARE LA “COSA GIUSTA”
- 10 “GLI SPARO IN TESTA”
- 11 COME “FUMARSI” BRUNO
- 12 LE RIVELAZIONI DEI PENTITI
- 13 CONFESSIONE NELL’ORA D’ARIA
- 14 “QUANDO APRI UNA GUERRA LA DEVI CHIUDERE”
Si pente uno dei componenti del commando, il boss di Cutro Grande Aracri accusato quale mandante del duplice omicidio di Vallefiorita
CUTRO โ Adesso sappiamo cosa accadde dopo il gesto alla Ponzio Pilato del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, che battรจ le mani come facendo il segno di pulirsele. ยซCompร … ve lo potete pure fumareยป. Nella ormai famigerata tavernetta del โmammasantissimaโ, ritenuto dalla Dda di Catanzaro a capo di una โprovinciaโ di ‘ndrangheta che estendeva i suoi confini ben oltre il Crotonese, era in corso un summit.
L’argomento di discussione era la mancata consegna di denaro da destinare alle famiglie dei detenuti da parte di Giuseppe Bruno, che qualche tempo fa era considerato il capo della ‘ndrina di Vallefiorita, nel Catanzarese, ma era entrato in contrasto con il gruppo Catarisano, dominante a Roccelletta di Borgia. Alcuni esponenti dei Catarisano si erano presentati al cospetto di Grande Aracri per rappresentare le loro doglianze. Dopo un vano tentativo di dirimere i contrasti tra i due gruppi criminali, il boss Grande Aracri avrebbe autorizzato e ordinato lโomicidio di Bruno.
L’AGGUATO A COLPI DI KALASHNIKOV
Il 18 febbraio 2013, a distanza di quattro mesi dal summit di ‘ndrangheta e da quel gesto alla Ponzio Pilato, Bruno e la moglie, Caterina Raimondi, furono assassinati davanti alla loro abitazione di Squillace, secondo il collaudatissimo modus operandi della ‘ndrangheta. A colpi di fucile mitragliatore Ak47 kalashikov. Lโarma da guerra fu poi abbandonata dal commando nei pressi del luogo del delitto. Un kalashnikov abbandonato, una roba mai vista da quelle parti. Il segno tangibile di una volontร di dominio che non guardava in faccia neanche alle vittime innocenti. Venne freddata anche la moglie di Bruno, che ebbe l’unica colpa di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.
LEGGI ANCHE: Delitto di Squillace, svolta nel cold case dei coniugi Bruno
MANDANTE E ORGANIZZATORE
Cโรจ anche il capocrimine ergastolano tra i destinatari di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per il duplice omicidio. Lโha firmata la gip distrettuale di Catanzaro Arianna Roccia su richiesta del procuratore Salvatore Curcio, dellโaggiunto Giancarlo Novelli e della sostituta Debora Rizza. Stesso provvedimento per Salvatore Abbruzzo, 47enne di Borgia ritenuto lโorganizzatore del delitto. Giร a processo il presunto esecutore materiale Francesco Gualtieri, in seguito ad una svolta nelle indagini che si ebbe qualche anno fa grazie alle rivelazioni dei pentiti. Ma adesso si aggiunge un nuovo tassello, perchรฉ da qualche tempo collabora con la giustizia anche uno dei presunti componenti del commando, Sandro Ielapi.
LE NUOVE ACCUSE
Le rivelazioni dei pentiti si sommano alle intercettazioni captate nellโambito dellโinchiesta Kyterion, da cui รจ poi scaturito il processo madre alla cosca Grande Aracri, istruito dal procuratore Domenico Guarascio. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Abbruzzo avrebbe organizzato i sopralluoghi con Gualtieri e Ielapi, gli โazionistiโ della โndrina di Borgia, conducendoli sul luogo del delitto. Quindi, a bordo di un fuoristrada Mitsubishi โPajeroโ, li avrebbe prelevati consentendo loro la fuga. Ielapi, armato di pistola, si sarebbe appostato con Gualtieri, armato di kalashnikov. A sparare nove colpi a carica unica sarebbe stato Gualtieri. Ma la morte della donna forse non era voluta.
DONNA UCCISA PER ERRORE
ยซRicordo il silenzio di Francesco Gualtieri e la faccia che avevaยป, disse il pentito Ielapi al procuratore Vincenzo Capomolla, allora alla guida della Dda di Catanzaro. Fu lui il primo a interrogare lโuomo che si autoaccusava di quattro omicidi. ยซโTutto a posto?โ, gli diceva Abbruzzo. Lui non rispondeva. Era in dubbio se ci fosse pure la moglie. Una cosa che mi si alza il pelo solo a pensarciยป. Non rispondeva, Gualtieri, ยซperchรฉ si รจ reso conto della schifata che era successa. Perchรฉ รจ una vergogna. Secondo me non รจ stato fatto intenzionalmente, ma รจ una cosa bruttaยป. E ancora: ยซCโera unโaria brutta. Bruno ti poteva fare del male, ma la moglie non ti faceva maleยป.
IL SILENZIO DEL KILLER
Il racconto del pentito Ielapi รจ nitido. ยซSiamo andati io e Gualtieri, lui aveva un kalashinov e io una pistola. Ci ha accompagnati Massimo Citraro e in macchina cโera Salvatore Abbruzzo, con un Pajero blu. Lui รจ arrivato. Non si รจ fermato subito al cancello, รจ andato a marcia indietro e si รจ infilato nel garage. Abbiamo sentito chiudere il cancello. Gualtieri ha detto โAndiamo, tu stai quaโ. Non ho visto Gualtieri che sparava perchรฉ sono rimasto abbassato in mezzo alla strada. Io ho solo sentito quello che รจ successo. Si รจ avvicinato al cancello da dove la macchina di Bruno รจ entrata a marcia indietro. ร passata una macchina e mi sono abbassato e non ho visto. Ho sentito gli spari. E poi โCorriโ. Quando siamo arrivati in mezzo alla strada, non cโera Citraro e abbiamo dovuto aspettare. Ci siamo infilati in macchina, abbiamo buttato una borsa con i vestiti nel fiume. Non ricordo se hanno buttato pure la pistola che avevo, che non รจ stata usata. Ricordo il silenzio di Gualtieri e la faccia che aveva. Era stranito. Gli dicevi โche รจ successo?โ e lui non rispondevaยป.
IL PROGETTO DI GRANDE ARACRI
Dopo anni di buio pesto, squarci di luce si aprirono grazie alle conversazioni intercettate dai carabinieri che hanno condotto l’inchiesta che portรฒ all’operazione Kyterion e sono confluite anche nelle carte dell’operazione interforze Jonny. Intento della Dda di Catanzaro era quello di acclarare la sussistenza ed operativitร dei due gruppi criminali stanziati nella fascia jonica catanzarese. Ora si aggiungono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che hanno consentito agli inquirenti di ottenere riscontri per richiedere misure cautelari prima per lโesecutore materiale e poi per mandante e organizzatore.
Quello che era certo giร prima che parlassero i pentiti era che Grande Aracri quel Bruno non lo poteva proprio sopportare. Perchรฉ poco incline a rischiare. Troppo prudente. Troppo timoroso delle reazioni altrui per sposare il progetto โaziendaleโ, per cosรฌ dire, del boss di Cutro, che voleva ampliare la sua sfera d’influenza infiltrandosi anche nel Soveratese attraverso le famiglie mafiose che operavano sotto la sua egida.
NUOVA GEOGRAFIA MAFIOSA
Cominciamo dal summit dell’agosto 2012, al quale parteciparono, oltre a Bruno, pezzi grossi come Pasquale Barbaro di Platรฌ e Rocco Mazzagatti di Oppido Mamertina. La discussione, alla presenza dell’aristocrazia della ‘ndrangheta, verteva su problematiche dellโarea del Soveratese relative al controllo dellโattivitร illecita. In sostanza, si parlava della ripartizione territoriale delle โndrine del Catanzarese. C’era tutta una geografia mafiosa in via di ridefinizione. Equilibri e rapporti di forza che si stavano ridelineando in seguito all’irruzione del potente boss di Cutro.
Nel corso della riunione, emersero contrasti sulla gestione dei proventi delle estorsioni nellโarea di competenza di Bruno e il sospetto che questโultimo trattenesse per sรจ il denaro destinato al sostentamento economico dei detenuti. Altro dato, lโeccessiva prudenza dimostrata da Bruno circa l’opportunitร che gli veniva offerta direttamente da Grande Aracri di โallargarsiโ fino a Soverato. Bruno, infatti, si sarebbe mostrato parecchio attento a non entrare in conflitto con altri gruppi criminali, nonostante il beneplacito e lโaiuto offerto dal super boss.
LA TITUBANZA DI BRUNO
Per esempio, in quell’occasione Grande Aracri chiese a Bruno di compiere un atto intimidatorio ai danni di una ditta di Crotone, che si stava occupando della posa di cavi elettrici, nel territorio ricadente sotto lโinfluenza della sua cosca. Lโatto intimidatorio avrebbe avuto la finalitร di indurre i titolari dellโazienda a rivolgersi al clan per pagare lโestorsione ed ottenere la tranquillitร per lโesecuzione delle opere. In questo contesto, Grande Aracri avrebbe affermato che i proventi dell’estorsione dovevano servire per sostenere i detenuti, e che ne aveva parlato anche con โSalvatoreโ di Roccelletta. Ma Bruno era titubante, nel senso che si mostrava restio a compiere il grande passo, perchรฉ in quell’area era dominante il gruppo Sia.
FARE LA “COSA GIUSTA”
Cosa che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, infastidiva Grande Aracri. Tanto piรน che, invitato dagli altri partecipanti al summit ad arrivare almeno ad un accordo con l’altra organizzazione malavitosa, Bruno replicava affermando che ยซle cose da noi non sono chiareยป. Grande Aracri a quel punto avrebbe ravvisato la necessitร di trovare un responsabile di zona che gestisse gli affari illeciti in quellโarea e citava nuovamente ยซSalvatoreยป, uno ยซche fa la cosa giustaยป. Ma Bruno eccepiva che il suo gruppo criminale non poteva espandersi a Soverato e replicava che non avrebbe rischiato di prendersi una condanna a ยซtrentโanni di galeraยป reagendo in modo violento come suggeriva Grande Aracri.
“GLI SPARO IN TESTA”
E arriviamo al summit del 22 ottobre. Stavolta erano presenti, in rappresentanza della cosca di Roccelletta di Borgia, Francesco Gualtieri e Salvatore Abbruzzo. Assente il capobastone di Vallefiorita. Ma Bruno era il convitato di pietra. Perchรฉ Grande Aracri rappresentava ai suoi interlocutori di aver chiesto espressamente a Bruno come recuperare quei 50, forse 100 mila euro che dovevano essere destinati ai detenuti, per esempio controllando le attivitร sul litorale del Basso Ionio. E iniziarono le lagnanze degli uomini di Roccelletta e di un altro partecipante al summit, Gennaro Mellea di Catanzaro, nei confronti di Bruno, sempre perchรฉ non si sarebbe adoperato per il sostentamento dei detenuti e delle loro famiglie secondo le direttive dall’alto. Abbruzzo si spinge a paventare l’ipotesi di eliminare Bruno. ยซGli sparo in testaยป. Ipotesi in un primo tempo esclusa da Grande Aracri, che invita gli interlocutori ad incontrarlo ยซpreparati in un certo modoยป, per sincerarsi meglio del suo comportamento.
COME “FUMARSI” BRUNO
E scatta il piano. Come โfumarsiโ Bruno. Ecco i dettagli. I convenuti alla tavernetta di Grande Aracri avrebbero versato una somma di 5000 euro a Bruno, attendendo al massimo una settimana per verificare se questi li avesse consegnati ai familiari dei detenuti. Trascorso questo termine, avrebbero convocato Bruno al cospetto di Grande Aracri, il quale a quel punto avrebbe contestato le sue mancanze. Grande Aracri assicurava sostegno ai Catarisano. ยซTenete presente che sarรฒ sempre con voi, comunque vadano le coseโฆse qualcuno รจ un megalomane e vuol fare il capo supremoโฆ รจ una cosa che non puรฒ andareยป.
LE RIVELAZIONI DEI PENTITI
Cosa sarebbe successo a distanza di qualche mese da quel battito di mani, lo hanno aggiunto i pentiti. Santo Mirarchi, referente della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto a Catanzaro, sa che Bruno รจ stato ยซammazzato da quelli della Roccellettaยป. Salvatore Danieli parla, invece, di un piano dei Catarisano per estromettere Bruno e addossare responsabilitร ai Merlino di Girifalco, poi uccisi per simulare una vendetta. Francesco Mammone aggiunge anche il particolare dellโoccultamento dellโarma del delitto presso unโazienda. Ma รจ Massimo Colosimo di Cropani, referente emiliano della cosca Trapasso di San Leonardo di Cutro, a fornire gli elementi piรน pregnanti avendo condiviso un periodo di detenzione nel carcere di Terni con il presunto killer, che si sarebbe tradito nellโora dโaria.
CONFESSIONE NELL’ORA D’ARIA
Cโera anche Salvatore Comberiati di Petilia Policastro, detto โSabellinoโ, che a quanto pare โstuzzicavaโ Gualtieri chiamandolo โzingaroโ. ยซTu mi chiami zingaro โ sarebbe stata la replica โ ma io di zingari ne ho sotterrati tantiยป. Nella serie di delitti che si sarebbe attribuito, compiuti ยซsempre con lโappoggio di Nicola Grande Aracriยป, Gualtieri avrebbe incluso anche il duplice omicidio di Vallefiorita. ยซMi raccontรฒ che lโomicidio di Bruno e della moglie era per prendersi il potere sul territorio. Siccome lui non rispettava, i soldi se li teneva tutti per lui e questa รจ stata la causa che hanno usato come scusa per farlo fuori, a lui e alla moglieยป. Nel commando il pentito, sempre riportando la โconfessioneโ di Gualtieri, include anche Abbruzzo. ยซAgivano sempre insieme e da soliยป. Le armi al gruppo, sostiene Colosimo, le forniva il boss Rocco Anello di Filadelfia, anche lui detenuto in quella sezione. E aggiunge un particolare inquietante: ยซgli avevano lasciato il fucile davanti alla porta per sfregioโฆ a dire chi comandaยป. La conferma alle rivelazioni di Colosimo รจ giunta dallโesame del Dna. A far chiudere il cerchio ha dato man forte il neo collaboratore di giustizia Ielapi.
“QUANDO APRI UNA GUERRA LA DEVI CHIUDERE”
Nella serie delle rivelazioni bisogna aggiungere quelle dello stesso Grande Aracri, la cui collaborazione con la giustizia รจ stata ritenuta inattendibile. Grande Aracri nellโaprile 2021 ammise di aver avviato una pacificazione individuando Mazzagatti come โmediatoreโ per il Reggino e parlandone anche con le cosche Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. Bruno rivendicava comunque la sua potestร nel suo territorio. A quel punto Grande Aracri e Mazzagatti lo avrebbero abbandonato al suo destino. Ma, soprattutto, Grande Aracri dice di aver appreso i dettagli dellโazione da Abbruzzo e Gualtieri. ยซErano nascosti con un kalashnikov dietro un muretto. Poi la donna รจ uscita dal muretto ed รจ stata colpita per sbaglioยป. La sua autorizzazione nel corso del โparlamentoโ di โndrangheta? Per Grande Aracri non era piรน necessaria. ยซQuando apri una guerra, la devi chiudere. Devi ammazzare tuttiยป.
ย LEGGI ANCHE: Grande Aracri: ยซLa farsa รจ finitaยป e la Dda chiude il cerchio su un pentimento ยซinattendibileยป – Il Quotidiano del Sud
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud ยฉ - RIPRODUZIONE RISERVATA




