X
<
>

Tempo di lettura 2 Minuti

COSENZA – Entro il dieci dicembre le Asp calabresi dovranno gestire il software della Protezione civile per la registrazione dei tamponi e uniformare in questo modo l’intero sistema di comunicazione dei tamponi tra Asp, laboratori analisi e Regione Calabria. A dirlo è il delegato all’emergenza Covid, Antonio Belcastro. La comunicazione è stata spedita ieri dalla Regione per cercare di chiudere il problema della “doppia corsia” tra laboratori analisi (che utilizzano i loro programmi informatici) e le Asp (soprattutto quella di Cosenza) che ancora oggi si affida ai supporti cartacei in fase di raccolta dei tamponi.

Il programma, come raccontiamo da giorni, permetterebbe la registrazione istantanea del tampone appena raccolto, il suo tracciamento all’interno dei laboratori con possibilità di consegna dei referti direttamente via app. Una soluzione che taglierebbe di netto, o quasi, i ritardi nell’attesa di un risultato che a volte hanno superato anche il mese.

La questione oltretutto arriva da lontano, il sistema della Prociv, sviluppato a costo zero all’interno della stessa struttura, è stato pensato e messo in servizio quando Belcastro occupava il posto di direttore generale del dipartimento Salute. Per farlo funzionare erano stati consegnati anche dei tablet ai soggetti delegati in modo da poter registrare direttamente su supporto i tamponi. Quello che è successo, invece, è un’altra storia.

L’Asp di Cosenza si affida ancora alle schede cartacee all’atto della raccolta dei tamponi, quella di Reggio sta facendo da sé con un software sviluppato in loco, le altre ancora risultano inadempienti. C’è dunque da rimettere in ordine il sistema. Per questo motivo adesso le Asp hanno sette giorni di tempo per mettersi in ordine. «Il problema – spiega Belcastro – è che in questo momento tutta l’informatizzazione è a carico dei laboratori.

Centri che in questo momento utilizzano ognuno il loro software. Prendiamo il caso dell’Asp di Cosenza: le carte arrivano sfuse ai laboratori che a quel punto devono occupare il loro tempo a digitalizzare: il fatto che loro abbiamo un sistema integrato mette da parte la nostra soluzione, dovrebbero praticamente fare un lavoro doppio. L’utilizzo del sistema Prociv permetterebbe di saltare questo passaggio, per questo adesso stiamo lavorando ad una soluzione per cercare di integrare il programma con i vari sistemi che ci sono nei laboratori della regione».

Insomma, la situazione non permette ulteriori ritardi sul sistema integrato di monitoraggio dei tamponi, anche perché proprio le falle del sistema di tracciamento hanno portato la Calabria in zona rossa. Tutto questo mentre negli uffici del commissario Longo vanno avanti trattative sul ruolo di Gino Strada in Calabria. Ieri si è tenuta una riunione con il fondatore di Emergency per discutere dell’emergenza sanitaria in corso, riunione poi replicata con i vertici della Protezione civile nazionale.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares