Il luogo del naufragio
2 minuti per la letturaPer garantire il “sereno svolgimento” del processo per la strage di Cutro il Tribunale non ammette telecamere in aula durante l’udienza
CROTONE โ Il processo per la strage di Cutro inizierร il prossimo 30 gennaio ma รจ giร polemica sul no alle telecamere in aula. Il Tribunale penale presieduto da Edoardo DโAmbrosio ha subito disposto un rinvio del procedimento a carico di sei ufficiali di guardia di finanza e guardia costiera imputati per omessi soccorsi. Il processo dovrร essere trattato dal collegio presieduto da Alfonso Scibona.
Ma sta giร facendo discutere la decisione con cui il Tribunale, ยซpreso atto delle istanze avanzate da plurime emittenti televisiveยป, per ยซgarantire il sereno e regolare svolgimento dellโistruttoria dibattimentaleยป ha stabilito che audio e videoregistrazione delle attivitร processuali non sono ammesse. O, meglio, sono riservate ยซai dispositivi ed impianti in uso al Tribunaleยป stesso.
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LA DECISIONE
Immagini autoprodotte potranno essere realizzate ยซsolo ad udienza conclusaยป.
Il processo รจ pubblico e ovviamente la presenza dei giornalisti รจ ammessa in aula.
Ma, almeno allo stato, non potranno essere fatte riprese in aula, diversamente da quanto accaduto nel corso del processo agli scafisti che hanno scelto il rito ordinario, giร definito con tre condanne (a febbraio inizierร lโappello). ยซPrevia richiesta, potrร semmai essere autorizzata l’ostensione dei files audio e video registrati con le apparecchiature ministerialiยป, ha disposto il Tribunale.
Alcune parti civili contestano la decisione perchรฉ non condividono lโidea secondo cui le telecamere in aula turberebbero โil sereno e regolare svolgimentoโ del processo.
LE ONG
Intanto, le Ong impegnate nel soccorso in mare, costituitesi parti civili nel procedimento, auspicano fortemente che lo slittamento non incida sulla possibilitร per i familiari delle vittime di essere presenti. “Riteniamo essenziale che la gestione del processo tenga pienamente conto delle loro esigenze e garantisca il diritto a una partecipazione effettivaโ. Lo affermano in una nota congiunta Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e Sos Mediterranee.
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