La Corte d'Appello di Catanzaro
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Nel processo d’appello alla cosca Ferrazzo di Mesoraca 7 condanne rideterminate e solo 3 confermate, 6 assoluzioni e 3 prescrizioni
MESORACA – Sette condanne rideterminate e soltanto tre confermate. Sei assoluzioni. Reati prescritti per tre imputati. Cade l’accusa di narcotraffico, riqualificato in detenzione e spaccio di stupefacenti, ma in molti casi si tratta di episodi ormai prescritti. E tra le assoluzioni spicca quella di Giovanni Foresta, unico scagionato dall’accusa di associazione mafiosa pur essendo considerato dagli inquirenti un pezzo grosso della cosca Ferrazzo di Mesoraca. La Corte d’appello di Catanzaro ha ridimensionato la sentenza del gup distrettuale nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel processo scaturito dall’inchiesta che portò all’operazione Black Wood. In primo grado furono 20 le condanne, e furono molto più alte. L’inchiesta è quella con cui la Dda di Catanzaro riteneva di avere reciso i tentacoli della cosca allungatisi sulla centrale a biomasse di Cutro, già di proprietà del gruppo Marcegaglia ma rilevata nel 2015 dal gruppo Serravalle, ritenuto vicino al clan.
LE ACCUSE
Secondo l’accusa, dietro l’affare delle biomasse ci sarebbe stata la ‘ndrangheta, che disboscava la Sila con tagli intensivi e conferiva di tutto nelle centrali, dalla spazzatura al catrame ai copertoni, con danni devastanti per l’ambiente. Le accuse, a vario titolo, erano di associazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti, estorsioni, turbativa d’asta, reati in materia di stupefacenti. Il grosso degli imputati ha scelto il rito ordinario, ancora pendente dinanzi al Tribunale penale di Crotone.
La cosca guidata dal boss di Mesoraca, Mario Donato Ferrazzo, anche a lui a processo col rito ordinario, era finita al centro delle indagini condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone e dai loro colleghi del Ros e del Nipaf. Il clan, secondo l’accusa, gestiva le piazze dello spaccio a Mesoraca e Petilia Policastro.
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LA DIFESA
Ma per i giudici d’appello non era narcotraffico. Questo spiega le pene più che dimezzate anche per i presunti esponenti apicali dell’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Salvatore Serrao, per esempio, passa da 17 anni e 6 mesi a 5 anni e 2 mesi.
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Luigi Colacino, Arduino Foresta, Alice Selinda Massara, Mario Nigro, Marco Rocca, Gianni Russano, Aldo Truncè, Gregorio Viscomi. L’avvocato Nigro ha lamentato il fatto che «a volte si arriva troppo facilmente a contestare l’accusa di narcotraffico. Questo spiega – aggiunge – perché la sentenza di secondo grado sia stata riformata pesantemente». «Ho difeso Vincenzo Mantia, condannato in primo grado a quasi 14 anni. Oggi non ho ottenuto un’assoluzione da una sentenza – osserva, invece, l’avvocato Truncè – ma ho restituito la vita ad un uomo. L’assoluzione dimostra quanto siano fondamentali i principi del nostro ordinamento, dalla presunzione d’innocenza all’obbligo di prova oltre ogni ragionevole dubbio».
LA SENTENZA
Ecco tutte le decisioni (in parentesi la sentenza di primo grado).
- Pietro Fontana (64), di Mesoraca: 10 anni (20 anni).
- Giovanni Foresta (62), di Mesoraca: assolto (12 anni).
- Domenico Grano (39), di Mesoraca: prescrizione (10 anni).
- Giuseppe Grano (60), di Mesoraca: prescrizione (8 anni).
- Rosario Piperno (62), di Mesoraca: 4 anni e 4 mesi (14 anni).
- Giovanni Corrado (51), di Chiaravalle Centrale: 8 anni (8 anni).
- Oreste Vona (49), di Petilia Policastro: 5 anni e 6 mesi (5 anni e 6 mesi).
- Antonio Sirianni (32), di Crotone: 2 anni e 6 mesi.
- Costantino Tallarico (51), di Mesoraca: prescrizione (3 anni).
- Salvatore Serrao (68), di Mesoraca: 17 anni e 6 mesi (5 anni e 2 mesi).
- Pierluca Pollizzi (41), di Mesoraca: assolto (10 anni).
- Santo Fuoco (44), di Mesoraca: assolto (10 anni).
- Luigi Mannarino (40), di Mesoraca: 6 anni e 4 mesi (14 anni).
- Antonio Manfreda: assolto (7 anni e 6 mesi).
- Francesco Manfreda (62), di Mesoraca: 6 anni e 2 mesi (8 anni e 4 mesi).
- Giuseppe Manfreda (35), di Mesoraca: 2 anni e 8 mesi (7 anni e 4 mesi).
- Vincenzo Mantia (64), di Mesoraca: assolto (13 anni e 10 mesi).
- Fortunato Matarise (68), di Mesoraca: assolto (7 anni e 4 mesi).
- Nicola Miletta (48), di Mesoraca: assolto (7 anni e 4 mesi).
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