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La Cassazione respinge i ricorsi difensivi, diventano definitive sei condanna per il Far west di Cirò Marina
CIRÒ MARINA – Sono divenute definitive sei condanne per il Far West che nella notte tra il 13 e 14 agosto 2022 si materializzò nelle vie adiacenti al lungomare nord di Cirò Marina. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi difensivi. La difesa puntava alla riforma della sentenza d’appello che confermò in toto quella di primo grado. Il verdetto rispecchia pertanto quello del Tribunale penale di Crotone, che accolse le richieste del procuratore Domenico Guarascio, allora in forza alla Dda di Catanzaro.
LA SENTENZA
In particolare, Cataldo Cornicello, regista dell’operazione, è stato condannato a 9 anni 4 mesi. Condannati, invece, a 4 anni e 6 mesi il figlio Denis Cornicello; a 8 anni e 4 mesi Gianfranco Musacchio; a 7 anni e 2 mesi ciascuno Francesco e Antony Dell’Aquila; a 7 anni e 4 mesi Salvatore Dell’Aquila. I carabinieri hanno eseguito un ordine di carcerazione per Salvatore Dell’Aquila, mentre Denis Cornicello e Francesco Dell’Aquila si sono costituiti. Altri provvedimenti sono stati notificati in carcere.
LE ACCUSE
Le accuse erano quelle di detenzione abusiva e porto illegale in luogo pubblico di armi clandestine e comuni da sparo, ricettazione, danneggiamento aggravato, minacce mediante l’utilizzo di spranghe, fucili e pistole ai danni di Pino Facenza e dei suoi familiari. Le auto delle vittime, parcheggiate sotto la loro abitazione, erano finite nel mirino. I reati sono aggravati dal metodo ‘ndranghetistico. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Mariano Salerno, Francesco Bastone, Raffaele e Provino Meles. Nel filone processuale svoltosi col rito abbreviato è stato già condannato Pasquale Passarelli, l’unico non cirotano del gruppo essendo di origini campane.
LE RIVELAZIONI
Sulla vicenda ha fatto rivelazioni il collaboratore di giustizia Gaetano Aloe, che ha svelato il movente del raid. «La famiglia di Cornicello continua a vessare la famiglia Facenza tant’è vero che hanno litigato in Tribunale». La fonte di Aloe sarebbe lo stesso Facenza. «Cornicello ha raccolto più persone che poteva, il napoletano Pasquale, Gianfranco Musacchio, il figlio, Franco Dell’Aquila e il fratello. Tutti insieme sono andati a sparare sotto casa di Pino. Pino mi disse che non avrebbe mai ritirato la denuncia. Pur essendo rimasto sempre fedele alla cosca cirotana, questa volta era stato umiliato da Cornicello perché non se l’aspettava».
Ad Aloe, in quanto esponente del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò, era stato chiesto di “intervenire” ma Facenza era irremovibile. Cornicello avrebbe, infatti, malmenato Facenza che gli aveva chiesto aiuto dopo essere stato “umiliato” da Passarelli durante una lite per un parcheggio.
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