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Il Palazzo di giustizia di Crotone

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Il Tribunale del Riesame di Crotone ha dissequestrato lo studio di Luchetta e Bisceglia ma l’impianto dell’inchiesta Teorema resta solido


CROTONE – Il Tribunale del Riesame ha dissequestrato l’immobile che funge da sede legale della società Studio Tecnico BL di Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta, ingegnere e architetta coinvolti nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti alla Provincia di Crotone. Il collegio, presieduto da Edoardo D’Ambrosio, ha parzialmente accolto l’istanza dell’avvocata Sabrina Rondinelli. L’immobile era stato sequestrato dalla Guardia di finanza in quanto la società è considerata dagli inquirenti “strumento del reato”. Ovvero una cabina di regia logistica per la commissione di illeciti contro la PA nel contesto degli appalti indetti dalla Provincia

L’”indefettibile correlazione”

Secondo i magistrati, non è emersa quella “indefettibile correlazione” strutturale e funzionale richiesta dalla giurisprudenza per giustificare il blocco preventivo di un immobile aziendale. La struttura non ha rappresentato uno strumento diretto e immediato per consumare i reati di corruzione e turbativa, bensì il luogo principale (ma non l’unico) in cui i professionisti esercitavano la propria attività lavorativa lecita. Inoltre, i giudici hanno rilevato che il rischio di reiterazione del reato risulta ampiamente neutralizzato dal fatto che i due indagati si trovano già agli arresti domiciliari e che i restanti strumenti operativi aziendali rimangono congelati. Da qui, l’ordine di immediata restituzione del bene alla legittima titolare.

Confermati i blocchi finanziari

Se il dissequestro dello studio tecnico rappresenta un’importante boccata d’ossigeno logistica per la difesa, l’ordinanza emessa dal gip lo scorso 11 aprile ne esce nel complesso confermata nella sua impalcatura accusatoria. Il Tribunale del Riesame ha respinto i motivi di doglianza relativi al cuore finanziario e probatorio dell’indagine. Nessuno sconto è stato concesso sul fronte dei conti correnti. In particolare, la difesa aveva invocato il dissequestro di un conto asserendo che non fossero mai transitati fondi illeciti. I giudici hanno tuttavia opposto i riscontri documentali della Guardia di Finanza.

Il legame con Sinergyplus

Sul conto è stato individuato un bonifico da 45.000 euro erogato proprio dalla Provincia di Crotone, seguito a ruota – due soli giorni dopo – da un trasferimento di oltre 17mila euro a favore della “Sinergyplus S.r.l.”, società cardine dell’inchiesta in quanto gestita occultamente dall’ex vicepresidente della Provincia Fabio Manica, principale indagato. Manica è ritenuto il promotore della presunta associazione a delinquere sgominata, nelle settimane scorse, con l’operazione Teorema. Il conto corrente rimane blindato fino alla concorrenza della somma di 22.733,64 euro finalizzata alla successiva confisca per equivalente.  Il Tribunale ha dichiarato del tutto inammissibile la richiesta subordinata di restituzione di un’auto utilizzata dagli indagati.

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