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L'ospedale di Crotone

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CROTONE – È deceduta, domenica sera, nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Crotone, l’imprenditrice agricola, Anna Biafora, dopo ventuno giorni di ricovero.

Aveva quarantanove anni, era sposata con figli. I suoi familiari sospettano che Anna sia morta per un caso di malasanità. Tre giorni fa, quando ancora lei lottava tra la vita e la morte, hanno pertanto presentato una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica.

E, stante la denuncia e la morte sopravvenuta della paziente, la Procura ha appena disposto l’autopsia sulla salma. I sospetti della famiglia si appuntano su quanto è accaduto l’8 giugno scorso.

Anna Biafora, che aveva ricevuto la prima dose del vaccino Astrazeneca il 30 maggio presso la sede della Croce Rossa di Crotone trasformata in hub vaccinale dall’Azienda Sanitaria, l’8 giugno si è recata al pronto soccorso dell’ospedale crotonese “San Giovanni di Dio”, perché avvertiva dei forti dolori allo stomaco.

Le hanno diagnosticato una gastrite, “rimandandola a casa”, come racconta un nipote. I dolori, però, sono talmente aumentati da costringere la donna a tornare al pronto soccorso l’indomani. «Questa volta mia zia è stata trasportata direttamente nel reparto di rianimazione – commenta amaramente il nipote -. Il secondo giorno – aggiunge- hanno tentato di operarla, ma era troppo presto, non potevano ancora intervenire chirurgicamente».

Anna Biafora

I medici del reparto di rianimazione ne hanno constatato il decesso domenica sera. Gli stessi medici non sembrano nutrire dubbi sull’esistenza di una correlazione tra la morte della paziente e la somministrazione del vaccino Astrazeneca. Il vaccino avrebbe provocato ad Anna Biafora una trombosi.

I familiari, invece, puntano l’indice contro quella diagnosi errata di gastrite e, di conseguenza, sul tempo che si è perso e sulla mancanza di tempestività e di incisività delle cure. Sono assistiti dagli avvocati, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza.

«Li stiamo assistendo già da una settimana, manca solo il conferimento formale dell’incarico, è una questione di ore – precisa l’avvocato Cozza -. È una morte sospetta – aggiunge rispondendo alla relativa domanda – l’autopsia servirà ad accertare le cause del decesso, l’incidenza, se c’è stata, da parte del vaccino».

Come premesso, tre giorni fa, quando ancora l’imprenditrice lottava per sopravvivere, i suoi familiari hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Crotone, esponendo i fatti accaduti l’8 e il 9 giugno. Ieri, hanno integrato la denuncia, comunicando il decesso della loro stretta congiunta. La notizia della morte di Anna Biafora ha rattristato fortemente la comunità verzinese, che sperava in un miracolo e pregava perché avvenisse.

Anna era una donna molto dinamica, determinata, solare, amava moltissimo la campagna e la sua terra in particolare. «Era sempre operativa», sintetizza un’amica. Aveva casa e terreni nella frazione di Vigne del Comune di Verzino. La passione per le attività agricole le era stata trasmessa dal padre e dai fratelli. Il marito lavora in ambito scolastico.

La donna lascia il marito e tre figli, un maschio e due femmine, «un vuoto immenso e tantissima tristezza», come scrivono sui social i suoi compaesani. È una tragica vicenda umana e diventerà, forse, una spinosa vicenda giudiziaria.

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