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Il Comune di Crotone

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CROTONE – Spetta alla provincia di Crotone, quest’anno, la posizione di fanalino di coda della 31/ma indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia.

La città pitagorica, sempre più avvolta da una crisi economica e dei servizi, perde una posizione rispetto al risultato del 2019 e sprofonda al 107/mo posto, l’ultimo della classifica sul benessere nei territori, pubblicata oggi dal quotidiano economico. Tra i parametri utilizzati sono stati presi in esame anche il differente impatto della pandemia da coronavirus sulle varie aree del Paese.

Non va meglio per le altre province calabresi: Vibo Valentia che era 103/ma nel 2019 lascia un’ulteriore posizione e scivola al 104/mo posto. Catanzaro perde ben 17 posizioni rispetto allo scorso anno e precipita al 102/mo posto. Perdita più contenuta per Reggio Calabria (-4 posizioni) che si ferma al 95/mo posto mentre Cosenza, prima tra le province calabresi, guadagna dieci posizioni rispetto al risultato dello scorso anno e si posiziona al 95/mo.

Per quanto riguarda il resto delle città italiane, Bologna è prima davanti a Bolzano e Trento, male la Lombardia che perde il primato che la provincia di Milano deteneva nel 2018 e nel 2019, in calo le città turistiche.

Bologna guadagna, dunque, 13 posizioni e guida la generale salita delle province dell’Emilia Romagna con ben cinque su nove nella Top 20. Sul podio dietro Bolzano e Trento ci sono Verona, Trieste e Udine che confermano il tradizionale buon posizionamento del Nord-est.

L’indagine fotografa il benessere nelle province italiane con 90 indicatori, di cui 60 aggiornati al 2020 in molti casi proprio per tener conto dell’emergenza coronavirus.
A perdere posizioni è soprattutto il Nord, il più colpito dal virus nella prima metà dell’anno. Le province lombarde perdono tutte posizioni ad eccezione di Sondrio e Mantova. Milano scivola di 11 caselle soprattutto per il crollo del Pil pro capite in base alle stime 2020 e per il nuovo indicatore sullo spazio abitativo medio a disposizione (nel suo caso di 51 mq per famiglia).

La crisi penalizza le aree metropolitane più turistiche, come Venezia (33esima, in calo di 24 posizioni), Roma (32esima, -14), Firenze (27esima, -12) oppure Napoli (92esima, -11). E della mancanza di turisti risentono anche le località di mare: peggiorano le province di Puglia e Sardegna (fatta eccezione per Cagliari e Foggia), Rimini (36esima, perde 19 posizioni rispetto allo scorso anno), Salerno, Siracusa e Ragusa. In controtendenza solo la Liguria, tutta in miglioramento, dove addirittura Genova (19ª) celebra con una buona performance la riapertura del viadotto sul Polcevera dopo il crollo del ponte Morandi recuperando 26 posizioni.

A registrare “scatti di crescita”, piazzandosi nella top ten, sono anche altre province di medie dimensioni come Verona (quarta, +3 posizioni), Udine (sesta, +10 che ottiene la sua migliore performance in Giustizia e sicurezza) e Cagliari (nona, +11, regina della categoria Demografia e salute).

I bilanci post pandemia sono ancora prematuri. Ma per il momento, pur colpendo soprattutto i territori che tradizionalmente occupano la parte più alta della graduatoria, non è riuscito a trascinarli sul fondo.

Il Sud, infatti, resta fermo nella parte bassa della classifica, con i sui problemi di sempre. Le aree metropolitane del Mezzogiorno guadagnano posizioni al capitolo Demografia e salute, proprio perché il virus ha picchiato più duro altrove, ma restano sul fondo nelle altre categorie dove pesano i divari strutturali ereditati dal passato.

Per comprendere meglio l’impatto della pandemia che ha sconvolto il 2020 – e inevitabilmente ha influito sulla la qualità della vita nelle province – l’indagine del Sole 24 Ore propone anche un focus su 25 indicatori, aggiornati tra il 30 giugno e ottobre di quest’anno. Tra questi: il Pil pro capite; le ore di cassa integrazione autorizzate; il Reddito di cittadinanza; i decessi e le nascite; le iscrizioni e le cancellazioni all’anagrafe e al registro imprese; il numero di bar e ristoranti; la litigiosità in tribunale.

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