Il presidente Domenico Londino ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di presidente del Mesoraca
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Le dimissioni di Domenico Londino lasciano il Mesoraca senza presidente. Una decisione maturata al termine della stagione, dettata non dal finale di una annata comunque positiva (ko nella finale play off). La scelta riposa nella “stanchezza” di attendere e di non avere tempi certi sulla consegna del campo sportivo locale, tutt’ora oggetto di lavori. E poi c’è la delusione di non poter programmare il futuro senza campo sportivo. Una vera e propria doccia fredda, insomma, dopo una stagione di grande rilievo. Nel girone A di Promozione il Mesoraca ha chiuso in seconda posizione, a un solo punto di distacco dalla capolista Trebisacce. È mancata poi la classica ciliegina sulla torta, per via della sconfitta nella finale play off. Un match nel quale il fattore campo è fondamentale e che invece il Mesoraca non ha potuto utilizzare, essendo stata costretta nuovamente a emigrare. Nella circostanza il club crotonese ha chiesto ospitalità a Sersale, per consentire una maggiore presenza di pubblico. Per il resto tutta la stagione il Mesoraca ha giocato a Cotronei, campo utilizzato solo per le gare interne. Gli allenamenti li ha svolti invece a Steccato di Cutro. E l’anno precedente le partite interne le ha giocate a Scandale. Tutto questo perché il campo di Mesoraca non è ancora pronto. I lavori procedono ma, a quanto pare, non con i ritmi sperati.

Le dimissioni del presidente Londino dopo un’altra annata di spessore del Mesoraca
Il club crotonese lamenta la mancanza di certezze sui tempi di consegna dei lavori. Così diventa difficile per un club poter programmare adeguatamente la stagione. Alla luce di questa problematica che si rinnova, Domenico Londino ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente del Mesoraca. Una decisione che arriva al termine di una esaltante scalata e di un crescendo dal punto di vista dei risultati. Nel 2021/22 vittoria dei play off e sconfitta nello spareggio promozione. Nel 2022/23 affermazione nel torneo di Prima categoria e salto in Promozione. Al primo anno in quest’ultimo torneo ecco un dignitoso 9° posto e nella stagione da poco terminata ecco la seconda posizione, con il ko nella finale play off. A questo bisogna aggiungere anche la vittoria di Alessio Colosimo nella Top Ten del Quotidiano, con il terzo posto del difensore Tassoni. Anche la classifica di rendimento ha premiato la squadra di mister Varacalli.
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“Il progetto senza campo non può continuare”
Tutto è stato programmato a dovere, in un contesto di crescita collettiva. Tanti sacrifici, per fare qualcosa di utile per il sociale e per lo sport. “Tuttavia, la mancanza di un impianto sportivo nel proprio comune da oltre due anni – scrive il club in una nota – l’assenza di tempi certi sulla riconsegna del campo, inizialmente prevista per dicembre 2024, e il parziale mantenimento degli impegni economici da parte dell’amministrazione comunale, hanno compromesso le condizioni minime per garantire sostenibilità al progetto”. Per il Mesoraca allenarsi in un paese, giocare in un altro “sostenere costi gestionali elevatissimi – senza adeguato supporto – non è più sostenibile per una realtà dilettantistica”. Il presidente Domenico Londino nel rassegnare le proprie dimissioni ha inoltre ricordato il suo storico impegno a favore dello sport a Mesoraca, non limitato solo al calcio. «Ho sempre sostenuto lo sport nel mio paese: ho sponsorizzato la pallavolo, le vecchie squadre di calcio, le scuole calcio, i grest e molte iniziative per i giovani. Il mio impegno c’è sempre stato e continuo ad andare fiero di questo. Ma è proprio quell’impegno, che ho sempre dato senza chiedere nulla in cambio, che in questi anni ho visto mancare intorno a me».
Un finale amaro
«Ringrazio chi ci è stato vicino davvero – conclude Londino – e sono orgoglioso di ciò che abbiamo costruito. Il progetto Mesoraca Calcio è stimato ovunque. Ora è giusto lasciare spazio a chi vorrà portare avanti questo cammino». Un finale amaro, insomma, non dettato dai risultati maturati sul campo, ritenuti al contrario elemento di grande orgoglio. Ma è chiaro che senza campo e senza certezze non si può fare sport, programmare, crescere. E a rimetterci sono la comunità di Mesoraca e anche il territorio circostante. Perché una squadra di calcio fa muovere l’economia del paese e del circondario, non è soltanto il risultato della domenica. L’auspicio della tifoseria mesorachese è che il presidente faccia un passo indietro, magari grazie ad un vigoroso passo in avanti per quanto riguarda la prosecuzione dei lavori e la consegna del campo.
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