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CATANZARO – «Il Consiglio dei Ministri ha deciso di prorogare per circa 2 anni i termini volti all’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità». Lo ricorda il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, che commenta: «Da un Governo tecnico c’era da aspettarsi più serietà. Da decenni la discussione sul Ponte imperversa illudendo i calabresi e i siciliani con prospettive di progresso anche economico. La realtà, però – sottolinea il sociologo – è rappresentata da una regione, la Calabria, dove il sistema viario è disastrato, il sistema dei trasporti praticamente nullo, basti considerare i problemi della già inesistente Ferrovia Calabro-Lucana, e i collegamenti decisi dalle aziende come le FFSS e dalle compagnie aeree ridotti al lumicino. Continuare ad oltranza con questa pantomima è indegno».Per Marziale «la Calabria ha bisogno di strade, collegamenti ferroviari che, per esempio, facciano percorrere i pochi chilometri che la separano dalla vicina Puglia in poche ore rispetto alle quasi otto che servono oggi, lo stesso tempo che impiega la linea ad alta velocità per fare andata e ritorno da Salerno a Milano. Fatto ciò si può pensare all’avveniristico Ponte sullo Stretto. E poi – incalza – urgono ospedali, istituti scolastici nuovi. Politiche che facciano sentire davvero le giovani generazioni calabresi protagoniste principali e non soltanto mere osservatrici del processo di globalizzazione». Per il presidente dell’Osservatorio, «le politiche illusorie provocano un livello di sfiducia nelle istituzioni che può rivelarsi fatale in termini di lotta ad un crimine radicatissimo sul territorio. I giovani hanno bisogno di vedere non di sentire. È tempo di smetterla, onorevole presidente Monti».

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