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CATANZARO – Edilizia sociale e politica della casa: la Regione Calabria pensa in grande. Mette in cassa 400 milioni di euro e punta a generare investimenti per oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro. L’assessore ai Lavori pubblici, Pino Gentile, esulta e osserva: «Mai nella storia di questa Regione sono state recuperate, impegnate e dispiegate così tante risorse nel settore della casa». Ma – c’è sempre un ma – a non fare buon uso degli strumenti finanziari messi a disposizione a favore dei più deboli sono sempre loro, i Comuni. Non lo hanno fatto perlomeno negli ultimi dieci anni, rispetto ai cosiddetti “buoni casa” che vedono ad oggi ben 60 milioni di euro fermi nelle casse delle Amministrazioni comunali beneficiarie, che, nonostante numerosi solleciti, non si sono ancora attivati per l’espletamento delle pratiche di assegnazione. Tanto, che la Regione Calabria, dopo aver incalzato invano gli Enti in questione, ha già proceduto con le prime revoche delle risorse inutilizzate, per poterle dispiegare su nuovi programmi. Una nota stonata, dunque, nel concerto delle risorse economiche, che, invece, fanno ben sperare in una vera e propria svolta del settore. Con i 400 milioni di euro impegnati dalla Regione Calabria, di cui 300 già in circolo e altri 100 in arrivo. E se la cifra più consistente è quella legata alla tanto discussa legge regionale 36/8 tante altre sono le iniziative in corso che vanno a mettere sul campo fondi ulteriori rispetto ai 155 milioni di euro stanziati per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale. 

A cominciare dai 30 milioni di euro disponibili a valere sul Dm 2295 e destinati alla realizzazione di alloggi a canone sostenibile da parte dei Comuni, per i quali, in seguito alla stipula dell’Accordo di programma con il ministero Infrastrutture e Trasporti, sono state firmate tutte le convenzioni, per cui quasi tutti i cantieri si stanno avviando. Altri 27 milioni di euro di contributi pubblici sono stati resi disponibili a valere sulle risorse del Piano nazionale di edilizia abitativa, di cui al Dpcm 16/07/2009. Anche in questo caso è stato stipulato l’Accordo di Programma con il ministero Infrastrutture e Trasporti ed è in corso la firma delle convenzioni con i Comuni ed i soggetti privati. Questo programma prevede, inoltre, iniziative private che, attraverso il meccanismo della compensazione, renderanno disponibili altri 400 alloggi a canone sostenibile, senza che nè la Regione nè lo Stato debbano erogare un solo euro. Ma, anche qui, spunta fuori una nota dolente, che è rappresentata dall’assenza “colpevole” (come fa notare con amarezza l’assessore Gentile) delle cooperative edilizie, le quali, evidentemente, «gradiscono operare solo attraverso iniziative che prevedono contributi pubblici». Ad essere state già assegnate, con la totale erogazione prevista nei prossimi 3 mesi, sono invece le risorse destinate al recupero di alloggi nei centri storici, corrispondenti a circa 18 milioni di euro. Infine, per quanto riguarda le altre risorse in corso di disimpegno sulla Cassa Depositi e Prestiti, l’assessorato ai lavori pubblici ed il dipartimento al ramo hanno già preordinato una ricognizione che non veniva effettuata da 30 anni, predisponendo e facendo approvare un atto di indirizzo che presto renderà disponibili gli ulteriori 100 milioni di euro per numerosi altri programmi. 

LA REAZIONE. E sull’argomento sono intervenuti oggi, con una nota congiunta, Cgil, Fillea e Sunia: «Gli interventi previsti per la Calabria sulla casa ed annunciati dall’assessore Pino Gentile – scrivono i sindacati – rendono necessaria una revisione delle linee e degli indirizzi che finora hanno contraddistinto le politiche abitative adottate dalla Regione, completamente sbilanciate sull’aiuto all’acquisto e meno sull’offerta locativa a canoni accessibili». 
«Continuare su questa strada – prosegue la nota – significa non considerare quello che sta avvenendo nel nostro Paese ed in Calabria dove decine di migliaia di famiglie, fagocitate dalla crisi, non riescono più a pagare i mutui sulla casa essendo invece maggiormente impellente offrire abitazioni in locazione a canone sociale, impegnando la maggior parte delle risorse disponibili in questa direzione e non al contrario. In Calabria il 22% di famiglie vive in affitto e di queste l’83% ha redditi al di sotto dei 14 mila euro l’anno. A questi si aggiungono tutti coloro, in particolare giovani, che cercano una abitazione per costruirsi un futuro ma non riescono a trovarla per gli affitti insostenibili di un mercato senza regole. Diversamente abili, single, giovani coppie, famiglie monoreddito o in grave crisi economica, anziani soli ed in coppia, donne in stato di disagio o migranti che troppo spesso sono oggetto di veri e propri ricatti sul fronte economico e dei diritti, rappresentano la nuova ed articolata composizione della famiglia che pone nuove domande abitative alle quali bisogna dare risposte». «A nostro avviso in Calabria, per capovolgere e ripensare una nuova politica dell’abitare – si afferma ancora nella nota – occorre, in virtù delle risorse disponibili dichiarate dalla Regione ed attraverso i fondi ex Gescal non utilizzati che questi siano impegnati, prioritariamente, per: rilanciare l’edilizia sociale riqualificando, ristrutturando e riutilizzando il patrimonio pubblico esistente, centri storici compresi, senza occupare nuovo suolo; riutilizzazione a fini abitativi di aree dismesse o degradate; piano straordinario di manutenzione e riqualificazione degli oltre 38.900 alloggi di Erp (edilizia residenziale pubblica) in stato di conclamata vetustà. È su questi punti, così come abbiamo fatto recentemente nell’ultimo confronto pubblico tenuto con l’assessore regionale ai Lavori pubblici, che confermiamo la richiesta di risposte chiare e coerenti da parte della Regione che al momento risulta procedere in direzione opposta».
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