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Nino Spirlì

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CATANZARO – Non usa mezzi termini il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, in relazione al comportamento del Governo riguardo l’eventuale spostamento delle elezioni regionali (ad oggi fissate per il 14 febbraio) ad una data successiva per via della Pandemia di Covid-19 e del possibile rischio del propagarsi del contagio in caso di consultazione elettorale.

«Per l’ennesima, vergognosa, volta – sostiene Spirlì dopo aver appreso telefonicamente dal sottosegretario Fraccaro che il Consiglio dei ministri di oggi non ha inserito all’ordine del giorno, e quindi non ha discusso, il punto relativo alle prossime elezioni regionali in Calabria – il Governo 5s-Pd-Leu-Iv decide di non decidere sulla pelle dei calabresi».

Il Presidente della Giunta incaricato di traghettare la Regione verso le nuove elezioni dopo la morte prematura di Jole Santelli (LEGGI) prende di mira con la sua consueta schiettezza l’esecutivo di Giuseppe Conte che «dopo la ridicola mazurca di inutilizzabili commissari ad acta; dopo le mancate dimissioni da parte del presidente grillino della commissione Antimafia, che offende gli eroici caduti; dopo la finta disponibilità nei confronti di questa regione, che sta dimostrando di riuscire non solo a sopravvivere, ma a guadagnarsi le prime posizioni in Italia, in Europa e nel mondo per capacità organizzativa».

Quindi «nonostante la Calabria sia orfana di Stato; il Governo smentisce se stesso e cancella il parere del Cts nazionale (LEGGI), confermando come buona la forbice temporale decisa a novembre per le prossime elezioni regionali calabresi».

È opportuno ricordare, infatti, che secondo diverse indiscrezioni il Comitato Tecnico Scientifico che affianca il Governo con i propri suggerimenti nella gestione della pandemia di coronavirus aveva espresso parere negativo circa lo svolgimento a febbraio delle elezioni calabresi,

Da qui l’idea, sempre più insistente e trasversale tra le varie forze politiche, di procedere ad un slittamento della tornata elettorale. Al momento, però, non ci sono state indicazioni ufficiali da parte del Governo per cui la “palla” resta in mano a Spirlì.

Proprio il presidente f.f. ha precisato che «chi decide di non decidere, codardamente decide: il 14 di febbraio è, dunque una data che, anche per il Governo nazionale, non farà correre pericoli a chi dovrà esercitare il proprio diritto di voto. Dopo aver costantemente bussato alla porta del presidente della Regione Calabria, con presunto spirito collaborativo, e dopo aver caricato a pallettoni la stampa di regime, che attaccava me e la maggioranza di governo in Calabria, additandoci come sterminatori di calabresi, i ministri targati Pd, M5s, Leu e Iv hanno deciso che in Calabria l’aria è buona, il virus è morto e a San Valentino si apriranno scatole di cioccolatini e urne elettorali».

Ma a questo punto per Spirlì le forze che sostengono l’esecutivo «si dovranno giustificare agli occhi dei propri elettori e sostenitori, dato che la maggioranza alla quale appartengo sapeva già con chi aveva a che fare. Si sono stanati e cacciati da soli. Da oggi in poi, non consentiremo a nessuno di dare lezioni di politica e buon senso».

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