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Luigi De Magistris

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COSENZA – Manca solo l’ufficialità, che dovrebbe arrivare fra domenica e lunedì prossimo, ma orami è certo che il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris si candiderà a Governatore in Calabria.

Lo ha detto lui stesso ieri a margine del consiglio comunale partenopeo che ha visto partorire l’ennesimo rimpasto di giunta. «Sono sempre più convinto di sciogliere positivamente la riserva, ma la risposta ufficiale arriverà tra domenica e lunedì» spiega De Magistris che si è «preso una settimana di tempo per questa difficile decisione politica ma anche personale».

Una sfida difficile perché l’ex magistrato vorrebbe giocarla fuori dal perimetro dei partiti tradizionali. «Se dovessi accettare sarebbe nel solco di una coalizione civica estranea agli schieramenti tradizionali a cui la politica ci ha abituato» prosegue ancora De Magistris che si dice «profondamente legato» a una terra dove ha trascorso «tante estati da ragazzo e nove anni da pm».

«Amo la Calabria e ci torno spesso, ho ricevuto sollecitazioni dal basso che mi spingerebbero ad accettare una scelta difficile che impone sacrifici. Con le debite differenze, mi sembra una sfida simile a quella affrontata a Napoli 10 anni fa: da un lato c’è una fetta considerevole e maggioritaria di un ceto politico che ha contribuito a distruggere una terra straordinaria e a mortificare il popolo calabrese. Dall’altra parte c’è una grande voglia di rinascita da parte di associazioni, reti civiche, militanti, amministratori locali e desiderio di lottare per i diritti, la giustizia, l’ambiente e contro le mafie».

Proprio quest’ultimo elemento potrebbe essere determinante per de Magistris che ricorda i fatti noti degli ultimi mesi, con la Calabria al centro della cronaca per sanità, arresti e intrecci tra criminalità, politica e istituzioni. Fattori vari e delicati che il sindaco di Napoli vede come «ingredienti di una sfida difficilissima e complicata». Ma la situazione più difficile ora è quella del Pd calabrese.

«Potremmo accettare a malincuore una svolta populista, ma una svolta populista e giustizialista certamente mai», commenta un autorevole dirigente del centrosinistra calabrese.

Del resto anche Nicola Oddati, uomo vicinissimo a Zingaretti, ha escluso ogni accordo con l’ex magistrato che con le sue inchieste coinvolse diversi membri della nomenklatura del partito.

Fra l’altro il Pd deve fare i conti con un Mario Oliverio, ringalluzzito dall’assoluzione nel procedimento “lande desolate” che sarebbe pronto ad organizzare un terzo polo nel caso di una scelta simile da parte del Pd (la lettera dei sindaci che potete leggere nel pezzo di fianco ne è la prova).

Insomma il Pd, dopo aver inseguito in queste settimane i 5 Stelle per formare un’alleanza, rischiano di trovarsi spiazzati. Anche perché ai grillini l’ipotesi di candidare De Magistris, in assoluta assenza di candidati propri, non dispiace affatto.

Ieri sera uno dei tre coordinatori della campagna elettorale per la Calabria, il deputato Tucci, ha organizzato un webinair con gli attivisti in cui si è molto discusso dell’ipotesi de Magistris. Un’opzione che ancora non era stata discussa fra gli attivisti.

Da quanto ci risulta, infatti, non c’è mai stata una interlocuzione ufficiale fra l’ex magistrato e i 5 Stelle. Unico contatto la recente webinair sulla legalità in cui de Magistris è stato ospite.

Le votazioni on line, poi, in cui si sarebbe dovuto scegliere oltre ai candidati consiglieri anche il candidato presidente è stata rinviata a data da destinarsi, quindi il margine per convergere su un’alleanza squisitamente populista fatta da Dema e il movimento di Tansi c’è tutto.

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